Focus on: La casa delle belle addormentate

Aggiornamento: mar 29


Autore: Yasunari Kawabata

Titolo originale: 眠れる美女 (Nemureru bijo)

Anno di pubblicazione: 1961

Edizione italiana di riferimento: Mondadori, 2001

Collana: Oscar classici moderni

N. di pagine: 136


La delicatezza degli autori giapponesi, nel corso del nostro primo anno di attività, è stata menzionata molte volte, in articoli monografici e non. Da Banana Yoshimoto ai riferimenti agli Haiku (brevissimi componimenti poetici), tutto ciò che abbiamo potuto scrivere sugli autori del Sol Levante si riduce a un minimo comun denominatore: l'eleganza.

Filtrato da una luce che ne sottolinea solo l'aspetto più alto, anche l'erotismo diventa un'esperienza per gli autori giapponesi che, di ogni singolo aspetto della vita, fanno poesia evocativa senza ombra di brutalità. Yasunari Kawabata è uno dei maggiori scrittori del Paese: Nobel nel 1968, morto suicida nel 1972, è stato un maestro del flusso di coscienza, tecnica che ritroviamo in tutto il romanzo di cui oggi vi parleremo.

A prima lettura, quest'opera ricorda molto Memoria delle mie puttane tristi di Gabriel García Márquez: l'anziano protagonista, Eguchi Yoshio, sessantasettenne, dorme una notte dietro l'altra con ragazze affittate, esattamente come il protagonista di Marquez (dichiaratamente ispiratosi a Kawabata per la stesura del romanzo) fa con Delgadina, ma con uno scopo molto diverso. Se nel protagonista dello scrittore sudamericano sono i sentimenti a muovere l'azione del coricarsi, in Eguchi è il desiderio di immergersi nella memoria. Sono pochissimi gli incontri con le ragazze addormentate nella casa d'appuntamenti vicino al mare ma, da quelle ore spalmate nella brevità del romanzo stesso, riaffiora tutta la sua vita sessuale, sentimentale e famigliare: padre di tre figlie con una storia travagliata alle spalle, marito infedele, amante alle volte di donne che non l'hanno mai scelto, nemmeno dalle ragazze con cui giace, vittime del sonnifero, riceve un riscontro positivo. Nel suo sonno spezzato dagli incubi, i flashback sono qualcosa di primario per capire i suoi desideri coscienti e incoscienti: è un uomo che deve combattere con lo spettro della vecchiaia, dopo una vita andata solo in parte in modo soddisfacente, dove la giovinezza è il più grande dei rimpianti e le ragazze un feticcio che ne blocca, per poche ore, l'illusoria presenza. Le azioni timide e composte nei confronti di giovani che si offrono incoscienti e sotto effetto di sonniferi ai loro clienti mostrano una grande frustrazione e alienazione, correlati da un senso di malinconia molto sottile eppure costante che pervade tutto il romanzo, trasformandolo, appunto, in un malinconico racconto erotico molto molto soft.

Le descrizioni accurate e i dettagli della memoria sensoriale, soprattutto quella olfattiva, rendono il libro quasi interattivo: gli odori, i sapori, i colori sono descritti in un modo così preciso che catapultano qualsiasi lettore nelle stanze della memoria. L'oscurità è lo scenario perfetto per descrivere il buio di un'anima destinata a reprimersi fino alla fine dei suoi giorni, anima che non ha avuto il coraggio di andare fino in fondo in molte situazioni e che viene annichilita dalla capacità del mondo di saper buttare vita con facilità la più giovane e tenera delle anime dormienti, come la ragazza morta nel suo letto.

Quest'opera è facile da capire ma lunga da leggere, nonostante la sua brevità: chi ne assapora le parole centellinandole vive ogni singolo gesto. Di parole dette con la voce ce ne sarebbero veramente poche, se non fosse per i dialoghi con la padrona di casa e quelle sussurrate alle dormienti e dalle stesse nella fase di sonno profonda; parole incoscienti, quest'ultime, come i collegamenti del subconscio del protagonista. Rompono l'oscurità i graffi sul petto, rossi come la tinta per le labbra delle giovani, in netto contrasto con il bianco dei corpi e in perfetta complicità con l'oscurità del racconto.

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