Focus on: 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire


Autore: Melissa Panarello

Anno di pubblicazione: 2003

Edizione italiana di riferimento: Fazi, 2005

Collana: Lain 4

N. di pagine: 143


Oggi usciamo ancora più fuori dalle righe. Non solo recensiamo un libro che ha più di sedici anni ma ci occupiamo di uno dei casi letterari più controversi del nostro panorama nazionale. I lettori accaniti lo hanno giudicato col distacco imposto da letture più profonde, ma la realtà è che Fazi ne ha vendute MILIONI (due) di copie lasciando che fosse esportato in 40 paesi. Dunque, nonostante anche noi siamo abituate a letture diverse, questo libro merita la dovuta attenzione. Vi chiediamo di avere la mente aperta, come noi in questo momento.

Lo abbiamo recensito di sfuggita in uno dei nostri articoli dell'anno passato ma crediamo che meriti un discorso a parte. Eravamo giovani/piccole quando uscì e girava sotto i banchi della nostra scuola, nelle librerie dei fratelli/sorelle maggiori, ne sentivamo parlare in televisione, alla radio: sempre del libro, mai dell'autrice. Perché, all'epoca, Melissa Panarello, siciliana, voleva rimanere anonima, per via dei contenuti e della sua giovane età. Una saggia scelta, per proteggersi dalle conseguenze e vivere tranquilla.

La trama è molto semplice: Melissa, catanese, è una ragazzina di quindici anni che risulta alle prese con i problemi della sua età, ma con un'interiorità profonda, propensa all'amplificazione dei suoni, odori, sapori e pensieri dei suoi coetanei. Precoce nella scoperta del sesso, mostra nelle 143 pagine del romanzo le varie esperienze erotiche di cui è protagonista: la prima volta, la seduzione di un uomo più grande (che le darà il soprannome di Lolita), l'orgia, il sesso omosessuale e con due omosessuali in un triangolo amoroso, il feticismo e la perversione. In un circolo quasi autodistruttivo, Melissa evolve fino a trovare quello che reputa il vero amore. C'è il fuoco e c'è il ghiaccio, c'è la distruzione e l'evoluzione, la bambina e l'adulta.

Non sappiamo noi stesse se giudicarlo per le tematiche o basandoci sul personaggio: se dovessimo fare una stima del primo lo considereremmo un romanzo erotico, altrimenti potremmo dire che presenti il tipico schema evolutivo del romanzo di formazione. Una sola domanda: perché questo romanzo ha venduto tanto?

A livello contenutistico, si vince facile: il sesso è incartato con il cellophane trasparente, non lascia nulla all'immaginazione. La brutalità e la schiettezza con cui viene posto ai nostri occhi sono fortemente volute. La fascia di lettori che se n'è interessata è stata per lo più di uomini adulti che, forse, non hanno saputo cogliere il valore formativo dell'esperienza di Melissa: quella non di una giovane ninfomane ma di una donna libera. Giudicata con gli occhi di una società che fa ciò che reputa disdicevole negli ambienti claustrofobici in cui è rilegata. Un discorso portato avanti splendidamente, ad esempio, dalla nostrana Isabella Santacroce, rimasto indigesto e inascoltato. A rileggerlo oggi il successo sarebbe forse attutito dalla consapevolezza che, per i giovani, sperimentare il sesso è qualcosa di ordinario. Ma il libro uscì al posto giusto, nel momento giusto, ed ecco qui il successo.

A livello stilistico, un diario ordinario, dove le parole desuete collocate a sprazzi tra le pagine mostrano che la protagonista sia ben educata, inquadrata nel contesto scolastico, ma la sua intelligibilità anche alle persone meno istruite lo rendono vincente. Il sesso è un linguaggio universale, però, se dovessimo basarci sul dannunziano modo di porlo su carta, anche i lettori più accaniti non potrebbero godere delle immagini letterarie.

Possiamo sentirci di consigliarlo a chi vuole fare un tuffo nel passato, ai curiosi, ai morbosi, a chi vuole una lettura che va oltre questo.



6 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti