Focus on: La ragazza tatuata


Autore: Joyce Carol Oates

Titolo originale: The tattooed girl

Anno di pubblicazione: 2003

Edizione italiana di riferimento: Mondadori, 2012

Collana: Autori italiani e stranieri

N. di pagine: 357


Non abbiamo mai parlato di questa autrice e di quanto, alle volte, sia bello spulciare non solo nella libreria ma tra i milioni di ebook sul proprio Kindle, Ipad o altri dispositivi comprati compulsivamente a un prezzo ridicolo. Siamo d'accordo tutti: la dimensione reale e tangibile del libro è fascinosa. Attira il tatto, riempie le narici, si stringe al cuore o si butta nel fuoco a seconda del grado di soddisfazione o delusione, ma la libreria virtuale ha l'immenso vantaggio di stare in borsa. Ok, magari non convinciamo nessuno, ma focalizziamoci su cosa possiamo fare con questo mezzo: leggere. E non è questo, forse, il fine più importante nella vita di un appassionato di libri?

Non vi abbiamo ancora convinti? Va bene.

Oggi però vi presentiamo un libro che abbiamo letto in formato digitale, comprato tanto tempo fa ad un prezzo veramente basso e lasciato nel dispositivo in attesa di un momento come questo.

J.C. Oates è una scrittrice davvero intensa: statunitense, ormai più che ottantenne, ha consacrato la sua vita al grande amore per la scrittura, facendo godere il mondo con la sua prosa ricca, senza mai perdere un colpo. Dalla metà degli anni Sessanta ad oggi è stata inarrestabile nella sua attività, nonostante la sua cattedra all'Università di Princeton, dove ha insegnato per un trentennio.

Intensa, schietta, forte, non stiamo parlando di romanzetti da sdraio in riva al mare. Ci è capitato di leggere altro di questa potente autrice e ciò che viene fuori è sempre lo stesso algoritmo: un riflesso fedele delle debolezze umane, ma anche della forza della vita, della solitudine e dei rapporti; spiegazioni meticolose e dettagli colti; una trama orchestrata dalle emozioni ma anche dal fato. Un tipo di scrittura, dunque, estremamente ricca, ben ingegnata, coerente, eppure colta, senza un minimo di pesantezza. Ci viene da pensare a Roth, con una delicatezza estremamente femminile.

Questo romanzo del 2003 ci pone davanti diversi temi su cui dibattere ma il principale è quello che solleva la seguente domanda: due spiriti diversi, in circostanze disperate, possono credersi a vicenda come il deus ex machina che tira fuori dalla velata catastrofe esistenziale?

Joshua Siegl è un professore universitario trentottenne, colto ed estremamente chiuso, rigido, ci verrebbe da dire misantropo. Nella sua mente c'è il pensiero costante di scrivere una nuova traduzione inglese dell'Eneide di Virgilio e, a causa di questo, deve cercare un assistente. Ma dalle prime pagine vediamo come la sua antipatia verso il prossimo sia maniacale, impossibile quasi da estirpare.

Alma è una ragazza senza fissa dimora, una carta abbandonata sul marciapiede dell'esistenza umana: vestita male, molto in carne, con il seno pesantissimo, i capelli di paglia, i tatuaggi fino alle mani e una misteriosa macchia in faccia che assomiglia ad una falena. Perennemente semicosciente, abbandonata agli abusi semiautorizzati di Dmitri, barista che se ne prende cura per interesse, è quanto di più distante dal professore possa esistere. Eppure, andando avanti nella storia, vedremo come due esseri così dissonanti, al sopraggiungere di una malattia neurologica improvvisa di lui, cresceranno nella stima e nel rispetto reciproci.

Tra spiegazioni storiche, scientifiche, ambientali che completano un quadro già perfetto, scopriamo in questo romanzo l'essenza piena di un'umanità che non si presenta al limite solo quando non ha fissa dimora, ma anche quando è spenta e vive l'assenza di speranza.

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