Focus on: Le relazioni pericolose

Aggiornato il: mar 11


Autore: Pierre Choderlos de Laclos

Titolo originale: Les Liaisons dangereuses

Anno di pubblicazione: 1782

Edizione italiana di riferimento: Mondadori, 2013

Collana: Oscar Classici

N. di pagine: 510


Amore, passione, seduzione, libertinismo. Lo so, sembrano temi antichi quanto il tempo eppure sono ancora gli argomenti più trattati in letteratura. E sapete perché? Perché in questo mondo malato e veloce e senza poesia siamo troppo abituati a sentirci approcciare con frasi del tipo “ma quando sei caduta dal cielo ti sei fatta male? No perché sei un angelo!”…

Scusate vado un secondo a vomitare la cena di capodanno.


Giacché la vita reale è poetica quanto un bacio perugina con le frasi di Moccia, tocca fare come al solito e rifugiarsi nei libri. Possibilmente classici. E il testo di oggi è il più classico di tutti, il capostipite della letteratura di seduzione, il libro base da cui sono partite tutte le fantasie più sfrenate sul vivere la passione, i rapporti amorosi e anche il sesso, con la consapevolezza che siamo animali (benché uomini…) e che, come tali, abbiamo dei bisogni. La fortuna di cui siamo in possesso, a differenza dei mufloni e dei lombrichi, è che sappiamo articolare fonemi. Ovvero, sappiamo parlare. Quasi tutti in modo comprensibile e accettabile. Adattati alla mediocrità letteraria che ha intasato le librerie degli ultimi anni, soprattutto per quel che riguarda la letteratura sentimentale, con scaffali stracolmi di “capolavori” colorati in scale di grigi e Harmony sempre più imbarazzanti, siamo andati a scavare proprio in fondo in fondo al pozzo, tra i capolavori nientemeno che del Settecento. E dove, se non in Francia, potevamo trovare il romanzo epistolare più celebre e scandalistico di sempre?

Tra censure, bigottismo cattolico, puritanesimo morale e, anche, sacrosanto menefreghismo etico in nome della rappresentazione dei sentimenti più puri e ancestrali, Le relazioni pericolose non sono solo un libro ma un vero e proprio stile di vita. Uscito dalla penna di Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos (per gli amici Piero), soldato con la vena scrittoria in servizio negli anni pre e post Rivoluzione, ufficiale anche dell’esercito napoleonico, questo talentuosissimo autore ha dato vita a un vero e proprio microcosmo del tutto verosimile.

C’è la matrona, che fa da sfondo, a simboleggiare la tacita saggezza che assiste alle disavventure degli altri protagonisti; la vedova bianca, tale presidentessa de Tourvel, col marito sempre assente, giovane, devota alla Chiesa e ai voti matrimoniali; la giovincella ingenua prossima alle nozze programmate dalla madre (Cécile de Volanges e Mme de Volanges); il romantico e un po’ impacciato innamorato di Cécile, Danceny; e i due diavoli travestiti da esseri umani, il visconte di Valmont e la marchesa de Merteuil.

Tra giochi di potere, scommesse ai danni degli innamorati, lotte tra passione e dovere e intrighi di ogni genere, nel romanzo di de Laclos si consuma la vita di tutti i giorni. Ci sono sempre il furbo e l’ingenuo, il manipolatore e la vittima, tanto che in questo testo epistolare la natura umana riesce a emergere in ogni sua sfumatura. L’autore, ironico e paziente, oltre a inserire una premessa stupenda in cui afferma di aver modificato i nomi dei protagonisti – visto che la storia è il resoconto di fatti effettivamente verificatisi – in caso di omonimie con persone esistenti se ne scusa: “ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale”.

Il filo labilissimo tra finzione e realtà è spezzato e andando avanti con la lettura si comincia a pensare che, dopotutto, le azioni compiute dai protagonisti potrebbero essere davvero accadute a qualcuno. Le relazioni pericolose da cui è preso il titolo comprendono in realtà numerosi riferimenti. E l’amore, già di suo, non è mai innocuo. Il pericolo si cela proprio dietro le parole, le frasi a effetto che il seduttore esterna al momento opportuno, frutto di un calcolo quasi maniacale dei tempi e dei luoghi in cui pronunciare tali frasi. L’utilizzo delle lettere, con i tempi della scrittura manuale, personale, così come il tono di ogni redattore, dal timbri riconoscibile e unico, serve ad aumentare non soltanto la sensazione della programmazione di ogni azione ma anche la lentezza perfettamente calibrata del gioco della seduzione. L’esperienza fagocita l’ingenuità, e i due manipolatori per eccellenza, il visconte e la marchesa, giocano a un braccio di ferro atto a mascherare un sentimento che forse, sottomesso al peso della passione carnale è andato oltre, mai placandosi eppure mai davvero rendendosi manifesto.

Alzi la mano chi non ha vissuto, nel suo piccolo, in modi diversi, una relazione pericolosa, quel legame quasi tossico (ma tossico non in senso violento del termine) per il quale saremmo stati disposti a tutto pur di tenercelo stretto. È pericoloso un amore non corrisposto; è pericoloso essere costretti a dovervi rinunciare per dovere o per semplice debolezza. È pericoloso, anche, non abbandonarsi ad esso.


Nel 1849, poco meno di settant’anni dopo il meraviglioso romanzo che vi consigliamo oggi, Alfred Tennyson scrisse: “È meglio aver amato e perduto, che non aver amato mai”. Ecco, per ritoccarla e adeguarla al testo di de Laclos, potremmo dire che è meglio aver amato e basta, perché la passione vince sempre sulla razionalità!

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