Collane Harmony: storia di un prodotto editoriale furbo.

Aggiornamento: 8 apr 2020


L'immaginazione è il motore più potente della creatività ed è ciò che consente di scrivere ad ognuna di noi due ogni settimana almeno due articoli a testa. Almeno.

Per scrivere ci caliamo sempre in ruoli necessari per poter "vivere" in modo più fedele al concreto le cose di cui stiamo scrivendo; e oggi ritorniamo nel 1980, con un taglio improbabile di capelli e quei vestiti che portavano le nostre mamme adolescenti.

Immaginiamo di essere nelle nostre rispettive città dell'epoca, non avere smartphone, non guidare una macchina in modo agevole su strade sicure, camminare a piedi per le nostre piazze fra le botteghe e infine arrivare davanti un'edicola, con la fila, piena di giornali.

Alla nostra età dovremmo essere sposate e con figli secondo i dettami dell'epoca e ciò che la società si aspettava, ma fingiamo di essere tollerabilmente single e in cerca di un amore candido che duri tutta la vita, di non avere la possibilità di telefonare a tutte le ore o di citofonare quando vogliamo, di poter sospirare quel sogno. Immaginiamo di andare in edicola e comprare qualcosa che ci faccia fantasticare su un desiderio di amore appassionato.

Va bene, non siamo proprio quel tipo di donne ultraromantiche di carattere (forse più Rebecca che Alessandra), ma immaginiamo, come detto precedentemente.

Ed eccoci qui a sfogliare una serie di riviste in cerca delle lovestory dell'epoca, dove un trafiletto che narra in tono mellifluo la storia d'amore dei vip nostrani fa sognare tutte le casalinghe, donne in carriera, studentesse e, perché no?, il barbiere del quartiere.

Un trafiletto, in una rivista dedicata. Una storia vera, come l'avrebbero voluta tutte le persone in cerca dell'amore. Ma come ogni cosa, settimana dopo settimana, avrebbe portato a stancare il lettore-sognatore, portato a essere vittima di un meccanismo di routine come nella vita quotidiana, dove una storia veniva narrata esattamente come la precedente. Insomma, con l'immaginazione vogliamo di più di quello che offre la stampa e ci rendiamo conto inconsciamente di una mancanza. Una falla nel mercato, diremmo oggi.

Ed ecco qui che la casa editrice più furba e avanti di sempre, la Mondadori, individua proprio questo buco e decide di creare una linea di romanzi rosa, vendibili in edicola, indirizzati a un lettore di cultura medio-bassa.

È il 1981 quando, grazie ad una joint venture con la casa editrice canadese Harlequin, pubblica il primo romanzo della collana Harmony. "Har" come Harlequin, "Mon" come Mondadori, "y" per completare un nome e dare un'idea rilassante e seducente del prodotto appena creato. Così, viene dato alle stampe Per amore di un gitano, firmato Anne Mather, che sbatte sul muso del pubblico elementi come l'esotismo, la passione e la trasgressione già dal titolo. Per dire, la genialità.

Un successo annunciato, che oggi, con tutta la possibilità di leggere e avere una mente critica e aperta grazie agli studi, ci sembra quasi ridicolo e improbabile. Ma il perdente non fa i soldi, questa nella vita è una certezza.

Con i suoi 300 milioni (MILIONI) di libri venduti in tutto il mondo da quarant'anni a questa parte, questo prodotto cult è una vera droga e religione per alcuni. Consideriamo che negli anni '80 e '90 il picco di vendite fu veramente impressionante, oltre ogni immaginazione, a causa non solo dell'argomento, ma di una serie di fattori furbi:

Il prezzo. Questo è rimasto basso negli anni a venire, calcolando che anche oggi l'abbonamento annuale non raggiunge la quota dei 30euro.

La versatilità. I volumi Harmony sono divisi in circa 36 sottocollane, adatti a ogni esigenza e desiderio, da quelle dove l'amore è protagonista (Romance) a quelle più piccanti (la collana Passion), a quelle ambientate in altre epoche storiche e in costume (History/Grandi romanzi storici). Una addirittura è indirizzata ai lettori di una certa età, la Vedobene, più grande nel formato e nei caratteri.

La scelta. Prima pubblicata da Harlequin e Mondadori, oggi dalla Harpercollins di New York (dal 2015), vanta una produzione di circa 620 titoli l'anno. La maggior parte degli autori è donna o è sotto pseudonimo femminile.

La lunghezza. Può sembrare stupido, ma 120 pagine in una settimana si leggono veramente con facilità anche avendo poco tempo libero a disposizione. Calcolare una lunghezza standard improntata sulla lettura di circa 15 pagine al giorno è veramente una mossa intelligente.

Come ultima chicca, possiamo dirvi che negli USA è già presente una collana con protagonisti omosessuali.

Ancora vi viene da ridere pensando agli Harmony?


6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti