Focus on: Prometto di sbagliare


Autore: Pedro Chagas Freitas

Titolo originale: Prometo Falhar

Anno di pubblicazione: 2014

Edizione italiana di riferimento: Garzanti, 2015

Collana: Narratori moderni

N. di pagine: 160


Torniamo a parlare di libri non troppo recenti. Nella maggior parte dei blog c'è l'ovvia voglia (ed esigenza) di parlare di nuove uscite per essere sempre "sul pezzo" o magari per ragioni di business, ma a noi piace proprio spulciare vecchie glorie. Del resto, quanti libri avete accumulato da anni e non avete mai letto? Noi lo sappiamo, siamo tutti uguali, e chi non accumula libri mente. Chi giura di averli letti tutti per intero, anche.

A noi piace molto mettere le mani sulle mensole dove i libri sono stati abbandonati, sulle bancarelle dove non brillano più, nei mercatini dell'usato, lontano dal bagliore delle luci del negozio, dal riflesso del sole delle vetrine. Le nuove uscite fanno gola ma quello di cui abbiamo bisogno, spesso, possiamo trovarlo dentro casa... E non è una questione di risparmio, ma di possibilità. Magari lo abbiamo avuto in regalo, comprato compulsivamente, ma quel libro c'è. Possiamo essere scettici riguardo al contenuto ma, del resto, cosa ci costa dare un'occhiata?

Ed è quello che è successo con questo libro, adottato dopo il trasloco della sua precedente proprietaria, che lo ha donato salvandolo dal cassonetto (dove, conoscendo l'ottima persona che è, non sarebbe mai finito), non potendolo portare nella nuova casa.

Da una libreria all'altra, per ragioni lavorative viene messo in luce adesso. Prometto di sbagliare, però, è un libro del 2014. Non è recente, ma andare a cercarlo non è propriamente un'impresa, si trova ad un ottimo prezzo e, possiamo assicurarvelo, vale molto.

Freitas scrive un libro d'amore che, a primo impatto, sembra stucchevole: la storia di due amanti che si incontrano di nuovo dopo essere andati avanti (e di molto) con le loro vite, come il tempo non si fosse mai fermato. Già da qui, alcuni di voi avranno smesso di leggere. Peccato. Perché Prometto di sbagliare non è la storia di un incontro, ma realmente lo specchio di ogni adulto emotivamente maturo. Sulla scia delle memorie descritte dai grandi scrittori del passato (ha ricordato molto Garcia Marquez, a tratti Roth, per impatto emotivo, non certo per lo stile), utilizzando il flusso di coscienza tipico del romanzo epistolare, l'autore descrive il macro-mondo delle emozioni attraverso gli aneddoti più vari di questi due personaggi, inglobando le persone presenti nel loro micro-mondo sociale, fatto spesso solo dell'immagine reciproca degli amanti. Attraverso la descrizione dettagliata di ricordi, dall'infanzia agli scambi quotidiani, i personaggi principali sono attori sul palco della nostra attenzione, mentre recitano un monologo ricco di emozioni e pensieri d'amore che, almeno una volta nella vita, sono appartenuti a tutti. Freitas riesce, con il suo registro, a mantenere la dolcezza senza scivolare nello stucchevole e "ingozza" il lettore della parola amore senza far venire il mal di stomaco. Per fare questo, ci vuole un grandissimo talento. L'amore, la maggior parte delle volte, se sbandierato in ogni riga di un libro che supera le venti pagine, può dare la nausea, ma l'autore si concentra molto su sensazioni che appartengono a tutti con parole che quasi nessuno direbbe: non siamo, del resto, tutti scrittori ma, nonostante le ovvie differenze di apertura o chiusura del proprio essere, ci possiamo riconoscere, a volte con gioia e a volte con rammarico, negli esatti pensieri proposti. Nelle immaginarie conversazioni che, sebbene non siano mai occorse nella nostra vita, abbiamo noi stessi costruito nel pensiero. Magari, ci sarebbero piaciute, magari, nonostante la durezza di spirito, le abbiamo considerate. Le frasi sono comete che hanno attraversato il cielo di chiunque abbia provato un amore travolgente, adattabili anche al fantasticare di un amore non corrisposto. Vale la pena leggerlo perché amore, sesso, tradimento, rammarico, passione, rimpianto e rabbia non sono mai così chiari nei nostri pensieri finché non li abbiamo davanti. Questo libro si propone come specchio. Sta al lettore decidere se ha voglia di guardarsi.

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