Focus on: Il talento di Mr. Ripley


Autore: Patricia Highsmith

Titolo originale: The talented Mr. Ripley

Anno di pubblicazione: 1955

Edizione italiana di riferimento: Bompiani, 2012

Collana: Serie Highsmith per Corriere della Sera

N. di pagine: 304


Il caso ha voluto che per i focus di cui mi occuperò in questo mese – i quattro titoli da me scelti – si attraversino diverse epoche storiche. E sono partita davvero da lontano se si tiene conto che Ipazia, protagonista della scorsa recensione, è vissuta qualcosa come quindici secoli fa. Un battito di ciglia, in termini di tempo, rispetto all’intera vita dell’Universo, ma decisamente lontana dalla nostra attuale prospettiva storica. Il romanzo di oggi, invece, accorcia un po’ questa distanza e ci trascina in un viaggio tra alcune delle città più belle del mondo in quegli anni carichi di cambiamenti che sono stati i Cinquanta del Novecento.

La guerra, ormai alle spalle, aveva lasciato i sopravvissuti a leccarsi le ferite e cercare di ristabilire un minimo di normalità. In questi tempi carichi di prospettive, rinnovamenti, ambizioni e progetti si colloca, come una mosca bianca, il protagonista di uno dei più celebri thriller di Patricia Highsmith, ovvero Tom Ripley, un ventitreenne pieno di talento per le truffe e il “tirare a campare”. Tom è un ragazzo che non riesce a mettere davvero a frutto le sue potenzialità: schivo, a tratti introverso, ha una personalità profondamente disturbata e, a mano a mano che si prosegue nella lettura, questa peculiare caratteristica si fa sempre più presente. Avvicinato in un bar dal padre di un ragazzo suo conoscente, che l’uomo è convinto sia, invece, grande amico di Tom, accetta l’incarico di partire per l’Italia per convincere personalmente Richard “Dickie” Greenleaf a tornare a New York. Indebitato, ricercato dalla polizia, senza una dimora stabile e costretto a subire l’umiliazione di una zia che lo ha cresciuto rinfacciandogli il fatto di non aver mai davvero combinato nulla di concreto, Tom si lascia alle spalle la sua esistenza fatta di delusioni e parte alla volta di Mongibello, un paesino ai piedi del Vesuvio in cui Dickie si è stabilito con una ragazza, Marge. Il rapporto con i due giovani non parte nel migliore dei modi ma, da abile oratore qual è, Tom riesce a conquistarsi le simpatie di Dickie e, contemporaneamente, la diffidenza e l’astio di Marge.

Vivere con Dickie, però, a Tom non basta più. Sorge in lui un attaccamento morboso nei confronti del ragazzo, una sorta di gelosia che il giovane protagonista si rifiuta di ricondurre a un interesse di tipo amoroso/omosessuale e che, anzi, sarà la causa della spirale di devastazione che il protagonista si lascerà alle spalle. Come ricorda il suo stesso nome, che nella pronuncia suona quasi come “replay”, Tom riazzera la sua vita e, dopo aver eliminato l’uomo che lo ossessiona e, al contempo, lo umilia con la sua indifferenza, ne prende il posto e inizia a vivere una vita non sua. Ma nemmeno i viaggi, le visite a Roma, Napoli Sanremo, il trasferimento a Venezia e la montagna di lettere e bugie per giustificare la scomparsa dell’amico riescono a quietare il suo animo. Tom Ripley è diviso nella sua essenza, lontano inesorabilmente da quel futuro spensierato e tranquillo a cui ambiva, costretto a fingersi un altro eppure continuamente oppresso dal proprio passato, dalla coltre di menzogne che rischia di diradarsi ogni minuto che passa.

Patricia Highsmith non ha bisogno di eccessive dichiarazioni di magnificenza; è l’autrice che tutti riconosciamo immediatamente come la regina del romanzo giallo e con la saga su Tom Ripley ha probabilmente dato dimostrazione di come si possa veramente provare empatia per un protagonista tanto abbietto eppure tanto sfortunato. Mr. Ripley, dopotutto, è un ragazzino, un ventenne che spera nel futuro, che ha vissuto l’adolescenza durante gli anni della guerra, un americano che non crede nel “sogno americano” ma che, anzi, non vede l’ora di fuggire da quella patria cui tutti ambiscono, dalla città che a tutti promette ma che a lui ha solo negato e reso irraggiungibile. Negli anni in cui gli italiani correvano a imbarcarsi per l’America, l’americano arriva in Italia sperando di ricominciare. Dai paesini alla Grande Mela e, insieme, da quest’ultima fino a Mongibello, cittadina inventata che incorpora lo spirito felice della costiera napoletana e sorrentina. Tom Ripley cerca la rivalsa, qualcuno con cui dividere le proprie giornate, e nella sua ossessione per un tipo di vita che rincorre non guarda in faccia più nessuno, nemmeno la sua stessa fobia di essere scoperto. La paranoia lo attraversa e lo pervade insieme alla necessità di reinventarsi, in un’altalena di disagio e crudeltà che solo una grande autrice poteva portare alla luce con tale sublime maestria.


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