Focus on: Il Codice del Quattro

Aggiornato il: 16 set 2020


Autore: Ian Caldwell e Dustin Thomason

Titolo originale: The Rule of Four

Anno di pubblicazione: 2004

Edizione italiana di riferimento: Piemme, 2007

Collana: Bestseller

N. di pagine: 413


Il “quattro”, contenuto nel titolo di questo thriller dei primi anni Duemila, è un elemento che si ripete e su cui si forgia l’intera struttura del romanzo che vi andiamo a presentare oggi.

Scritto a quattro mani, appunto, è il figlio di una strana coppia di autori statunitensi, uno dei quali, Thomason, ha raggiunto la notorietà producendo serie tv americane di successo, come Lie to me. L’importanza del suo lavoro all’interno di questa produzione televisiva racconta molto della sua personalità, incentrata sullo studio delle caratteristiche fisiche e delle personalità degli uomini, e il lavoro assieme a Caldweel ha permesso alla letteratura americana contemporanea di sfondare nell’impero dei romanzi del mistero con un’opera a dir poco sublime.

La storia è quella di quattro coinquilini del campus di Princeton, uno dei quali, Paul, aiutato dal suo amico Tom, è alle prese con il suo lavoro di tesi. Il lavoro si basa sulla decodificazione di un incunabolo del 1499, attribuito a Francesco Colonna e intitolato Hypnerotomachia Poliphili (Combattimento amoroso di Polifilo in sogno). Redatto in pieno periodo umanista, nella Firenze di Savonarola, è più di un semplice libro d’amore. Il suo lessico intricato, i codici e trabocchetti inseriti tra le pagine, i neologismi di difficile comprensione e una serie di indizi che portano a un “tesoro”, fanno dell’Hypnerotomachia un rompicapo che in molti, tra scrittori e professori, prima di Paul, hanno cercato di risolvere.

Il lavoro di Francesco Colonna, con il suo contesto rinascimentale italiano e la rigidità del pensiero di Savonarola, fa da sfondo e contrasto a una Princeton che racchiude in sé ancora più mistero e falsità di quanto si possa pensare. La decifrazione del codice, a cui Paul e Tom vengono a capo con molta difficoltà e sacrifici, rappresenta una sfida per gli stessi relatori di Paul, Vincent Taft e Richard Curry. Entrambi, inoltre, furono intimi amici del padre di Tom, al quale, tuttavia, distrussero la carriera e la reputazione con una stroncatura al suo lavoro, The Belladona Document, un trattato in cui si spiegava l’importanza di una lettera che attribuiva il testo dell’Hypnerotomachia proprio a Francesco Colonna.

Raccontato in questi termini, a metà tra una puntata di una soap-opera venezuelana e l’inizio di un film di vendette, Il Codice del Quattro rischia di essere frainteso. La verità è che all’interno dell’intricato gioco di rompicapi e misteri irrisolti, tra riti di affiliazione e feste esclusive del circolo dell’Ivi, si snodano le vite di quattro ragazzi che inconsapevolmente, come spesso accade, si trovano a dover affrontare problemi molto più grandi di loro e dei quali non avevano assolutamente idea della portata. Scegliere da che parte stare, cosa sacrificare, rinunciare alla propria salute fisica e mentale, all’amore, al rispetto, alla vita sociale, per quello che si rivela essere un vero e proprio bene superiore.

Il libro è un riscatto, un riscatto, per Tom, della dignità rubata a suo padre, un riscatto per Paul, che ha messo da parte tutto pur di giungere a una conclusione. L’importanza della decifrazione di questo testo, secondo appunto il “codice del quattro”, significherebbe, per i professori che seguono il lavoro dei ragazzi, un salto avanti nella propria carriera di decenni, il raggiungimento di un podio nell’Olimpo della filologia e della letteratura umanista che nessuno avrebbe potuto toglierli.

Ed è proprio lì che casca l’asino. Quanto sei disposto a sacrificare della tua integrità morale pur di vincere? La vita di un uomo, di un collega, di un amico, vale davvero meno della possibilità di proclamare il proprio nome immortale? Ci sono scoperte che cambiano la vita, e ci sono libri che te la distruggono: l’Hypnerotomachia Poliphili è uno di questi. Francesco Colonna morì sul rogo pur di pubblicare le proprie idee, e la stessa fine terribile, in un incendio, toccherà a uno degli uomini che cercheranno di prendersi meriti di altri.

Dopo alcune decine di pagine di assestamento, il romanzo scorre via con la stessa intensità che pervade le sue pagine. Le frasi scorrono con una febbrile impazienza, palpabile quanto quella dei due studenti che passo dopo passo riescono a risolvere indovinelli vecchi di quattrocento anni. E non mancano gli sconforti, la perdita della fiducia, il desiderio di mollare anche se manca poco perché si è a un punto morto. Così come l’Hypnerotomachia Poliphili rappresenta altro, un modo per nascondere e custodire le idee progressiste che tanto dispiacevano a Savonarola, così Il Codice del Quattro incarna altro da sé stesso. E la storia di quattro studenti di Princeton diventa la storia di chi legge questo “definitivo libro di rompicapi” (come affermò la critica del New York Times Book Review), una coinvolgente rete di scelte e conseguenze, di amicizia e tradimento, di morte e vita, di salvezza e dannazione. Una storia di tutti.

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