Focus on: Le fiabe di Beda il Bardo


Autore: J.K. Rowling

Titolo originale: The Tales of Beedle the Bard

Anno di pubblicazione: 2008

Edizione italiana di riferimento: Salani, 2008

N. di pagine: 127


No non siamo impazzite... Be' ok forse giusto un po'. Comunque sia la scelta del libro di oggi ha delle motivazioni anche abbastanza valide, quindi andiamo per ordine.

I fan della saga di Harry Potter non hanno mai accettato di buon grado il fatto che I doni della morte avessero messo un punto ad anni di attese e pagine da leggere. Quelli cresciuti con i libri pubblicati quasi ogni anno sono stati accompagnati nel percorso scolastico fino alla conclusione della saga stessa, vivendo un senso di vuoto difficile da spiegare. Così J.K. Rowling, sapendo che se devi fare qualcosa devi farla bene, ha pensato di creare quello che a me piace definire un modo editoriale “parapotteriano”. Poco dopo l'uscita dell'ultimo volume sulla storia del maghetto più celebre del mondo, sono stati messi sul mercato altri tre libri, tutti citati dai protagonisti della saga come riferimento per testi scolastici, tradizioni “maghesche” o approfondimenti sportivi. Alle Fiabe di Beda il Bardo, infatti, sono seguiti Animali Fantastici e dove trovarli (da cui è partita l'idea di realizzare un'altra saga parallela sull'autore di questa piccola enciclopedia zoologica) e Il Quidditch attraverso i secoli.

Ma le Fiabe, in quanto tali, sono sicuramente il libricino che ha avuto più successo. L'intento della pubblicazione fu decisamente nobile. L'esperienza della lettura di fiabe ha approfondito il senso morale insito nella saga stessa. Le scelte compiute dai protagonisti delle varie storie raccolte da Beda, infatti, sono generalmente riferite a comportamenti corretti o disdicevoli che rendono una persona eticamente ammirevole, o semplicemente umana. Indipendentemente dalla presenza o meno di protagonisti caratterizzati da poteri magici, le fiabe ci conducono verso la scoperta di noi stessi, per ritrovare l'autostima dopo una delusione d'amore o una vita fatta di situazioni complesse, per insegnarci quanto sia importante aiutare gli altri se si è gli unici in grado di farlo o sulle conseguenze delle menzogne e delle truffe.

Le fiabe che più mi hanno colpito, ogni volta che ho letto questo testo sono Lo stregone dal Cuore Peloso e La Storia dei Tre Fratelli. Dai titoli penserete davvero che sono diventata pazza, la ma prima delle due fiabe non ha nulla da invidiare alle atmosfere dark di Biancaneve, con un uomo che sceglie volontariamente di privarsi del proprio cuore, fisicamente, per non dover soffrire delle pene d'amore o delle emozioni infelici. Quante volte ci è successo, soprattutto adesso che siamo adulti, di aver pensato che non valga la pena stare male, che sarebbe più facile non provare niente. Se ci pensate è la versione magica di Se mi lasci ti cancello... I tre fratelli, invece, sono l'unica fiaba inserita già nella saga di Harry Potter, nel settimo libro per la precisione. Parla di saggezza, arroganza e volontà di aggirare il destino, ma l'unica vera certezza è che alla morte non si può sfuggire, nemmeno se si possiedono strumenti magici potentissimi

La genialità di questo testo sta soprattutto nei commenti. La scelta di intersecare un mondo inventato con quello reale crea una sorta di situazione alla Inception per cui Hermione Granger traduce dalle rune il testo di Beda, Albus Silente scrive i commenti a tali fiabe, con aneddoti simpatici o messaggi contorti riferiti alla loro morale, e la Rowling, vera autrice del testo, si mette da parte, affermando nell'introduzione che il suo compito è quello di inserire delle note qui e lì per rendere il libro più fruibile ai babbani. Insomma, ci troviamo di fronte a una vera chicca, un libro divertente e carico di sollecitazioni morali che nel 2008, quando uscì la prima edizione, si accollò il compito di aiutare i bambini in difficoltà. I ricavato della pubblicazione, infatti, furono devoluti al Children’s High Level Group, una fondazione che aiuta i bambini che vivono in istituti accoglienza, molti dei quali portatori di handicap o affetti da disabilità di ogni tipo.


È un focus diverso dagli altri, ce ne rendiamo conto. È un libro che parla da solo ma che spesso viene mal compreso, infilato a forza in quella lista di testi di nicchia che piacciono solo ai fan più radicali. La verità è che in quanto libro di fiabe è adatto ad ogni età, ad ogni persona, ad ogni gusto letterario. Non è l'essere adulti che fa smettere di essere saggi, anzi. È la maturità di una vita già vissuta per metà che permette davvero di apprezzare quelle piccole cose che spesso tendiamo a dare per scontate.

Sulla Rowling non mi soffermo, è un'autrice che si commenta da sola. Una fantasia sfrenata, un'intelligenza acuta e uno stile talmente riconoscibile da lasciare i fan più accaniti a crogiolarsi nella nostalgia del tempo che è stato.

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