Focus on: Dante


Autore: Alessandro Barbero

Anno di pubblicazione: 2020

Edizione italiana di riferimento: Laterza, 2020

Collana: i Robinson/Letture

N. di pagine: 361


Ci siamo, anche quest’anno non bastava la pandemia e lockdown, no. A noi piace farci del male e massacrare la memoria di uno dei padri fondatori della lingua e della cultura nazionale a trecentosessanta gradi, nemmeno fosse uno sport. Il 25 marzo sarà la giornata dedicata a Dante Alighieri. Lo scorso anno, in occasione di tale ricorrenza, Rebecca ha espresso senza rancore (si fa per dire) la propria personalissima opinione sull’“utilità” di questa commemorazione.

Se volete farvi quattro risate e scoprire i motivi dietro a tale astio vi lasciamo qui il link all’articolo.

Tuttavia, visto che è pur sempre il settecentesimo anniversario della morte dell’Alighieri, noi qui, a trentapagine, ci siamo chieste quale fosse il modo migliore per porgli le nostre più sentite condoglianze. E l’abbiamo trovato in un testo pubblicato pochi mesi fa dallo storico più social del momento. Il Professor Barbero, medievista e simpatico narratore di fatti storici, nonché professore ordinario presso l’Università del Piemonte Orientale ci ha regalato uno dei dipinti di Dante più precisi degli ultimi anni.

Non è un romanzo e non si parla, nelle sue 361 pagine, tanto del Dante scrittore, quanto più del Dante uomo, fiorentino, politico, amico, marito. È una biografia che spazia in tutti i campi della vita del Sommo Poeta, una chiara lezione di storia e letteratura in cui il protagonista, stavolta, è l’uomo che più e meglio di tutti ha saputo raccontare la vita di ognuno di noi.

Barbero ci lascia un’immagine di Dante diversa da solito. Inizia con un ventenne che partecipa a una battaglia, quella celebre tra Bruni e Cerchi nel giorno di San Barnaba del 1289. Alighieri è tra le prime file, quelle scelte per i “possidenti”, o comunque uomini di un certo rango sociale. Ci gettiamo nella vita del poeta trovandolo così, in un esercito, tra i soldati, l’ultimo posto al mondo in cui ci aspetteremmo di trovare un uomo di lettere.

La carriera militare, tuttavia, è solo una piccola parte di quella è stata la sua formazione, il lungo percorso che lo ha condotto verso la scrittura, a dedicare la sua vita alle lettere e all’animo umano. Nel racconto della vita di Dante ci si imbatte in nomi noti della letteratura del Duecento, nomi che abbiamo imparato a conoscere a scuola e che Dante stesso cita in alcune delle sue opere. Scopriamo la famiglia, il padre usuraio, i nonni, i potenti a cui si avvicina per iniziare a formarsi una personale idea di come dovrebbe essere la vita politica dell’Italia.

Ma la parte più toccante, forse, è quella dedicata alle donne e ai suoi amori. C’è Beatrice, ovviamente, la donna angelicata che rappresenterà, forse, il punto più alto di tutta la letteratura stilnovista. Ma c’è anche Gemma Donati, la moglie dalla quale ebbe tre figli, la donna che, appartenente allo schieramento Guelfo, fu una delle varie cause dei problemi politici del poeta. Una donna che nonostante il matrimonio combinato gli stette accanto fino all’esilio.

Con il sorriso sempre presente e il tono scorrevole di un racconto della buonanotte, Barbero ci racconta il vero Dante, l’uomo che non abbiamo mai potuto vedere a scuola.

Da sottolineare la scelta emblematica del titolo, il nome stesso del poeta, secco e diretto, perché è così che lo conosciamo tutti. È l’unico autore di cui parliamo utilizzando in nome di battesimo. Anzi, meglio, il soprannome. Durante degli Alighieri è parte di noi, del nostro passato, dell’eredità culturale che, malgrado gli alti e i bassi, resterà immutata nel tempo. Dante è, nell’immaginario collettivo, quel naso aquilino piantato nei fatti altrui, immerso nei libri, pronto a giudicare i peccati e le azioni, interessato alla poesia e alla politica nello stesso modo. Sono quelle cinque lettere in cui sono contenuti sette secoli di storia, di scrittura, di lingua, di arte.

In questa biografia così ricca e così precisa prende forma il profilo di quell’uomo che pensiamo davvero di conoscere ma che ancora oggi, dopo tutti questi anni, continua ad essere per noi un mistero tutto da scoprire.

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