Focus on: Inferno

Aggiornamento: mag 8


Autore: Dan Brown

Titolo originale: Inferno

Anno di pubblicazione: 2013

Edizione italiana di riferimento: Mondadori, 2014

Collana: Special

N. di pagine: 712


Eh lo so, a volte lo fanno. Te li tirano fuori così, a tradimento, mattoncini cartacei di oltre settecento pagine, che non sai se sfregarti le mani come Gargamella che ha appena catturato i Puffi o se piangere tutte le tue lacrime.

La lettura di questo romanzo, in effetti, provoca entrambi gli effetti. Di Dan Brown ne avevamo parlato, seppur di riflesso, in un articolo su Glenn Cooper, come fossero due facce della stessa medaglia del genere thriller WTF. Quando penso a Dan Brown però, soprattutto al Codice da Vinci, la prima persona che mi viene in mente (oltre a Tom Hanks) è Giorgio Tsoukalos. Non so se lo avete mai sentito nominare, ma è un pazzoide (in senso buono, del tutto innocuo) che vede complotti e alieni dappertutto. E se non è un complotto Il Codice da Vinci allora decisamente vivete tra le nuvole e gli unicorni.

Comunque, tornando in carreggiata, uno dei best seller di Brown è stato proprio Inferno, scelto appositamente per questo focus tanto per non dimenticare che è l’anno dantesco. Ad essere onesti con l’Inferno che piace tanto a noi maniaci della Divina Commedia, quello coi gironi e i dannati, ha ben poco a che vedere. Nel lontano 2013 lo scrittore pubblica l’ennesimo thriller dall’intento rivelatore: quello di fare audience e creare il passaparola. Dove c’è Dante c’è qualità, e infatti il Sommo non solo finisce in copertina, ma diventa il punto cardine di una situazione che, se per l’anno in cui è uscito il romanzo poteva essere considerata assurda, oggi come oggi quell'assurdità non è più così lontana.

La storia funziona, i personaggi già rodati portano avanti una trama ben costruita e sapientemente incastrata in scenari che sono la caratteristica di base dell’autore. Si ritrova un po’ di Angeli e Demoni in questo vagare tra Firenze, Venezia e Istanbul come si era già fatto per le chiese di Roma. Si ritrova un po’ del Codice nella scelta di sacrificare alcuni per il bene superiore legato a ideali assurdi; ma soprattutto si ritrova Robert Langdon. Il professore di Simbologia di Harvard più amato dai lettori di tutto il mondo si riscopre in un tuffo tra passato e corsa contro il tempo.

Una fiala contenente un virus mortale sta per essere aperta, lasciando che una pandemia globale si arrechi il compito di pulire ed epurare il surplus di individui che popolano il pianeta (ricorda qualcosa?). Nel piano folle di un maniaco della statistica, l’incremento esponenziale della popolazione mondiale non potrà portare ad altro se non al collasso della civiltà, con un’inevitabile estinzione del genere umano. Per evitare un simile scenario apocalittico, Bertrand Zobrist decide di agire e immolarsi per l’umanità: la fiala con il virus servirà per fare piazza pulita ed eliminare tutti quelli che non avranno la forza per sopravvivere (tipo Thanos).

Langdon, aiutato dalla dottoressa Sienna Brook, avrà il compito di cercare la fiala ed evitare che sparga il virus, il tutto sfruttando le capacità da decrittografo del professor, alle prese con una rappresentazione di Botticelli dell’Inferno dantesco in cui è contenuto il primo di una serie di indizi.

La forza del romanzo, quindi, sta nell’aver saputo unire elementi conosciuti e di facile identificazione a una trama così assurda da sembrare più che verosimile. È una Firenze ignara quella che custodisce la maschera funebre del Sommo Poeta; è una Istanbul cosmopolita quella che finirà per essere al centro degli eventi. Una città presa non a caso, un’unione di tradizioni cristiane e islamiche, turistica e viva, europea ma lontana, che racchiude il segreto e la soluzione ai problemi del mondo.

Dante è presente e coprotagonista, in una descrizione che, seppur trasversale, partecipa alla conferma delle conoscenze di Dan Brown e alle sue capacità scrittorie.

Non un testo leggero, soprattutto visto il periodo che stiamo vivendo, e vista la mole del romanzo stesso. Sicuramente un libro interessante e coinvolgente, dallo stile semplice, dalla struttura intrigante, e dotato di quella particolare capacità di trascinare il lettore in un mondo reale ma altro da sé.

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