Focus on: Il giovane Holden

Aggiornato il: 16 set 2020




Autore: Jerome David Salinger

Titolo originale: The catcher in the rye

Anno di pubblicazione: 1951

Edizione italiana di riferimento: Einaudi, 2014

Collana: Super ET

N. di pagine: 251


I romanzi di formazione sono quella categoria di libri che rappresentano una tappa quasi obbligata per qualsiasi lettore. Non che questo, ovviamente, sia un dispiacere.

Del resto, rappresentano in tutto e per tutto una tappa obbligata della vita di tutti: il passaggio dalla vita da adolescente all'età adulta, con tutto il percorso, metaforico o reale, per il quale si passa. In quel sentiero, una miriade di turbamenti, episodi, sentimenti che appartengono ad ogni singola persona, non importa quale sia la storia, se felice o meno.

Goethe ci narra le vicissitudini del ventenne Werther alle prese con la sua sfera sentimentale ne I dolori del giovane Werther; Dickens ci mostra la crescita interiore e biologica di Pip in Grandi Speranze; Collodi fa crescere Pinocchio in Le avventure di Pinocchio tramite episodi significativi che lo porteranno al più ambito premio finale, quello della realizzazione del suo più grande desiderio proprio perché si è evoluto sbaglio dopo sbaglio; Moravia ci mostra il suo Agostino impantanato in un'estate difficile che lo porterà, dopo ogni delusione, a crescere; Elsa Morante ci ha donato Arturo nella sua bellissima Procida (L'isola di Arturo), che lascerà dopo che questa gli ha regalato una vita difficile.

Tutti questi romanzi hanno come elementi chiave la gioventù del protagonista e le amare delusioni senza le quali non ci sarebbe, appunto, una formazione adeguata alla dimensione adulta della vita. Gli autori che hanno deciso di scrivere un romanzo di formazione hanno avuto dalla loro la grande idea di regalare uno spaccato di vita che, nonostante la diversità degli aneddoti, finisce per far empatizzare il lettore perfettamente sia con il personaggio principale che con i suoi sentimenti.

E cos'è, la scrittura, se non questo?

Ma se in molti romanzi ci vogliono gli anni, i mesi o almeno dei giorni per raggiungere un punto cruciale da cui ripartire, J.D. Salinger, con il suo Holden Caulfield di Il giovane Holden, scritto nel 1951, ci regala un weekend cruciale della sua vita per mostrarci il suo passaggio al mondo degli adulti.

Dopo esser stato cacciato dal college per i suoi scarsi risultati, carico già dalla delusione di esser stato cacciato da altre scuole, sotto le feste di Natale Holden prende le sue valige e cerca di capire come tornare a casa dai suoi genitori a New York e affrontarli.

La famiglia, per lui, ha un peso enorme nella vita: lo spettro del suo caro fratello Allie, morto di leucemia, fa compagnia al lettore in molti aneddoti, e l'amore per la sorella minore Phoebe è palpabile e molto tenero. Holden, in realtà, è molto solo e i suoi rapporti non sono splendidi: prima di andare via scatena una rissa con il suo compagno di stanza, la sua vecchia amica Sally, contattata una volta arrivata a NY, non ne capisce la frustrazione; o il professor Antolini, che cerca un approccio sessuale proprio con lui che gli aveva donato una fiducia cieca. Anche con le persone che non conosce, come la prostituta dell'albergo che finisce per fargli passare un brutto quarto d'ora, non sembrano migliorare la situazione. Insomma, in un crescendo di rabbia e delusione il giovane Holden si racconta, in questo fine settimana tragico, dove medita di lasciare la sua città e ogni personaggio che in lui ha lasciato il segno. Ma il finale ci regala una nuova sorpresa.

Attraverso gli occhi di Holden scopriamo che, a distanza di settant'anni, cambiano le convenzioni sociali e le abitudini, ma la vita dei giovani reca con se le stesse problematiche e riflessioni in tutte le epoche, quando si ha a che fare con quegli intoppi della vita che portano a ricalcolare il percorso; è questa la fortuna di Salinger: la sua straordinaria attualità.

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