Focus on: Lady Susan


Autore: Jane Austen

Titolo originale: Lady Susan

Anno di pubblicazione: 1871

Edizione italiana di riferimento: Newton Compton, 2013

Collana: Live

N. di pagine: 125


Come ha intelligentemente scritto in uno dei suoi romanzi più belli l’autrice del libretto che vi presentiamo oggi, il pregiudizio verso qualcuno o qualcosa può creare danni incalcolabili. L’umanità si divide in due gruppi, per lo più, quelli che adorano Jane Austen in ogni forma e dimensione, e quelli che, invece, la trovano sopravvalutata e sempre uguale a sé stessa. Be’, prima di farvi conoscere Lady Susan, sarebbe opportuno fare un po’ di chiarezza.

Come spesso accade in letteratura, più si ripescano libri molto datati, più ci si imbatte in situazioni, accorgimenti, tradizioni che sono decisamente lontane da quelle attuali, talvolta incomprensibili a noi moderni. Tanto per dirne una: le lettere. Oggi se non ci rispondono a un messaggino su WhatsApp in meno di un minuto ci sale un’ira che Godzilla scansati proprio. Fino a un secolo fa, invece, quando le poste funzionavano davvero, si inviavano missive lunghe e articolate, perché si sapeva che ci sarebbero voluti giorni perché arrivassero ed era necessario raccontare più novità possibile prima della successiva lettera.

Resta il fatto che, comunque la si guardi, Jane Austen non è tanto datata come sembra. Sicuramente molto di quello che descrive nei suoi romanzi adesso non ha più valore: la società è cambiata, ci siamo modernizzati e, forse, anche un po’ allontanati gli uni dagli altri. Ma i casi umani sono rimasti simili a loro stessi nei secoli dei secoli. Valevano per Shakespeare, valevano per Dante, valevano, mai come quest’anno, per Manzoni, e valgono anche per la Austen.

Il focus di oggi è un omaggio alla Jane meno nota, seppur siamo certe che tra i fan più fedeli la storia che vi vogliamo consigliare non sia per niente sconosciuta. Lady Susan è un romanzo epistolare, particolarmente breve, solo 125 pagine, in cui la Jane Austen a cui siamo abituati per un attimo sembra scomparire. I lettori, ma in particolare le lettrici, cresciute con il mito di Mr. Darcy o del Colonnello Brandon tendevano ad empatizzare con le protagoniste: tutte abbiamo sognato almeno una volta, chi più chi meno, di avere la testardaggine di Elizabeth Bennett, o la leggerezza passionale di Marianne Dashwood, o ancora sentirci dire parole colme di un amore immortale come accaduto ad Anne Elliot. Eppure vi assicuro che empatizzare con la protagonista di questo romanzo è davvero difficile.

Lady Susan è quella che oggi chiameremmo una vipera; racchiude in sé il peggio della società inglese e ribalta agli occhi dei lettori l’immagine che negli anni hanno avuto delle donne di Jane Austen. Susan sarebbe la perfetta antagonista di uno dei suoi altri romanzi, ma in questo libello diventa una manipolatrice senza scrupoli, che modifica la propria immagine in società a seconda della convenienza, finendo per sacrificare la felicità e i progetti di vita della sua stessa figlia pur di raggiungere i propri obiettivi.

Casi umani immortali, dicevamo, perché in poche pagine Jane Austen li inserisce tutti, ben attenta a descrivere ogni personaggio facendone esaltare qualità e difetti con l’eleganza tipica di una penna del primo Ottocento. Databile negli anni dei suoi ultimi lavori, Lady Susan è un susseguirsi di epistole spedite per lo più tra la protagonista e alcune conoscenze, più o meno accette, in cui si scopre il velo della falsità e dell’arrivismo che fanno da scudo a una donna dall’animo marcio e senza rimpianti o rimorsi. Un linguaggio ironico, uno stile molto più fluido rispetto ai primi romanzi pubblicati, caratterizzato dalla maturità di un’autrice ormai in grado di padroneggiare qualsiasi stile di scrittura, utilizzando gli ambienti più confacenti, come salotti e grandi case di campagna e di città, in cui snodare le relazioni e le macchinazioni di una donna che sa esattamente quello che vuole, molto più delle protagoniste precedenti.

Per chi lo conosce già, Lady Susan è un buon passatempo per un pomeriggio piovoso come quelli di questi giorni. Senza entrare nei dettagli descrittivi, Jane Austen riesce a inquadrare il clima dell’Inghilterra georgiana tra stralci di confessioni e riferimenti alla società e alle sue aspettative solo attraverso brevi riferimenti inseriti nelle lettere che compongono il romanzo stesso.

Per chi non lo conoscesse, invece, questo libro potrebbe essere un ottimo metodo per entrare in contatto con una Austen molto più contemporanea, per ricredersi su un’autrice che ha contribuito a fare la storia della narrativa inglese senza perdere mai il brio e l’ironia tanto rare per le donne dell’epoca.

In ogni caso, Lady Susan va letta anche solo per far entrare anche voi nel gruppo di quelli che, nel profondo, la detestano pur ammirandone le indiscusse qualità intellettive.

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