Dal romanzo al fumetto

Aggiornamento: 8 apr 2020

L’arte incompresa della Graphic Novel.



“I fumetti sono le favole per gli adulti.” - Stan Lee

I fumetti mi sono sempre piaciuti. Non posso dire di essere sempre stata una fan sfegatata ma i personaggi del mondo comics in un modo o nell'altro mi hanno sempre affascinato. C'è anche da dire che se il gruppo di amici che ti circonda è legato a quel mondo inevitabilmente finisci per apprezzarlo di più anche tu. Da qualche mese, poi, sto "collaborando" con un sito che si occupa di compravendita di fumetti, la nona arte come la definiscono gli addetti ai lavori. Si tratta di un tipo di impiego un po’ particolare, io mi occupo per lo più delle questioni relative alla comunicazione e alle pubbliche relazioni, ma devo dire che in questo lasso di tempo trascorso a contatto con i veri appassionati mi si è aperto un mondo.

Siamo abituati a pensare al fumetto come un tipo di espressione editoriale vicina ai bambini, ai giovani inesperti e perdigiorno, i nerd ecco. In realtà gli appassionati sono molti e variegati per gusti, preferenze e, soprattutto, età. Parlando con loro, scoprendo quello che leggono, come scelgono le tavole, ci si rende conto che quei personaggi che a noi impreparati sembrano tutti uguali, in realtà, hanno molteplici e interessati sfaccettature. Ogni lettore, come accade poi anche per la scelta di un comune libro, sceglie in base a criteri personali che incidono molto su quello che andranno a collezionare. C’è chi è vicino a un personaggio, chi a una saga, chi a un universo fumettistico. Alcuni prediligono un determinato disegnatore, altri sono attenti alla scrittura di un autore in particolare. La scelta di un fumetto è molto più complessa di quello che si crede.

È un mondo profondamente incompreso, relegato nel ghetto delle “stramberie”, popolato da gente che legge fumetti perché non sa fare altro, perché non sa cosa sia la vera letteratura. Non c’è niente di più falso.

Tanto per cominciare i gusti personali di ciascuno di noi non andrebbero mai messi in discussione, soprattutto se si tratta di gusti artistici: c’è chi ama Canova, chi apprezza Boccioni e chi invece è patito per Duchamp, ciò non fa dell’uno o dell’altro uno stolto. La letteratura stessa è piena di esempi di gusti differenti, basti pensare a quanti generi letterari esistono: i gialli, i romanzi d’amore, quelli di avventura, gli horror, gli psico-thriller, i romanzi storici, quelli di maniera, i fantasy, i fantascientifici e chi più ne ha più ne metta. Medesimo discorso per il genere fumettistico. Siamo abituati a pensare ai fumetti come a tavole senza particolari trame incentrate su personaggi come Lanterna Verde o Iron Man. Immaginiamo che il massimo che si possa trovare in fumetteria sia qualche vecchia opera su Mafalda o i Peanuts o Tex.

Be’, signori, vi assicuro che c’è un mondo nascosto che è davvero immenso e colorato ed emozionante e vivo che non si può non imparare a conoscere e apprezzare.

Qualche breve informazione: le case editrici che pubblicano fumetti, manga, graphic novel, albi, collezioni, ecc. sono tanto numerose quanto le case editrici che si occupano di letteratura in senso classico. Tendono a specializzarsi in un dato genere, molto spesso, ma può anche accadere che alcuni personaggi vengano passati dall’una all’altra a seconda della storia che si sta narrando. Se siete appassionati di serie tv non potete non amare le tavole fumettistiche: è infatti molto più difficile trovare autoconclusivi, ovvero volumi unici che raccontano una storia ben precisa con un inizio e una fine all’interno dello stesso numero. Molto più comune è trovarsi ad aspettare anche due mesi tra un’uscita e l’altra, sempre alla ricerca di quel mattoncino di mosaico che rende la trama generale che ci sta appassionando a poco a poco più completa. I disegni, poi, sono la parte che sicuramente attira in maggior misura l’attenzione. A differenza dei libri, in cui capita che ci facciamo convincere da una bella copertina, accattivante, creata appositamente per descrivere in maniera breve ma intensa un contenuto che verrà esposto in qualche centinaio di pagine di testo, un albo a fumetti è una “copertina reiterata”, se mi si passa il termine. Tendenzialmente i personaggi sono sempre gli stessi, protagonisti dei vari universi comics, supereroi, dèi, eroi mitologici, magnati e imprenditori legati al bene superiore. Sono i disegnatori che cambiano ed è intrigante notare come ognuno metta del suo nella descrizione di un protagonista, accentui o mitighi un particolare lato del carattere di quest’ultimo, ne produca una immagine personale e sempre nuova pur restando legato alla tradizione. Si tratta di un evento rarissimo in editoria, a nessuno verrebbe in mente di prendere un caposaldo della letteratura e riscriverlo in una diversa chiave per potenziare o meno una caratteristica dei personaggi narrati, sarebbe come farsi volontariamente dichiarare guerra. Per il mondo dei fumetti non solo tutto questo rispecchia la normalità, ma è fonte di costruttivi e continui dibattiti tra i fan e i collezionisti.

Negli ultimi anni, il forte aumento di prodotti cinematografici di successo legati all’universo dei comics ha portato a una rivalutazione del genere ad ampio spettro. Si sono moltiplicati gli eventi dedicati: recentemente ci sono state, solo in Italia, il Romics e il Lucca Comics & Games – quest’ultimo, tra l’altro, è uno degli eventi più grandi al mondo dedicato proprio ai fumetti e alla nona arte in generale). Le convention in cui è possibile incontrare gli autori e i disegnatori, in cui vengono presentati i nuovi prodotti in uscita e i film o serie dedicati si susseguono nel corso dei mesi vagando di città in città e avvicinando in pochi giorni migliaia di persone collegate da una passione in comune. I manga, inoltre, hanno un seguito ancora più forte. Sono centinaia e centinaia le serie, i personaggi, i volumi pubblicati. Gli anime (i cartoni animati giapponesi per intenderci) ricalcano le storie dei manga cartacei e portano sul piccolo schermo quei personaggi che sono diventati parte della vita dei fan e dei collezionisti. Così come per i libri, le edizioni rare, introvabili, le variant collegate a eventi, fiere, anni specifici, numeri particolari, possono arrivare a costare anche parecchie centinaia di euro.

Come ho accennato, quindi, gli ultimi anni hanno fatto sì che il pubblico aumentasse esponenzialmente, chiamasse a raccolta anche quelle categorie di persone che non si assocerebbero mai, secondo alcuni, ai fumetti, come ad esempio le ragazze! (Sempre i soliti prevenuti!) Le case editrici di catena, le varie Feltrinelli, Giunti, Mondadori e altre, hanno avuto la lungimiranza di cavalcare l’onda e potenziare la produzione di opere letterarie di genere fumettistico creando reparti specifici (la Feltrinelli Comics, per esempio, è presente in praticamente tutte le fiere riservate svolte in Italia) o ripubblicando i grandi romanzi classici in chiave illustrata. Esempi di questo tipo sono i romanzi a fumetti che ripropongono le storie di Lovecraft o Poe, dai temi che bene si prestano alle illustrazioni. La Star Comics, dal canto suo, ha proposto proprio qualche mese fa una collana dedicata ai “Maestri del mistero” rieditati in chiave fumettistica, tra i quali spiccano celebri titoli come Il giro di vite di Henry James e Il ritratto di Dorian Grey di Oscar Wilde. Questa collana, curata da Roberto Recchioni, è solo l’ultima uscita: ad aprire la strada a questo fruttuoso esempio di rilettura romanzesca sono state le serie su “I Maestri dell’Orrore” e “I Maestri dell’Avventura”. L’innovazione e la geniale prospettiva di tale progetto sono, a parer mio, duplici: innanzi tutto ci si preme di omaggiare i grandi autori della letteratura mondiale di ogni tempo, scegliendo i testi che possono ottenere una migliore e maggiore resa attraverso le illustrazioni: il pathos, le emozioni, i luoghi descritti in romanzi categorizzati come "long seller" possono finalmente avere un’espressione grafica e non solo immaginativa. Il secondo motivo, e spero che questa sia stata la spinta iniziale, si può provare ad avvicinare alla letteratura imprescindibile come L’isola del Tesoro di Stevenson o il Frankenstein di Mary Shelley una generazione molto più legata all’arte grafica, alla velocità, alla rappresentazione immediata di ciò che si sta fruendo. È la generazione di Instagram, delle foto, dei post brevi, dei 160 caratteri ma, al contempo, dei Cinecomics da quasi tre ore di durata. Il potenziale dei nuovi lettori è tutto lì. Se a scuola ti obbligano a leggere un libro, quel libro non solo non lo leggerai e cercherai il riassunto su Wikipedia, ma finirai per odiarlo, perché te l’hanno imposto. In questo modo sono i giovani che si avvicinano alla lettura, e letteratura, e non il contrario. Saranno meno di quanto si spera, ma saranno fedeli, riconoscenti e preparati.


Quindi, in tutto questo, che cos’è una graphic novel?

L’enciclopedia Treccani la definisce così: “graphic novel - Storia illustrata a cavallo tra il giornalismo, la narrativa e il fumetto, in genere indirizzata al pubblico adulto. Solitamente in forma di narrazione autonoma, questo genere si distingue dai fumetti propriamente detti per l’aderenza a temi e vicende reali, per la funzione più o meno marcata di testimonianza, per lo scarso ricorso a elementi fantastici e spesso per il taglio memorialistico o per lo stile improntato a reportage o diario di viaggio. Celebri autori italiani di g. sono per esempio H. Pratt e A. Pazienza, mentre nel panorama internazionale sono celeberrime le g. Maus, testimonianza sulla Shoah pubblicata negli anni Ottanta a opera di A. Spiegelman (premiato con lo Special Award del Premio Pulitzer), e più di recente Persepolis (2000), di M. Satrapi, testimonianza sulla condizione della donna in Iran in seguito alla rivoluzione islamica”.

In verità, nella categoria di romanzo a fumetti può rientrare quasi tutto. E se, per lo più, i grandi autori di graphic descrivono la società in cui vivono attraverso opere narrative illustrate (vedi le opere di Zerocalcare sulla periferia romana o la questione kurda), è vero anche che ogni narrazione pubblicata, per quanto ripresa da un romanzo, un’opera di fantasia quindi, o dedicata a un supereroe, ha come unico scopo quello di promuovere un’ideale, più o meno metaforicamente. Ci sono i cattivi, i villain come si dice in gergo, che rispecchiano i vizi dell’uomo, l’egoismo del pensare solo al proprio tornaconto, la corruzione, le ingiustizie. Lo fanno in modo esasperato, certo, estremizzato per renderlo più accattivante, ma alla fine si tratta di uomini che fanno e hanno fatto scelte sbagliate. E poi ci sono gli eroi, i buoni per definizione, quelli dall’armatura splendente, o dal mantello volante che riportano la pace e la giustizia. Ma se arrivi da Kripton, hai la super vista e, in soldoni, sei un alieno potenziato, allora sì che è facile. Sono gli uomini comuni, quelli che non hanno nulla e fanno la scelta di proteggere ciò che è giusto che sono i veri eroi, gli antieroi anzi. I vari Cavalieri oscuri che vegliano in silenzio, con nient’altro che la loro integrità morale… e qualche spassoso gadget!


Il fumetto è sempre, in ogni manifestazione, un’opera letteraria, e come tale ha il compito di educare, aiutare a crescere, a meditare, a riflettere, anche se preferisce farlo con l’aiuto di qualche disegno ben assestato. A fumetti, infatti, sono state create collane di storia, filosofia, mitologia, scienze, letterature di diversi paesi. L’utilizzo di testi affiancati a illustrazioni, o vignette in cui sono personaggi realmente esistiti che spiegano le proprie teorie o massime ai fruitori sono uno dei mezzi più veloci per approcciarsi alla fascia di lettori in età scolare e, raramente, prescolare. La versatilità del genere, come abbiamo detto, fa sì che venga utilizzato a volte anche più del necessario. Un esempio? La graphic novel sulla Divina Commedia. Per la verità non è la prima volta che l’opera dantesca viene pubblicata in formato fumetto. Benché sia uno dei testi che meglio si presta alle illustrazioni (basti pensare ai disegni di Gustave Doré, William Blake e alla rappresentazione grafica dei gironi infernali di Botticelli), la novità è stata la messa in commercio si una edizione in genere manga. Passi scelti delle tre cantiche, e disegni tipici delle opere giapponesi. Una vera internazionalizzazione dell’opera e un modo (forse, secondo alcuni, un po’ maldestro) di portare Dante oltre i confini, non solo quelli italiani, ma, anzi, oltre il limite della propria espressione poetica.

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