Focus on: P.S. I Love You


Autore: Cecelia Ahern

Titolo originale: PS, I Love You

Anno di pubblicazione: 2003

Edizione italiana di riferimento: Sonzogno, 2005

Collana: Tascabili - Best Seller

N. di pagine: 411


Avete presente quelle giornate in cui non vi sentite particolarmente allegri e scoppiate in lacrime senza motivo? Le donne, spesso e volentieri, per mascherare questo genere di crisi emotive danno la colpa al ciclo, agli ormoni, al sonno, al fidanzatino della terza elementare che ha regalato la sua caramella a un’altra bambina, o a quella volta che un micetto ha preferito farsi tirare sotto da un macchina piuttosto che stare lì a farsi coccolare da loro. Siamo esseri strani, noi donne, ci crogioliamo nelle lacrime, lubrifichiamo i nostri bulbi oculari con una frequenza inaudita e ogni volta fingiamo che sia per un motivo serio.

Eppure, la cosa per cui siamo davvero soggetti da studiare è lo scegliere, coscientemente, di mettere quella playlist strappabudella, di guardare quel film per il quale abbiamo pianto tutte le volte che lo abbiamo visto (coff coff Armageddon coff coff), di leggere quel libro che già sappiamo che finirà male, proprio quando ci sentiamo emotivamente più fragili. Così, tanto per finirci di martellare i malleoli.

Ebbene, questo non è uno di quei casi…

No scherzo, è esattamente la situazione sopra descritta, con la variante che questo romanzo non finisce male, ma anzi comincia in maniera drammatica e prosegue in una spirale di dolore che tentare di leggerlo senza bagnare copiosamente le sue pagine è un lavoro da duri.

Ma andiamo con ordine.

Scovato al mercatino, scelto durante la fase libri rosa della mia vita, P.S. I Love You si è rivelato un ottimo acquisto, oltre ogni previsione. Ogni tanto fa bene dedicarsi a libri poco impegnativi, nel senso libri con trame scorrevoli, pochi personaggi, luoghi conosciuti, situazioni facilmente comprensibili. Ma per quanto l’idea di un libro rosa fosse nelle mie intenzioni, mi sono trovata tra le mani un romanzo davvero struggente, che ha saputo coniugare in modo inaspettato una buona storia e una buona scrittura, incredibile se si tiene conto che l’autrice, all’epoca della pubblicazione di questo testo, era alla sua opera prima e aveva solo ventitré anni.

La trama sembra semplice e lineare: una coppia di giovani sposi, nemmeno trent’anni, che vivono il loro amore dopo il college e gli anni della giovinezza passati insieme tra i corridoi della scuola, con gli amici e i progetti di una vita. L’idillio di una coppia dublinese come tante, che si disgrega quando a Gerry viene diagnosticato un tumore cerebrale. Il mondo di Holly crolla, vede l’amore della sua vita spegnersi lentamente nel fiore degli anni ed è costretta a dirgli addio troppo presto, troppo prima di quanto avesse sperato, chiudendosi in una spirale di depressione fatta di abbrutimento, abbandono, alienazione, senso di vuoto e sussidio per la vedovanza a soli ventinove anni.

Una mattina, dopo mesi rinchiusa in sé stessa, a casa di sua madre entra in possesso di una busta in cui sono conservate altre dieci piccole bustine e un biglietto. Gerry le ha fatto un ultimo regalo, le ha lasciato un compito, una lista di cose da fare, senza se e senza ma, un modo per starle vicino, per accompagnarla nel lungo percorso di superamento del lutto, in un crescendo di impegni che serviranno alla sua Holly per ripartire, nonostante tutto, nonostante sia rimasta sola.

La vita di Holly ricomincia così, in compagnia delle amiche di una vita, della famiglia che non la capisce ma le sta accanto, e del suo cuore che cerca disperatamente di tornare a funzionare.

Il tema della morte è affrontato in queste pagine con una forza disarmante, ma anche con una delicatezza difficile da attribuire a una ragazza di vent’anni qual era la scrittrice. Holly entra nel cuore del lettore ma, soprattutto, ci entra Gerry, una presenza costante e decisa nella sua mancanza, che lascia spazio alla vita dopo di lui, ad altri uomini che avranno il compito di occuparsi della sua “mogliettina”.

Non è un libro rosa, non è assolutamente un testo prevedibile. Il titolo, fuorviante forse, tende a relegarlo nel girone delle commediole, ma P.S. I Love You è innanzitutto un inno alla vita, alla forza interiore, alla resilienza, alla capacità di ricominciare, da sole.

In questo focus ve lo consigliamo perché piangere, a nostro parere, fa molto bene e con questo romanzo non potrete farne a meno, ma sarà un pianto liberatorio, saranno lacrime ben spese, con una sensazione di sollievo che renderà il vostro cuore più leggero. Un po’ lontano dai libri a cui vi abbiamo abituati, magari, ma siamo umane e ogni tanto anche a noi serve ricordarci che siamo fragili, e che va bene così.


7 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti