• Rebecca Di Schino

Beata gioventù

Aggiornato il: 8 apr 2020

Collane di storia alternativa o collane alternative di storia.


Me lo ricordo quando andavo scuola. Non solo il periodo del liceo, relativamente più recente (ahimè!), ma anche quello delle medie. Ricordo perfettamente che materie mi piaceva studiare e quali detestavo e ho scolpite, in bassorilievi della mia memoria, interrogazioni, argomenti e figuracce relative alla mia ormai perduta adolescenza.

Uscita dal liceo, per rendere la mia esistenza ancor meno agevole del necessario, ho seguito il cuore e mi sono iscritta a Lettere. Avrei dovuto ascoltare i pareri anche dei miei ex professori, che mi sconsigliavano la carriera umanistica, ma io, che ho la tendenza a fare spesso e volentieri il contrario di quanto mi viene detto, non ho dato retta a nessuno e mi sono iscritta in ogni caso alla facoltà che mi piaceva. Onestamente, non me ne pento nemmeno un po’. Certo, è dura da accettare il sapere che hai speso tanti anni della tua vita a studiare e devi comunque fare a cazzotti anche con le mosche per fare carriera nel tuo ambito, e nel frattempo vedere persone che non sanno mettere in riga sue parole diventare, che so, ministri… Ma va be’, la vita è fatta a scale e quando io avrò finite di salirle spero di vedere qualche faccia immeritevole ruzzolare giù per qualche rampa! (Peace and Love)

Tuttavia, non era mia intenzione parlarvi del mio percorso scolastico, quanto più di quello che ho scoperto una volta finiti gli studi. Partiamo dalle mie materie preferite: ho fatto Lettere quindi viene da sé che le materie umanistiche sono sempre state le più adorate. In particolare la letteratura e la storia, con qualche precisazione relativa soprattutto alla seconda. Con la storia ho sempre avuto un bel rapporto, mi piaceva entrare nei dettagli, scoprire i segretucci che i manuali non mostravano per evidenti motivi di spazio, ma forse anche grazie a mia madre che guardava con me puntate su puntate di SuperQuark e Ulisse. Nonostante gli Angela siano stati (e lo sono ancora) parte integrante e veri protagonisti del mio percorso formativo, ho continuato ad avere una tara mentale che mi faceva bloccare superato il periodo napoleonico. Mi spiego: per me, la Storia finisce con Napoleone che muore a Sant’Elena e il Congresso di Vienna. Decisamente limitante. Credo che sia un problema psicologico: la storia contemporanea che parte da dopo l’Unità d’Italia è vista, da me, come “eccessivamente” contemporanea. Non riesco a darle quella profondità e prospettiva che rende tutto il periodo precedente affascinante. Ci abbiamo vissuto dentro, i nostri nonni hanno visto le due guerre, la Seconda soprattutto. Abbiamo una marea di informazioni che riguardano tutto il periodo che va dalla fine dell’Ottocento ai giorni nostri: non c’è mistero. Ecco, questo è il mio problema, la ricerca del mistero.

È ovvio, quindi, che più un evento è indietro nel tempo e più mi affascina, ma a questa consapevolezza ci sono arrivata quando ormai era troppo tardi: avevo finito di studiare, tutto quello che avrei assorbito dopo la laurea era un surplus. Finché non mi sono imbattuta, del tutto per caso, in due collane, o meglio una collana e una sotto-collana, della Salani editore.

Breve accenno: l’Adriano Salani Editore è una casa editrice italiana che si occupa, per lo più, di editoria per ragazzi. Vede la luce nel 1862 a Firenze e da allora è uno degli editori nazionali più antichi ancora in attività. Scoperta in prima persona dopo l’acquisto di Harry Potter e la Pietra filosofale, un inaspettato boom di vendite l’ha resa celebre nell’industria libraria nostrana. È stata, infatti, l’unica casa editrice ad accettare la pubblicazione della poi fortunatissima saga scritta dalla Rowling avendo valutato la storia di Harry Potter come una tematica che bene si confaceva alle collane per ragazzi, anche se non ha percepito inizialmente il vero potenziale. Contestualmente alla pubblicazione delle vicende del maghetto inglese, Salani si stava creando uno spazio ben definito all’interno del panorama letterario dedicato ai giovani.


Recuperando i diritti di un altro autore d’oltremanica, Terry Deary, pubblica l’intera collana delle Horrible Histories, italianizzata in Brutte storie, un “manuale di storia alternativo” nel quale si descrivono con tono ironico e poco rispettoso gli avvenimenti e i popoli che hanno, appunto, fatto la storia. Il primo volume, I ganzi greci (1996), dà l’avvio alla pubblicazione di altri 21 titoli. Tra i più divertenti ci sono I rivoltanti romani, Incavolati Incas, Norboruti Normanni, fino al più recente, del 2008, La terribile tomba di Tutankhamen. L’affermato successo di questa serie, dato in particolare dall’accuratezza delle nozioni storiche, rende i libri divertenti e adatti a un pubblico di età scolare grazie alle simpatiche illustrazioni e agli irriverenti giochi di parole che aiutano i più piccini a memorizzare gli eventi e i concetti che stanno studiando o che studieranno a scuola. L’età di riferimento del pubblico è dagli 8 ai 12 anni, elementari e medie per capirci, quando i ragazzi sono ancora presi a godersi la spensieratezza della loro gioventù per soffermarsi sullo studio della “noiosa” storia. Doppio scopo, quindi: fidelizzare il pubblico alla lettura pescando nel grosso calderone delle nuove leve scolastiche, e mandare un messaggio, quello dell’importanza della storia e del modo in cui ci si può approcciare ad essa raggiungendo l’obiettivo dell’insegnamento senza la gravosità dei manuali o dei sussidiari. Il trionfo della collana è stato confermato anche dalla presenza di questi testi in catalogo nonostante siano passati ormai dodici anni dall’ultima uscita.


Parallelamente alle Brutte storie, poi, un’altra collana ha visto la luce, con la prima uscita, di 12 volumi, nel 2001. Morto che parla si presenta al pubblico con la biografia di Cleopatra, l’ultima grande regina d’Egitto che riuscì a destabilizzare nientemeno che l’Impero romano. Se Brutte storie è divertente, Morto che parla è spassosissima. Il concetto è semplice: biografie di personaggi celebri ormai defunti che raccontano la propria esistenza, diari personali discutibili, commenti di coloro che gravitavano intorno alle personalità esaminate in quel dato volume ed esprimono opinioni in merito. La serie di libri comprende, come abbiamo detto, 12 titoli, chiudendo l’ultima uscita nel 2012 con Giulio Cesare e i suoi cari compari. Le uscite non vanno in ordine cronologico e i protagonisti spaziano dalla storia (Enrico VIII e la sua mannaia, 2009; Elisabetta I e le sue conquiste, 2004) alla letteratura (William Shakespeare e le sue tragedie, 2005), dalla scienza (Albert Einstein e il suo universo gonfiabile, 2003; Leonardo da Vinci e il suo megacervello, 2004) al crimine (Al Capone e la sua gang, 2008). In questo caso la scelta è caduta su differenti autori che hanno dato il loro personale tocco e la loro propria conoscenza in materia per delineare il profilo dei loro protagonisti.



Nonostante i miei anni e il mio allontanamento dalla scuola da parecchio tempo, io stessa non ho resistito e qualche anno fa ho acquistato due di questi volumi, Enrico VIII ed Elisabetta I. Non che mi potessero dare qualche riferimento in più rispetto al grosso manuale di storia inglese che stavo studiando per il mio esame, ma devo ammettere che la semplicità con cui sono trattati i temi e, soprattutto, la scansione temporale molto chiarificata per facilitare ai bambini l’assimilazione dei concetti e delle date stesse mi hanno molto aiutato. Purtroppo, alcuni numeri di questa collana sono fuori catalogo, ma vi consiglio di controllare su piattaforme come eBay per provare a ritrovarne qualcuno, anche usato.

In questi giorni di domiciliari, di scuole chiuse e di didattica online sarebbe bello se fossero gli stessi ragazzi ad approfittare di questo periodo lontano dai banchi e dalla serietà della scuola per continuare a incrementare il loro sapere anche in modo spassoso e meno costruito.

Lo studio è noioso solo se ci si approccia ad esso con pregiudizio e sfiducia. La storia è la materia per definizione. Imprescindibile e onnipresente ci racconta quello che siamo stati e ci aiuta a capire cosa potremmo diventare. È necessario imparare ad apprezzarla già da piccoli, scoprirne le sfumature, i misteri, i segreti pronti per essere svelati perché chi ben comincia è a metà dell’opera e magari, in futuro, conoscendo quello che è già accaduto, potremo mostrarci più pronti ad affrontare ogni genere di avversità.

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