Focus on: Dieci donne

Aggiornamento: 16 set 2020




Autore: Marcela Serrano

Titolo originale: Diez mujeres

Anno di pubblicazione: 2011

Edizione italiana di riferimento: Feltrinelli, 2014

Collana: Universale economica Feltrinelli

N. di pagine: 286


Marcela Serrano, come Isabel Allende, rappresenta una delle voci letterarie contemporanee più significative dell'America Latina. Pluripremiata a partire dal 1994, insignita di riconoscimenti importanti quali il Premio Sor Juana Inés de la Cruz, il Premio Feria del Libro de Guadalajara e il premio dell'omonima casa editrice francese Coté des Femmes, la sua carta vincente è sempre stata quella della mise en scène di straordinari personaggi ordinari, soprattutto di sesso femminile, quella della capacità di raccontare vite di donne che vivono/espiano senza vincere null'altro che la propria dignità.

Nel libro Dieci donne, pubblicato nel 2011, forse più degli altri questa caratteristica peculiare della scrittrice cilena viene mostrata al lettore: in effetti, quest'ultimo viene invitato in una vera e propria terapia di gruppo come uditore. Al centro, c'è la psicologa Natasha, silenziosa costante di nove voci che si alternano, una alla volta, nel raccontare alle altre, totali sconosciute, la propria vita. Il punto di inizio è uno solo: la necessità di fare un punto della situazione e di ripartire. La costante, oltre a Natasha, è una vita difficile ma piena di dignità, problemi comuni e meno comuni che hanno portato le protagoniste a eviscerare, una alla volta, tutte le scomode situazioni che le hanno portate a combattere per la propria sopravvivenza.

Francisca, Manè, Juana, Simona, Layla, Luisa, Guadalupe, Andrea, Ana Rosa, Natasha stessa che rappresenta l'epilogo, una riduzione e sintesi delle voci precedenti, sono le donne della porta accanto, quelle che possiamo incontrare sul pianerottolo: alcune sono educate e gentili, altre nevrotiche che non ricambiano il saluto, altre ancora hanno lo sguardo sconfitto. Sono quelle donne che, a guardarle, ci si chiede spesso che guaio abbiano passato, anche se a tratti, grazie agli antidepressivi, sembrano rientrare in una presunta normalità. In prima persona, messe al centro del palco in mezzo ad altre otto sconosciute e una psicoterapeuta contesa nella ricerca dell'esclusività delle protagoniste, una dopo l'altra non solo raccontano i motivi della loro decisione di entrare in analisi ma offrono un interessante spaccato della propria vita, regalandoci ciò che di più prezioso ha l'uomo: la memoria. Ricordi di luoghi, episodi, persone di famiglia o comunque significative riempiono gli occhi dello spettatore/lettore obbligandolo a immaginare lo scenario e viverlo con la pelle della narratrice, la quale fornisce così tanti dettagli della propria esistenza da sembrare autentica, quasi fosse una reale autobiografia.

La loro forza sta proprio nel trovare, raccontandosi, delle linee guida nei racconti delle altre anime sole come lo sono loro e, nonostante non si conoscano, finiscono andando avanti nel proprio monologo con il prendere spunto dalle altre, menzionarle, far capire a chi le legge che la solitudine della loro esistenza piena di lotta feroce e dignità non è qualcosa che rimanda ad una triste cantilena che lamenti una condizione di dolore ma, al contrario, un appiglio per far arrampicare anche le altre verso l'alto, in una cordata tutta al femminile verso la cima, fuori dall'abisso.

Noi di trentapagine abbiamo deciso questa volta di non rivelarvi nulla sulla trama e di darvi delle informazioni generiche poiché il romanzo in questione non può essere raccontato in un breve articolo; del resto, nessuna vita può essere riassunta in breve! Nemmeno l'autrice, nelle sue (quasi) trecento pagine, osa tanto: in effetti, concentra dettagli salienti che valgono la pena di essere letti unicamente con i vostri occhi. Raccontarli qui vuol dire spoilerarvi l'intero romanzo ed è così bello che vale veramente la pena che siate voi a sedervi al centro della stanza e ascoltare come si superano i propri demoni, come si viene sconfitti e ci si rialza e, nel caso tutto questo ve lo portiate già nel bagaglio delle esperienze, è bello sapere che non siete soli.


7 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti