Focus on: L'amore non guasta

Aggiornamento: mar 1


Autore: Jonathan Coe

Titolo originale: A touch of love

Anno di pubblicazione: 1989

Edizione italiana di riferimento: Feltrinelli, 2009

Collana: Universale economica

N. di pagine: 186


Ripetitive fino allo svenimento, asseriamo che le vecchie glorie vanno rispolverate. Che è bello leggere le ultime uscite, fresche di stampa, e tanti nostri colleghi recensiscono tali perle in maniera assolutamente esaustiva e accattivante. A noi piace andare a caccia: ogni mattina saliamo su una scala e frughiamo nella libreria nostra, della nonna, della vicina, della mamma, del mercatino dell'usato, in quella virtuale di qualche e-shop. Spendiamo tempo e soldi (troppi di entrambi) per avere delle case e delle camere disordinatissime e impolverate a causa dell'eccessiva quantità di carta. Rebecca non sa più dove andare a dormire, progetta di scavare un bunker antiatomico in cui poter finalmente mettere altri scaffali lontano dalle rotture di scatole quotidiane, Alessandra non sa più come camminare per casa; e pensare che lei aveva sempre desiderato la cabina armadio di Carrie di Sex and the city, adesso ha l'equivalente in libri, con più o meno lo stesso folle valore monetario.

Oggi vi proponiamo il secondo romanzo di Jonathan Coe, scrittore britannico molto in auge negli anni Ottanta, anni in cui è ambientato il romanzo stesso. Geograficamente parlando ci troviamo a Coventry e l'Inghilterra che ci viene mostrata è quella del governo Thatcher, l'umanità che vi viene palesata è tipica dell'ambiente inglese, la struttura del romanzo è inequivocabilmente legata al tempo e allo stile non solo dell'autore ma dello stile di quasi un quarantennio fa. Leggendo, infatti, troviamo una lentezza e degli scenari che appartengono tipicamente al racconto del genere e del luogo; c'è inoltre un ulteriore fattore che ne rallenta la scorrevolezza: la metanarrazione. Ma procediamo per gradi.

La storia ci pone al centro tre individui che si conoscono da anni: Ted, Robin e Katherine. I primi due sono amici dal tempo del college ma la loro vita ha subito un cambiamento opposto: mentre Ted si è sposato con Kate, hanno una famiglia e una vita pressoché perfetta e un figlio di nome Peter, Robin vive in un monolocale squallido, è fuori corso da una vita all'università mentre studia per il dottorato, ha degli amici che lo mettono nei guai, beve e non riesce a fare altro che vivere di passato. Katherine è il suo più grande rimpianto e saperla accanto all'amico continua ad alimentare la sua depressione. Rivedere Ted non fa altro, poi, che riportare alla mente questo, e il loro incontro, dunque, risulta pervaso da un senso di continuo disagio, tristezza e compassione dell'amico più fortunato verso l'altro. L'aspirazione di Robin è scrivere racconti, che Coe inserisce sapientemente come pezzi di puzzle; questi non solo chiariscono in senso criptico ma non troppo gli avvenimenti che hanno portato l'uomo a determinate scelte, ma anche lo storico di alcuni oscuri lati che lo coinvolgono in una incredibile vicenda legale.

E l'amore? Sospirato, atteso, tenuto sommerso, è l'ingrediente di cui si ha bisogno in modo sottile e totale per tirarsi fuori dal pantano. Avuto, dimenticato, dato per scontato o mai obliato, non è mai il protagonista assoluto in un romanzo dove l'azione e il punto di vista sui comportamenti hanno un ruolo più pregnante dei sentimenti in sé.

Tutto sommato, il romanzo di Coe, anche se breve, dona allo spettatore una qualche soddisfazione nella lettura: la visione di due vite parallele che tutti, una volta nella vita, dall'uno o l'altro lato, abbiamo potuto testare. Che siamo stati dalla parte dell'uomo fortunato accanto a un uomo sfortunato o viceversa, capiamo i ruoli alterni e la profonda umanità di cui è pervasa la storia. Lo consigliamo a chi vuole fare un tuffo nel passato e nella propria introspezione.

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