Anaïs Nin, la donna del futuro.

Aggiornamento: 10 apr 2020



Perché si scrive è una domanda a cui posso rispondere facilmente, dato che me lo sono chiesto così spesso. Penso che un autore scriva perché ha bisogno di creare un mondo in cui poter vivere. Io non potrei mai vivere in nessuno dei mondi che mi sono stati offerti: il mondo dei miei genitori, il mondo della guerra, il mondo della politica. Dovevo crearne uno tutto mio, come un luogo, una regione, un'atmosfera in cui poter respirare, regnare e ricrearmi quando ero spossata dalla vita. Questo, credo, è la ragione di ogni opera d'arte.

Anaïs Nin è una delle mie muse personali dal giorno in cui ho scoperto questa citazione, leggendo l'opera Mistica del sesso, una raccolta di saggi su scrittura e personaggi della sua epoca, di pensieri e racconti inediti. Fino ad allora ero un'adolescente che scriveva da tutta la vita senza avere la minima coscienza del perché ci fosse un'affinità così forte tra me e la carta. Scrivevo, distruggevo il più delle volte, ritessevo senza sosta con un'ossessione febbrile i miei pensieri sulla carta, con l'istinto cieco dato da una lussuria per la mia attività con la penna incontrollabile. Non ho capito mai la ragione di questo mio bisogno, anche raptus se vogliamo, che mi spingeva a mollare la mia vita ordinaria per chiudermi o togliermi il sonno. La prefazione dell'opera ha spiegato la mia emozione: creavo un mondo in cui vivere. Sono cresciuta in un grande paese più che in una città, con pochi stimoli e molti guai; la gente non ti spinge tuttora a fare altro che ripetere la danza delle convenzioni, a parlare di fuffa, ad essere vuota. Ho sempre amato i miei luoghi, molto presenti nella mia scrittura, meno la sfera sociale che ne fa habitat.

E il mio volere di più, un giorno, l'ho trovato scritto all'inizio di un libro, spiegatomi come a un bambino si insegna la pericolosità di qualcosa, in modo logico ed empatico.

Ma come la Nin sia parte del mio quotidiano non credo sia rilevante, a questo punto; quel che conta è che stiamo parlando di una delle autrici più originali e con una delle personalità più forti dell'intero secolo passato, sia a livello personale che artistico. Una donna che ha incarnato con la sua opera un unico connotato umano dilazionato in tutti gli ambiti della vita e della sfera professionale: la passione.

L'autrice, in settantaquattro anni di esistenza, ha rappresentato in tutto la bellezza cosmopolita e raffinata di un' artista europea immigrata negli States allo scopo di portare un nuovo punto di vista, in questo caso sensuale, femminile e femminista. L'evoluzione della scrittura della Nin la si trova nelle trentacinquemila pagine di diario da lei raccolte dagli undici anni alla fine dei suoi giorni, pagine che scandiscono ogni singolo capitolo della sua vita, dal cambio di continente con tutte le sue conseguenze nel bene e nel male, ai suoi matrimoni, al rapporto con le personalità a livello dell'epoca dal punto di vista umano, non solo artistico. In particolare, in Mistica del sesso, ponendo la donna al di fuori del ruolo fino ad allora consueto della musa ispiratrice, descrive le donne che per lei sono state di maggior ispirazione: artiste, imprenditrici, donne dal potere spirituale passano attraverso la sua esperienza personale come modelli da imitare, non oggetto del desiderio artistico.

Lei stessa è famosa per non essere stata passiva ma fautrice di opere dovute alla sua fiamma di una vita Henry Miller, scrittore con il quale visse un bollente sodalizio artistico e sessuale; il Delta di Venere, infatti, era stato commissionato all'autore da un collezionista di libri che si offrì di pagarlo cento dollari per ottenere dei racconti erotici. Esaurita l'ispirazione, l'opera passò nelle mani della Nin che ne fece uno dei suoi capolavori.

Ma la tematica del sesso, della donna e dell'artista in genere posti nel loro contesto quotidiano ricco di difficoltà, sotto forma per lo più di racconti espliciti, sono ricorrenti in praticamente tutta la sua produzione, che va dagli anni Trenta agli anni Settanta. Libri come Henry e June, poi, del 1932, mostrano uno spaccato autobiografico importante per capire l'evoluzione della sua scrittura; nel dettaglio, dall'incontro con Henry Miller e sua moglie June.

Tutto ciò che si può aggiungere è che la Nin è stata un'autrice così raffinata e sovversiva che non può mancare nella libreria di chiunque abbia l'anima volta alla sperimentazione, a livello artistico ed umano, poiché se noi lo consideriamo nel contesto odierno, possiamo le sue tematiche e i suoi pensieri espressi nelle opere e nei saggi saggi oltre che attualissimi, fortemente ispiratori.

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