Ah...Quindi ci tocca il bilancio?

Riassunto di un anno tra libri e follia.

Avremmo voluto evitarvelo ma ci hanno costrette...

No, non è vero. Noi, insieme alla nostra Bridget Jones interiore, pensavamo che fosse il caso, a turno, di dedicare un pensiero a questo anno pessimo per tutto il mondo ma non così male per trentapagine. In fin dei conti, abbiamo lavorato sodo. Vi abbiamo tenuto compagnia, forse strappato un paio di sorrisi; speriamo di avervi rilassato, emozionato. Quello che resta di quest'anno lo lasciamo al destino; quello che è stato per noi, ve lo lasciamo qui.


Alessandra:

Al contrario di quello che si possa pensare, dato il mio concreto modo di agire e pensare, senza tanti fronzoli, io i bilanci li adoro. Mi piace veramente tanto vedere soprattutto dove ho fallito, mi dà molta soddisfazione. Nata perdente (lo dico in modo sempre molto ironico, per scaramanzia, ma in realtà un po' è così), non mi aspetto nulla da niente e da nessuno. Ma quest'anno ho dovuto ricredermi. Io e Rebecca, come abbiamo detto molte volte, siamo dissonanti da morire; eppure, funzioniamo benissimo. Facciamo i nostri bilanci mensilmente, ponderando se quello che ci piace vada bene per gli articoli, confrontandoci per quanto riguarda il lavoro tecnico, curando i sogni delle persone come fossero i nostri, soprattutto gli esordienti. Siamo impietose ma rispettose, un po' come le mamme; del resto, abbiamo spesso usato la metafora del parto con i nostri lavori. Per quanto riguarda il blog, il parto avviene due o tre volte a settimana: la nostra vetrina è stata curata con centinaia di articoli, programmati nel dettaglio, con me che scrivevo venti minuti prima di pubblicarlo e la determinata Becky che già sapeva cosa scrivere dalla settimana prima. Dissonanti e molto unite. Un anno di riunioni con la lavatrice in sottofondo, il mio cane che ha disturbato per la maggior parte del tempo, di mio entusiasmo la mattina e il suo rispondermi a monosillabi, il mio essere ciarliera e il suo essere contenuta, il suo meraviglioso essere schietta e il mio essere diplomatica. Due buone, due cattive. Il nostro anno di rodaggio, al contrario di altri service e blogger, non ci ha portato per quelle poche fiere, anche virtuali, o eventi; non abbiamo creato gruppi di lettura, non abbiamo creato podcast, non abbiamo postato video su YouTube. Ci siamo chiuse a studiare insieme, come due secchionacce. Nel frattempo il lavoro, nel frattempo la vita. Nel frattempo il nostro sodalizio.

In questo anno di cui è stato detto tutto, non è stato detto che abbiamo resistito e, alla fine, dopo centinaia di articoli, siamo pronte a continuare; pronte a valutare il lavoro degli esordienti e dei professionisti, a consigliarli, soddisfare le richieste e, perché no?, confortarli. 'Ché il mondo dell'editoria è una vasca di squali, ma si può imparare a nuotare veloci.


Rebecca:

Quanta poesia in queste parole, poesia che in me non troverete. Io i bilanci non li sopporto. Vuol dire che è già stato fatto tutto, già è stato detto tutto, e tocca solo raccoglierne i frutti. Mi piace la pianificazione, l'organizzazione mentale, gli schemi, come ben dimostrano le mie due agende, il calendario virtuale, la lavagna coi gessetti colorati e due quadernoni di appunti e schede. Ha ragione Ale quando dice che siamo diverse, ma più che questo mi piace pensare che siamo complementari. Lei si fissa sul contenuto, io vado in crisi se la forma non è eccellente. Lei mette gli articoli in bozza sei minuti prima della pubblicazione, io li rileggo con ansia febbrile perché so che non ha giustificato i margini, rispettato i corsivi, fatto le cose a modo mio, insomma. La democrazia vige sovrana! La MIA democrazia.

Però, nonostante tutto quello che è successo, lo stress, le rinunce, lo studio e le scadenze, è stato un anno davvero stimolante e divertente. Abbiamo imparato a conoscerci e conoscere noi stesse, abbiamo segnato i nostri limiti costrette, spesso e volentieri, a superarli per il bene superiore. Abbiamo studiato tanto, io personalmente credo di aver fatto più quest'anno che quando ero matricola all'università. E nonostante, forse, avremmo cercato entrambe un po' di appoggio in più, siamo convinte del lavoro che abbiamo fatto e che continueremo a fare. Sì, è vero, ci siamo perse le fiere, siamo state poco social, ma gennaio è bello per quello: sembra un nuovo inizio, un reset quasi completo, che lascia alle spalle i dubbi, gli errori, le delusioni dell'anno passato e ne prospetta altri... magari contornati da qualche gioia, hai visto mai!

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