Breve opinione non richiesta: vale la pena comprare i volumi "acchiappatutto"?


Siamo lettrici accanite e dividiamo il nostro portafoglio tra la sopravvivenza fisica, costituita dall'impiegare il denaro per mangiare e tirare la carretta, e quella mentale, costituita dall'impiegarlo per comprare il pane quotidiano (che ci dona, a sua volta, sostentamento): i libri.

Siamo state scolare, studentesse, lavoratrici, studentesse-lavoratrici e i libri hanno accompagnato ogni fase della nostra vita con una sola costante dal punto di vista pratico: il loro costo. Abbattuto da noi, negli anni, con l'acquisto ai mercatini, i super sconti negli store appositi che trattano il buon usato, gli ebook, i prestiti delle biblioteche, quelle delle persone conosciute. Insomma, di modi per leggere quotidianamente ne abbiamo trovati molti eludendo gli alti costi del prodotto, spesse volte. Capiamo cosa ci sia all'origine dello stesso, lungi da noi lamentarci: i costi fisici dello staff di una casa editrice, della distribuzione, del materiale impiegato, delle ore di lavoro di uno scrittore. Assolutamente legittimo, ci mangiano tante persone, ma non lo diciamo in senso polemico. Con il costo dei volumi pubblicati ci si arricchisce veramente fino ad un certo punto. Dalla parte del lettore, però, seguire un certo autore o un certo filone, se non si ha il senso del risparmio, può diventare dispendioso. Non siamo certo qui per farvi i conti in tasca e ci auguriamo che possiate permettervi, prima o poi (se non l'avete ancora), una libreria come quella di Belle nel castello della Bestia. Ma, se così non fosse, guardatevi intorno e scorrete moooolto indietro i nostri articoli fino a trovare quello sulla "scusa della (non) lettura".

Un modo di presentare autori e filoni letterati in modo decisamente concorrenziale è stato quello di alcune case editrici, in particolare una riconoscibilissima, che ha pensato di creare un'apposita collana dove le opere principali di un genere o di uno scrittore sono raggruppate in volumi, a volte gargantueschi (e super pesanti). Che siano in versione "raccolta super sobria" o "raccolta in colori fluo", i volumi che noi definiamo "acchiappatutto" non sempre sono degli amici. Gli anglofoni direbbero: friend or foe?

Abbiamo analizzato in prima persona la questione comprando diverse raccolte e la prima cosa da fronteggiare è non tanto la collezione in un volume di romanzi o racconti di autori provenienti dal nostro territorio ma la traduzione di europei ed extra europei. Dobbiamo dirlo? Si, siamo qui per questo: alcune traduzioni, specialmente nei libri più economici, sono veramente scadenti. Lo diciamo senza un briciolo di pietà. Perché se apriamo la traduzione di Anna Karenina, in un bellissimo volume dalla copertina rosa illustrata che sulla libreria è super scenica, vogliamo trovare un incipit tradotto, come spesso succede leggendo dalle storiche, simile alla lingua madre. Non una versione fatta per assonanza. Lo conosciamo tutti quell'incipit?

Tutte le famiglie felici si somigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo.

La questione della traduzione è sempre spinosa. Si applicano dei metodi nel concepirla, progettarla e attuarla che solo chi affronta un percorso specifico di studi in merito conosce. Delle due, Alessandra è specializzata in traduzione letteraria. Ma tutte e due sappiamo che non ci si può discostare più di tanto dalla realtà e che, aggiungendo o tagliando, si stravolge l'essenza di un intero concetto. E questo succede anche senza il fattore del language switching in questo senso: se si tratta di un autore nostrano, non si può sempre fare una sintesi del testo, perché verrebbe snaturato. Risulta chiarissimo che, per far entrare dei grandi della letteratura in volumi da poco più di tremila pagine o raccolte a puntate di poche migliaia se sommate, qualcosa bisogna sacrificare. Quando si sceglie, dunque, un volume di questo tipo, non bisogna farsi ingannare dalla copertina o dal prezzo imbattibile: certo, siamo le prime a dire chissenefrega se con i soldi di una pizza e una birra ne compriamo due o tre in offerta speciale. Ma se comprassimo i volumi separati usati, al costo di una moneta o due magari, le versioni migliori? La nostra libreria non risulterebbe più piena, le nostre mani meno impegnate a tenere schiere di pagine ingombranti rilegate (in cui è difficile tenere il segno) e non gusteremmo magari un libro esattamente come lo voleva lo stesso autore?

Voi cosa ne pensate?

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