Focus on: La mandorla

Aggiornato il: mar 8


Autore: Nedjma

Titolo originale: L'amande

Anno di pubblicazione: 2004

Edizione italiana di riferimento: Einaudi, 2006

Collana: ET

N. di pagine: 180


Quando si parla della situazione matrimoniale e dell'universo femminile mediorientale o in genere dei paesi culturalmente più arretrati il mondo si spacca in due: la tradizione deve essere abolita, la tradizione deve essere preservata. Alcune donne subiscono orrori da talmente tante generazioni che l'orrore è solo parte del corredo e il "loro destino" viene accettato senza troppi drammi, perché il dramma fa parte di una complessa macchina familiare in cui si nasce, cresce e muore. Quando si parla di una realtà così difficile le opinioni sono sostanzialmente tre: le donne vanno liberate, le donne devono liberarsi da sole, le donne non vogliono liberarsi. Il numero di suicidi sale, per quanto le lotte portino ad avere una eco immensa e insperata dopo secoli di silenzio grazie ai media, in qualche anfratto polveroso ancora donne mutilano i genitali ad altre donne, bambine vengono costrette a rapporti picchiate con le proprie bambole perché sono mogli ed esiste un contratto di proprietà tra loro e la famiglia. Alcune volte, quando sono stanche di non sentire più la faccia, le gambe e la schiena, si abbandonano al nero della propria anima e uccidono un componente maschile della propria famiglia, venendo uccise a loro volta in pubblica piazza; non viene loro riservata la cortesia di morire in privato, non viene loro riservata la cortesia di un appello.

Siamo d'accordo sulla sacralità della vita e del fatto che nessuno dovrebbe togliere una persona dal mondo ma, per eliminare una persona, ci sono molti modi e non tutti comprendono l'arresto cardiaco. Peccato che si venga giudicati rei di questo immenso peccato solo per aver procurato la morte fisica, specie se si tratta di donne. Dato che donna, da sempre, fa rima con scandalo, non solo con danno. Tra le tante testimonianze di donne del Medioriente, Africa, Nordafrica e Asia meridionale, quella di Badra ci è sembrata una bella ripicca e una vivace esaltazione della potenza sessuale femminile. Nel romanzo La mandorla, troviamo una protagonista sdoppiata: una donna matura, quasi cinquantenne, che con irriverenza pone nel prologo una serie di dichiarazioni che comporterebbero l'arresto su come e quanto le piaccia il sesso, su come il suo sia ben fatto e gustoso, e una ragazza poco più che diciassettenne scappata di casa. Ciò che porta Badra, infatti, a diventare una donna indipendente e libera sessualmente è proprio l'orrore della tradizione, vissuto da lei come tale appieno: data in sposa al notaio Hmed, sposato due volte, vive con lui mesi di totale incubo. Ci rende partecipe della sua infanzia violata, della sua richiesta in sposa, della preparazione per essere una degna moglie (compreso il rito per la conferma della sua verginità), della realtà del Marocco della tradizione in occasione della preparazione di una fanciulla intonsa pronta al matrimonio. E, dopo questo, della chiusura e della meschinità della famiglia di adozione, della violenza del fratello Alì in quanto suo tutore, della tragica fine della cognata, quella della zia di Tangeri che sarà il suo rifugio dopo essere scappata di casa, del rifiuto e della crudeltà della suocera e della stessa madre. Essendo Hmed probabilmente sterile, a lei tocca essere degradata e umiliata come le altre due precedenti mogli, che non hanno saputo donare al marito degli eredi maschi. Solo che Badra sceglierà di scappare dall'incubo e vivere presso zia Selma, una zia anticonformista come lei, nel cuore di Tangeri.

Come due vedove desiderose di ricominciare, si confideranno sulla loro vita e la protagonista vivrà l'evoluzione della sua "mandorla", della sua sessualità, libera e incazzatissima, fiera ed elegante.

Audace, erotico ed elegante, un libro che coniuga alla perfezione la denuncia sociale e il romanzo intimista.

4 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti