Focus on: Il giovane Holden

Aggiornamento: 30 dic 2021


Autore: Jerome David Salinger

Titolo originale: The catcher in the rye

Anno di pubblicazione: 1951

Edizione italiana di riferimento: Einaudi, 2014

Collana: Super ET

N. di pagine: 251


I romanzi di formazione rientrano in quella categoria di libri che rappresentano una tappa quasi obbligata per qualsiasi lettore. Non che questo, ovviamente, sia un dispiacere.

Del resto, raffigurano in tutto e per tutto un evento inevitabile della vita di tutti: il passaggio dalla condizione di adolescente all’età adulta, con tutto il percorso, metaforico o reale, per il quale si passa. In quel sentiero, una miriade di turbamenti, episodi, sentimenti che appartengono a ogni singola persona si susseguono, non importa quale sia la storia, se felice o meno.

Goethe ci ha narrato le vicissitudini del suo protagonista ventenne alle prese con la propria sfera sentimentale ne I dolori del giovane Werther; Dickens ci ha mostrato la crescita interiore e biologica di Pip in Grandi Speranze; Collodi ha fatto crescere Pinocchio, in Le avventure di Pinocchio, tramite la descrizione di episodi significativi che lo hanno portato al più ambito premio finale, ovvero la realizzazione del suo più grande desiderio come termine ultimo di una maturazione affrontata sbaglio dopo sbaglio; Moravia, da parte sua, ci ha descritto il suo Agostino impantanato in un’estate difficile ma fondamentale, dopo ogni delusione subita, per la sua crescita; Elsa Morante, infine, ci ha regalato l’infanzia di Arturo nella sua bellissima Procida (L’isola di Arturo), luogo colmo di ricordi, esperienze e situazioni difficili.

Tutti questi romanzi hanno come elementi chiave la gioventù del protagonista e le amare delusioni senza le quali non ci sarebbe, appunto, una formazione adeguata alla dimensione adulta della vita. Gli autori che hanno deciso di scrivere un romanzo di formazione hanno avuto dalla loro la grande idea di regalare uno spaccato di vita che, nonostante la diversità degli aneddoti, finisce per far empatizzare il lettore perfettamente sia con il personaggio principale che con i suoi sentimenti.

E cos’è, la scrittura, se non questo?


Ma se in molti romanzi ci vogliono anni, mesi o almeno dei giorni per raggiungere un punto cruciale da cui ripartire, J.D. Salinger, con il suo Holden Caulfield – ne Il giovane Holden, scritto nel 1951 – ci regala un unico weekend cruciale della sua vita per raccontare il suo approdo al mondo degli adulti.

Dopo esser stato cacciato dal college per i suoi scarsi risultati, carico già della delusione di esser stato cacciato da altre scuole, sotto le feste di Natale Holden prende le sue valigie e cerca di capire come tornare a casa dai suoi genitori a New York per affrontarli.

La famiglia, per lui, ha un peso enorme nella vita: lo spettro del suo caro fratello Allie, morto di leucemia, fa compagnia al lettore in molti aneddoti, e l’amore per la sorella minore Phoebe è palpabile e molto tenero. Holden, in realtà, è un ragazzo molto solo e i pochi rapporti che ha non si possono definire splendidi: prima di andare via dalla scuola, infatti, scatena una rissa con il suo compagno di stanza; la sua vecchia amica Sally, contattata una volta arrivata a NY, non riesce a comprendere la frustrazione da cui sembra essere afflitto; il professor Antolini, addirittura, cerca un approccio sessuale proprio con lui dopo che il ragazzo gli aveva donato una fiducia cieca. Anche le persone che non conosce, come la prostituta dell’albergo che finisce per fargli passare un brutto quarto d’ora, non sembrano migliorare la situazione. Insomma, in un crescendo di rabbia e delusione il giovane Holden si racconta, in un fine settimana tragico durante il quale medita di lasciare la sua città e ogni personaggio che in lui ha lasciato il segno.

Tuttavia, è il finale a regalare una nuova sorpresa. Attraverso gli occhi di Holden scopriamo che, a distanza di settant’anni, pur modificandosi le convenzioni sociali e le abitudini, la vita dei giovani reca con sé le stesse problematiche e riflessioni in tutte le epoche, soprattutto quando si ha a che fare con quegli intoppi della vita che portano a ricalcolare il percorso; è questa la fortuna di Salinger: la sua straordinaria attualità.

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