Focus on: il Romanzo Gotico e la fortuna immortale di un genere

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In questo mese di zucche e foglie che iniziano seriamente a cadere, tra una tazza di tè caldo sul divano e un cambio di stagione nell’armadio, trentapagine ha deciso di modificare per un po’ il suo stile. In questi mesi in cui avete imparato a conoscerci ci siamo dedicate alla letteratura in modo abbastanza eterogeneo, sviscerandola a trecentosessanta gradi, provando a mescolare passato e presente per dimostrare quanto sia vero che la letteratura si faccia con la letteratura.

Ottobre ci ha ispirate, tuttavia, in altro senso. E se l’horror in quanto tale è pane per i denti di una di noi, be’, anche l’altra ha i suoi lati oscuri e saremo felici di farveli conoscere nel corso di queste settimane.

Il #focuson di oggi, perciò, parte dalle basi, da quello che muoverà un po’ tutti i futuri temi che andremo a trattare, perché la cultura del terrore, leggibile e visibile al cinema, ha avuto origine da un primo genere di narrativa che ha iniziato a spandersi a partire dal secondo Settecento.

Di cosa parliamo quando parliamo di gotico

Il romanzo gotico nasce nel XVIII dall’unione di narrazione romantiche ad ambientazioni oscure legate, spesso, al contesto medievale. Ecco che cominciano, quindi, a comparire i primi racconti in cui l’eroina, di solito fragile, diafana, pura, si trova coinvolta in una situazione inquietante, in cui il carceriere, il padrone del maniero, l’uomo a cui era stata destinata in sposa, ecc., non si scopre essere un personaggio legato al soprannaturale, con più o meno evidenti conflitti interiori da superare. Da una base così semplice e obiettivamente classica sono state prodotte, soprattutto nei primi decenni, alcune tra le opere più intense e significative della narrativa europea, con particolare enfasi al contesto britannico o europeo orientale.

L’elemento che colpisce a primo impatto è la descrizione abile dell’ambientazione, una condizione imprescindibile da cui parte il vero movimento interiore che agita il lettore. La storia d’amore proibita, spesso presente, il tormento e il “vorrei ma non posso” sono elementi narrativi presenti anche in altri generi, che tuttavia trovano nel romanzo gotico una sorta di verve innovativa che trascina la lettura fino alla fine. I castelli sperduti tra le montagne, la nebbia fitta, le foreste che lasciano repentinamente il posto a manieri enormi, scuri e pieni di scale, fortezze, dipinti e arazzi, le rovine che creano un forte contrasto con il villaggio poco distante, le dicerie sui suoi abitanti e la ripresa dell’architettura gotica appunto concorrono a creare l’atmosfera tipica del romanzo gotico. In particolare, il richiamo al passato, allo sconosciuto, all’inquietante dato non dallo splatter odierno, quando a una inconscia condizione di disagio che dalla pelle del protagonista passa inevitabilmente alla pelle del lettore. Insomma, parliamo di un vero e proprio concentrato di elementi che, ottimamente calibrati da quelli che sono poi divenuti i grandi maestri del genere, hanno dato l’avvio a uno tra i filoni letterari più riusciti e vasti di tutti i tempi, considerando anche la relativa giovinezza del genere stesso.

Autori e titoli: le basi dell'immortalità

Per diventare imperituro, un genere deve possedere determinate qualità, quelle stesse che lo rendono adatto a, e assimilabile per, ogni generazione di lettore, contemporanea o futura. I capolavori che andremo a conoscere nel corso del mese sono solo una parte della vastissima produzione gothic-horror, una produzione che a partire dalla fine del XVIII ha lasciato veri e propri capolavori e nomi che risuonano ancora oggi anche nelle orecchie di chi non si è mai approcciato al genere. Se Horace Walpole e il suo Castello di Otranto sono stati i capostipiti, gli eredi non sono stati da meno. Ed ecco che Bram Stoker lascia sulla Walk of Fame della letteratura horror la sua stella grazie al capolavoro immortale come il suo protagonista, Dracula. Donne e uomini hanno egualmente contribuito alle sorti del genere, lasciando che la fortuna di alcune autrici, le più audaci, fruttasse proprio grazie alla produzione di opere così particolari. Contemporaneamente ai romanzi di maniera di Jane Austen, in cui l’amore trionfa e l’evento più terribile che possa capitare è il restare senza marito, si facevano strada nel mondo del gotico Clara Reeve, con il suo Vecchio barone inglese, e soprattutto Ann Radcliffe, divenuta celeberrima per I misteri di Udolpho e L'italiano, o il confessionale dei penitenti neri. Tra gli uomini non possiamo non citare William Beckford, autore di Vathek, Matthew Lewis con Il monaco, Il vampiro di John William Polidori, e Melmoth l'errante di Charles Robert Maturin. Senza dimenticare, ovviamente, Frankenstein e Mary Shelley.

Con il passare dei decenni il gotico subisce alcune modifiche e, a metà del XIX secolo, altri nomi iniziano a farsi strada, con una scrittura più inquietante, con una tematica che prende le mosse dal romanzo gotico di partenza ma concentra tutto sul crescendo narrativo che esplode nelle ultime righe. Non serve descrivere tutto minuziosamente per generare nel lettore quel disagio che cresce mentre si legge il testo. Anzi, a volte il non conoscere tutti i dettagli, partire col racconto di una storia già iniziata, aumenta in maniera quasi esponenziale il risultato sperato. L’incubo, il mistero, l’irreale, il soprannaturale: sono questi i cavalli di battaglia di due veri geni del gothic romance, Edgar Allan Poe e Howard Phillips Lovecraft. I loro racconti, brevi e incisivi come quelli di Walpole, contengono tutti gli elementi tipici della letteratura del mistero, in poche pagine di profonda e intensa inquietudine.

Sentimenti che hanno visto accendere la fantasia di un contemporaneo che ha praticamente riscritto le regole del gioco, l’autore novecentesco più prolifico di tutta la letteratura horror, il vero punto di confronto con tutte le altre opere moderne: sua maestà Steven King. Personaggi iconici che hanno segnato gli incubi e i terrori notturni di intere generazioni e che ancora oggi continua, sprezzante del calo della fantasia che non arriva mai, a proporre sul mercato veri e propri capolavori.

Consigli di lettura per i neofiti del genere

Se non avete mai letto il gothic perché pensate non faccia per voi, be’ dovete decisamente dare un’occasione a questi autori. Partendo dalle basi, esplorando la letteratura horror nell’ordine in cui si è sviluppata, godendo e tremando nel crescendo di inquietudine che compone tali opere. E se le ambientazioni o i contesti vi sembrano troppo antichi e fuori squadra rispetto a quello che voi stessi considerate spaventoso, ricordate che per l’epoca trattare di argomenti macabri e profondamente trasgressivi – come la passione e l’impulso sessuale dei vampiri, la violenza e la scelleratezza di scienziati pazzi, la fragilità delle eroine sacrificabili – era considerato un vero e proprio affronto alla morale e che senza Walpole, senza Poe, senza Stoker e senza la Radcliffe tutto quello che nel 2020 viene considerato horror non avrebbe senso di esistere più di quanto abbia senso la musica Trap!



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