Focus on: Camera con vista


Autore: Edward Morgan Forster

Titolo originale: A room with a view

Anno di pubblicazione: 1908

Edizione italiana di riferimento: Garzanti, 2005

Collana: I grandi libri

N. di pagine: 281


Ammettiamolo: le storie d'amore ci fanno un po' incazzare alle volte. Soprattutto quando sono fini a se stesse. Sono lontani i tempi in cui gli Harmony monopolizzavano librerie e edicole; alcuni lettori odierni non ne avranno mai maneggiato nemmeno uno, altri avranno trovato questi oggetti sconosciuti nella cantina della nonna o a casa della propria mamma. Doveroso è, però, ammettere che se una storia sentimentale comprende la crescita interiore della protagonista, e solo quando ha tirato fuori la grinta verso la vita la storia amorosa vince ogni cosa, ci piace. Quando il libro si palesa in tutta la sua missione di generoso proselitismo atto a far crescere una donna e farla uscire fuori dagli schemi, a liberarla, contestualizzandola nel suo difficile periodo storico, se abbiamo l'apertura mentale di collocarla dove deve essere ed empatizzare con la difficoltà del suo ruolo, allora la storia è riuscita e ci piace.

Jane Eyre, Orgoglio e pregiudizio, pieni di convenzioni e di voglia di romperle tutte in una botta sola: la strada della riuscita del romanzo sentimentale è lastricata di donne che hanno detto di no al loro contesto societario in un qualche modo, ritrovandosi con un lieto fine fortemente voluto non dai genitori, non dai paritari, ma dal loro sentimento.

Quando parliamo di Camera con vista di Forster dobbiamo fare due premesse: lo scrittore è un uomo e siamo agli inizi del '900, anni in cui il romanzo è ambientato. Forster ricalca forse un pochino alcune sue colleghe nella stesura evolutiva della trama, ma il sentimento è delicato tanto quanto il loro, alla faccia di chi è sfacciatamente sessista. Se non ce lo avessero detto e ci fossimo affidate ai clichés, non avremmo mai scoperto che chi ha steso un romanzo tanto bello si chiamasse Edward.

La storia di Lucy Honeychurch si apre a Firenze (il primo titolo, cambiato poi nell'attuale, infatti, faceva riferimento alla vista sull'Arno), dove lei, repressa ragazza inglese educata nella rigidità totale, viene accompagnata dall'attempata cugina Charlotte in vacanza. A causa di un equivoco con l'albergatrice, non hanno una camera con una vista sulla città. Ed è da questa lamentela che comincia l'intrigo del libro, che porterà le due donne a conoscere gli Emerson, padre e figlio taciturno. Sebbene snobbati da tutti per i modi rustici e sconvenienti, Lucy è affascinata da loro; il primo sentore di cambiamento, che riconduce poi ai temi principali del libro, è questo. Da quando conosce la coppia di uomini, la ragazza si rende conto che le regole a cui ha dovuto obbedire tutta la vita per non apparire sconveniente sono solo delle imposizioni volte a rendere infelice l'individuo umano. Se ci mettiamo, poi, l'amore per George Emerson, capiamo come la sua ragione cominci a essere sopraffatta dal sentimento e che questa vita inevitabilmente inizi ad andarle stretta. Nella seconda parte del libro, al ritorno in madrepatria, viene promessa in sposa a Cecil, che incarna l'aspra critica di Forster alla società britannica dell'epoca: in contrapposizione al bel George, il promesso sposo è un magrissimo, altezzoso e presuntuoso soggetto che esplicita quanto sarebbe contento di averla come moglie trofeo. Il cambiamento graduale di Lucy lo vediamo dato dall'esasperazione: d'un tratto, tutte le convenzioni a cui deve attenersi diventano tenaglie dalle quali liberarsi. Così, come nel corso del tempo intende fare con il promesso sposo e Charlotte, che non fa altro che ribadire come sia sconveniente l'amore per George. La protagonista trova tutto il coraggio che serve aiutata proprio da quest'amore rispettoso ma impetuoso, passionale, che la rende una donna capace delle sue azioni; prezioso in questo è l'autore che, oltre a mostrare il cambiamento delle azioni, ci mostra il lato umano, dubbioso, combattuto di una ragazza che preme per crescere, che desidera rompere le proprie catene in un contesto veramente difficile, dove si mostra sempre la possibilità di poter perdere tutto. Il finale ve lo lasciamo, perché le cose non sempre vanno bene...O forse, questa volta, sì?

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