Focus on: Leggiadra stella. Lettere a Fanny Brawne


Autore: John Keats

Titolo originale: Letters of John Keats to Fanny Brawne, a cura di Harry Buxton Forman, da cui sono riprese le missive di questo testo

Anno di pubblicazione: 1878 (riferito alla raccolta postuma ad opera di Buxton Forman

Edizione italiana di riferimento: Archinto, 2010

Collana: Lettere

N. di pagine: 83


Il mio amore mi ha reso egoista. Non posso esistere senza di te. Mi dimentico di tutto tranne che di rivederti – la mia vita sembra fermarsi lì – non vedo oltre. Mi hai assorbito. In questo momento ho la sensazione di essere sul punto di dissolvermi – sarei estremamente infelice senza la speranza di rivederti presto. Avrei paura di staccarmi da te. Mia soave Fanny, il tuo cuore non cambierà mai? È così, amore mio? Non ha limiti ora il mio amore…

Per la recensione di oggi abbandoniamo per un po’ le nostre storie di sangue, sesso, fantasia e fughe in vite inventate e ci immergiamo in un libro tanto breve quanto delicato.

Sarà l’aria di primavera, il risveglio degli alberi in fiore o questa voglia matta di tiramisù alle fragole, ma affacciandomi dalla finestra e guardando l’albicocco colmo di boccioli, ho pensato a Keats. Certo, la copertina del libro potrebbe aver aiutato nell’associazione di idee, ma la verità è che questo periodo mi ricorda sempre le produzioni poetiche dei romantici.

C’è da dire che quella che vi stiamo presentando oggi non è una raccolta poetica, come ci si aspetterebbe sentendo parlare di John Keats, ma una selezione tratta dalle sue lettere private, in particolare quelle inviate all’adorata Fanny Brawne.

È una storia d’amore e morte, dolce e triste al contempo, ma carica di quel sentimento puro e franco che abbiamo sempre sperato che qualcuno ci dedicasse. Soprattutto, è il racconto, o meglio la memoria, di un amore giovane e giovanile, visto che l’autore morì ad appena ventisei anni.

L’incontro con Fanny avvenne per caso, quando di fronte al cottage di Wentworth Place venne ad abitare la ragazza e la sua famiglia. L’amore fu immediato, un fuoco di passione che invase l’anima e il corpo del già malato poeta che, tuttavia, cercò in ogni modo di dedicarsi alla vita in nome proprio di questo sentimento. Era una ragazza dolce, devota alla famiglia, che ricambiava la passione del giovane tanto da accettare senza riserve di sposarlo. Ma il fato aveva già deciso per entrambi, e come spesso accade, per restare immortali nell’arte occorre che venga sacrificato qualcosa, qualcosa di davvero prezioso. La tisi da cui era affetto Keats non gli dava tregua, la situazione stava peggiorando e resosi conto che la lotta contro la malattia stava per essere perduta chiese a Fanny di rompere il fidanzamento, per lasciarla libera di vivere una vita felice con qualcuno che avrebbe potuto davvero e per sempre vederla brillare.

Gli ultimi mesi furono terribili e di questo idilliaco rapporto di amore davvero profondo e sublime ci restano alcune tra le lettere più belle che siano mai state scritte.

Keats si rivolge alla sua Fanny con gli appellativi di “diletta”, “dolcissima” e, soprattutto, “stella lucente”: il faro che illumina il buio del suo futuro, per il quale sacrificherebbe proprio la sua stessa vita che già non gli appartiene più.

Nel corso della lettura ci si imbatte in tutte le fasi salienti del loro rapporto, alternando informazioni biografiche, incontri, appuntamenti o progetti, con vere e proprie lettere d’amore, uno stile inconfondibile che lascia il lettore commosso e completamente avvinto nella morsa delle parole scelte dal poeta.

Fanny fu il suo primo unico e vero amore e Keats non mancò di sottolineare tra le righe come la sola presenza della ragazza avesse riportato la sua esistenza alla normalità e alla progettualità che un sentimento così puro e ricambiato prevedono. La carriera poetica non stava andando bene, molte delle poesie pubblicate non vennero comprese e apprezzate dalla critica. La mancanza di soldi, di forze e di familiari, che lo lasciarono sempre più solo per vecchiaia o malattia, aveva fatto di quel giovane ragazzo appena ventenne un uomo con un carico di responsabilità e delusioni da bastare per un’intera vita. E poi era arrivata lei, come un fulmine a ciel sereno, a rischiarare con la sua sola esistenza il buio che lo stava inghiottendo.

Leggiadra stella è un libro tanto breve quanto denso. È uno spaccato vero della vita di uno dei maggiori poeti romantici del primo Ottocento. Senza edulcorazioni metriche, senza frasi a effetto o metafore utili alla poeticità che ci si aspetterebbe da un’ode o un sonetto, queste lettere sono il vero esempio di cosa abbia rappresentato John Keats nella letteratura inglese e mondiale. Sono la prova che non si trattava semplicemente di uno dei tanti ma, forse, del più grande del suo tempo. Sono la sua vita, le sue emozioni, i suoi progetti, le sue ambizioni, messe lì, nero su bianco, pronte per noi che nell’anno del duecentesimo anniversario della sua scomparsa siamo ancora qui, a innamorarci dell’uomo che amò fino alla fine Fanny Brawne.

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