Cosa ha bollito nel pentolino

Aggiornato il: 8 apr 2020

I best seller e le nuove proposte della piccola e media editoria


Ben trovati per un nuovo appuntamento con “Che cosa si è venduto in Italia nel 2019”, la nostra mini rubrica dedicata ai best seller che hanno fatto grande l’editoria italiana dello scorso anno. Questa settimana ci confrontiamo con una realtà un po’ complessa, quella della piccola e media editoria, protagonista della fiera di Roma Più Libri Più Liberi e generatrice di pochi, ma sceltissimi, successi letterari.


Innanzitutto qualche precisazione: quando si parla di classifiche librarie, in particolare relative alle vendite, occorre tenere a mente che non sempre si ha a che fare con Case che possono contare sulla grande distribuzione. Inoltre, e per nulla irrilevante, la ricerca di fenomeni letterari che hanno avuto particolare successo, pur non appartenendo a grandi nomi conosciutissimi (vedi i vari Mondadori, Feltrinelli, Giunti, ecc.), non è stata effettuata attraverso canali di trade come Amazon, i cui dati, nel gigantesco calderone del mercato mondiale, mancano di precisione se si tratta di titoli poco noti. Questo avviene principalmente perché le librerie, fisiche e non, tendono a ordinare lo stesso numero di copie vendute del libro precedente, generando così un processo che si autodetermina e facendo in modo che, qualsiasi classifica si guardi, compaiano sempre gli stessi nomi.

La piccola e media editoria, poi, possiede anche un’ulteriore caratteristica, quella della scarsa quantità di copie vendute. I dati AIE, infatti, sottolineano tra le varie statistiche pubblicate anche la tendenza a stampare poche copie di uno stesso titolo, o meglio, di quasi tutti i titoli, proprio per evitare il più possibile, oltre alle giacenze in magazzino, il rischio di inviare tutto l’invenduto al macero. Ed ecco che, allora, i grandi gruppi editoriali arrivano a vendere più di 300 copie solo nel 26% del totale dei libri in programma, mentre per le piccole e medie case editrici solo il 69% supera con difficoltà le 100 copie vendute. La classifica dei best seller, per questo motivo, si compila da sé: bastano anche meno di 1000 copie vendute a settimana (che detto tra noi sono davvero una miseria) per entrare nella top10 dei libri più venduti e magari rimanerci anche per parecchie settimane…


Tuttavia – ebbene sì, abbiamo un tuttavia – il 2019 è stato un anno particolarmente proficuo per l’editoria nostrana. Oltre ai best seller che abbiamo citato la scorsa settimana, tutti figli di mostri sacri dell’industria libraria, ci siamo accorti che anche nomi meno conosciuti sono stati toccati dalla mano della fortuna e hanno mostrato la propria abbagliante luce con titoli inaspettati e veri e propri casi editoriali.

Anticipatori dei nuovi trend di mercato e rilanciatori di Ian McDonald, sono stati i giovani e piccoli appartenenti a Zona42. Breve passo indietro e qualche delucidazione. Ian McDonald è uno scrittore inglese di racconti e romanzi di genere fantascientifico; vende il suo primo racconto a una rivista di Belfast a 22 anni e da quel momento diventa una vera e propria stella della narrativa contemporanea d’oltremanica. Il suo genere e la sua scrittura piacciono talmente tanto al pubblico che in pochi anni riceve numerosi e prestigiosi premi, tra cui il premio Philip K. Dick nel 1991 per King of Morning, Queen of Day e il premio Hugo per il racconto La moglie del djinn (The Djinn’s Wife). Per Zona42 ha pubblicato Ares Express e Desolation Road, tutti e due nel 2018.

Nel caso in cui non conosceste Zona42, tranquilli, adesso rimediamo. Protagonisti della realtà della microeditoria, dove i lavori di valutazione e divinazione sono cruciali per la sopravvivenza stessa di una casa editrice e per evitare di portare in rosso il fatturato, questa giovane “casetta” ha un unico difetto, suo malgrado: fatica a farsi sentire. Il problema non è esclusivamente il suo, intendiamoci: la stampa e la pubblicità tendono ad ascoltare le voci di chi è più forte e presente sulla scena, quelli più presenti, già famosi a volte. Specializzati in titoli di fantascienza e altre sorprese a livello letterario, oltre a riprendere in mano i diritti di McDonald, che ben si presta alla sua linea editoriale, Zona42 ha proposto, nel 2019, un romanzo che ha guadagnato la posizione di finalista al Locus e al Nebula Award, acquisito e tradotto in tempi non sospetti. Le abilità di scouting di questi giovani editori hanno anche permesso, nell’ottobre scorso, la pubblicazione di La città dell'orca un titolo in linea con le notizie di attualità dell’ultimo anno, a dispetto delle pubblicazioni, negli stessi giorni, dei grandi marchi che si limitavano a riproporre casi editoriali del quinquennio precedente. È stato l’anno di Greta Thunberg, del riscaldamento globale, degli incendi in Siberia, Amazzonia e Australia, e dalla preoccupazione, sempre più serrata, di cosa ne sarà del pianeta che sovraffolliamo. La città dell’orca, il romanzo di Sam J. Miller, si preme di regalare una visione urbana a metà tra ecologia geotermica e fissazione per il capitalismo cancellando ogni tipo di rappresentanza politica per sostituirla con Manager e intelligenze artificiali.


Oltre alla sopra citata Zona42, anche altre case editrici minori si sono fatte sentire a gran voce nell’anno passato. Il 2019, infatti, è stato l’anno di Moscabianca edizioni e Acheron.

La Moscabianca è una casa editrice romana che pubblica libri, fumetti e giochi da tavolo di genere fantascientifico e fantastico. Insomma, è un genere che chiama adepti e che piace e le nuove generazioni di editori, a quanto sembra, puntano su questo filone inesauribile (per ora) e inarrestabile (vedremo).

Degli scorsi dodici mesi sono le pubblicazioni di Il codice delle creature estinte. L'opera perduta del dottor Spencer Black, di E.B. Hudspeth, e Ballata di fango e ossa di Maurizio Ferrero. Il primo prevede un’ambientazione ottocentesca, un medico visionario e un misto tra un progetto alla Frankenstein e il recupero del retaggio antico della civiltà umana: il Dr. Black che vuole scoprire l’origine di creature mitologiche quali sirene, minotauri e arpie convinto che siano antenati evoluti della razza umana. Un doppio libro, metà biografico, in cui è narrata la vita del protagonista, gli studi e le credenze legate alla vita, alla morte e all’evoluzione, e metà enciclopedico, con il compendio redatto dal medico in cui sono esposte le teorie e le ricerche che ha compiuto nel corso degli anni. Davvero meritevole!

Il secondo titolo, invece, ci proietta in un Medioevo fantasy in cui i quattro protagonisti intrecciano i loro cammini a causa, direttamente o indirettamente, del Diavolo, o quello che loro credono sia il diavolo vista la violenza e il sadismo con cui uccide chiunque gli si pari davanti. In un mix di esoterismo, brutalità, onore cavalleresco, guerre e religione si dà origine a un gioco umano in cui ogni personaggio, dal più al meno importante, persegue un suo obiettivo e considera solo il proprio tornaconto. Le sottotrame che si intrecciano alla storia principale rendono il testo completo, e azzeccato per struttura e linearità. Evviva gli scrittori nostrani!

Anche Acheron, come le sue colleghe, si cimenta in testi di fantasia. Lo scorso anno ha pubblicato Padri fondatori e figli della gleba. Zappa e Spada. Spaghetti fantasy. IBS lo racconta così:

Questa volta il tributo ai padri fondatori del fantastico italiano è d'obbligo: da Ariosto a Dante, da Buzzati a Calvino, passando per il Boccaccio e il Cunto de li Cunti, e con una curiosa deviazione attraverso il Cantico delle Creature, tredici scrittori, tredici "figli della gleba", nel massimo rispetto dei propri padri putativi e seppur spauriti dal confronto con tale immensa eredità, si divertono a omaggiare, citare, giocare con gli archetipi della nostra meravigliosa letteratura fantastica, regalandoci altrettanti racconti intrisi dello spirito goliardico, delle spade arrugginite e dei toni scanzonati di questo nuovo, strambo genere di narrativa: lo spaghetti fantasy! Insomma: braccia rubate all'agricoltura... e indegnamente prestate alla narrativa!

Se vi interessa il genere, alquanto particolare c’è da dire, di Zappa e Spada c’è anche un altro volume, uscito l’anno precedente che ha convinto, inaspettatamente la critica e dimostrato, ancora una volta, quanto l’Italia sia un popolo di scrittori ma anche di acculturati autoironici.


Visto che noi di trentapagine ci teniamo a fare le cose per bene, la prossima settimana proveremo a dare uno sguardo a quello che è successo nel settore digitale, i titoli di ebook che hanno riscosso maggior successo, in modo da affrontare questi nuovi “roaring twenties” con il fascino di Gatsby e la visione tecnologica di Elon Musk.

Chissà che ne viene fuori…

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