Focus on: Il Fantasma di Canterville e altri racconti


Autore: Oscar Wilde

Titolo originale: Lord Arthur Savile's Crime and Other Stories

Anno di pubblicazione: 1891

Edizione italiana di riferimento: Giunti, 2012

Collana: Y Classici

N. di pagine: 144


Alzi la mano chi ha mai letto Oscar Wilde. Probabilmente le mani sono parecchie. Ma se vi chiedessimo che cosa avete letto di diverso dal Ritratto di Dorian Gray, scommetto che le mani sarebbero molte di meno. Questo perché, forse, Wilde è uno degli autori meno apprezzati nella vasta letteratura ottocentesca inglese. Il Regno Unito è sempre stato patria di grandi autori, più o meno stimati, ma come spesso accade quando il periodo storico è straricco di personaggi importanti, ecco che quelli più stravaganti vengono incompresi e poco trattati. Certo, Il ritratto di Dorian Gray non è un libretto da poco, e anzi possiamo affermare che sia un vero e proprio esempio di come venisse percepita la corruzione della società contemporanea all’autore, ma tra le poesie, più o meno celebri, le numerose opere teatrali, delle quali vi consigliamo la celebre L’importanza di chiamarsi Ernesto e la un po’ meno celebre Il ventaglio di Lady Windermere, è con i racconti in prosa che Wilde ha dato il meglio di sé. Un estro artistico ridotto a qualche aforisma da cioccolatino che non rende giustizia alla sagacia e all’ironia che pervadono ogni sillaba della raccolta che vi andiamo a presentare oggi.

Il fantasma di Canterville, nell’edizione italiana, prende il titolo dal terzo racconto della raccolta. Questo perché quattro sono i testi che la compongono, due più lunghi e due più brevi, in cui vengono esposte alcune particolari situazioni che mettono a dura prova la percezione della realtà e della serietà di una società fondata sulle apparenze di ceto e le buone impressioni. In questo senso, Oscar Wilde è un mago, una penna precisa e affilata più di un bisturi che chirurgicamente massacra la Londra e la Parigi bene, con la descrizione di situazioni paradossali condite con una massiccia dose di ironia. L’edizione originale recupera il titolo da quello del primo racconto, Il delitto di Lord Arthur Savile, nel quale un giovane rampollo prossimo al matrimonio riceve da un chiromante una sentenza a dir poco agghiacciante: nella vita del giovane Lord, affinché egli possa sposarsi, dovrà avvenire un omicidio. Il bello è che tale delitto è del tutto gettato al caso, non si sa chi debba morire né perché, non si sa in che modalità e in che tempi e il povero Lord, sconvolto dalla scioccante rivelazione, decide di posticipare il matrimonio per il bene della sua amata Sybil. La Sibilla, portatrice di presagi, in questo caso non è colei che prevede l’evento nefasto ma quella che invece ne subisce le conseguenze, a causa dei continui ritardi nel matrimonio. Una sorta di inversione di ruoli, in cui l’unica vera donna che potrebbe avere qualche legame con la preveggenza è quella che nella vicenda è all’oscuro di tutto. Stessa importanza legata ai nomi la si ritrova anche nel Fantasma di Canterville: una situazione ai limiti dell’illogico in cui è una famiglia americana trapiantata in Inghilterra che perseguita il fantasma che infesta la casa dei Canterville da ben tre secoli. La critica agli Stati Uniti, privi di reverenza verso le tradizioni e una snervante mancanza di fede nel soprannaturale, c’è tutta: tentano di corrompere il fantasma con prodotti provenienti dal Nuovo Mondo come una pubblicità, in una speculare situazione di invasione giustificata che, in questo caso, genera una non troppo velata polemica nei confronti dei coloni inglesi sbarcati proprio in America. E anche qui, Wilde dà il meglio di sé. Una Virginia viene conquistata dai coloni e una Virginia, la ragazza americana arrivata a Canterville Chase sarà colei che libererà il fantasma dai suoi affanni. E chi se non una giovane ragazza pura, chi se non la speculare americana di quella Regina Vergine che aveva portato i conquistatori a colonizzare il Nuovo Mondo in suo nome. Uno specchio che riflette sé stesso e che serve all’autore, che non perde un colpo e continua a ironizzare su tutto (le scene delle persecuzioni che subisce il fantasma sono da Oscar, se mi perdonate la terribile battuta!), a criticare le antiquate tradizioni inglesi e la volgare mania di risolvere tutto col denaro degli americani e a sottolineare il cliché della fanciulla bionda e diafana che sacrifica la sua purezza per un bene superiore, sfidando le leggi dell’Aldilà.

Gli altri due racconti, più brevi, racchiudono una morale molto più veloce da cogliere, ma ciò che ci ha spinto a consigliarvi questa breve lettura per il #focus di oggi è la consapevolezza che questo libro metterebbe di buonumore chiunque, che in questa fine di anno sempre più incombente uno sguardo al passato, dato bene, non può fare altro che farci vedere quello che ci stiamo lasciando alla spalle preferendo rinchiuderci in freddi schermi LCD che tutto trasmettono tranne quelle emozioni pure e semplici che solo un innovatore come Oscar Wilde, un secolo e mezzo fa, era già in grado di vedere.

5 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti