Focus on: Quando lei era buona.


Autore: Philip Roth

Titolo originale: When she was good

Anno di pubblicazione: 1967

Edizione italiana di riferimento: Einaudi, 2015

Collana: Super ET

N. di pagine: 318


Leggere Quando lei era buona riporta alla mentre il film American Beauty. Chiunque lo abbia visto con attenzione sa a cosa ci riferiamo: la facciata dell'America perfetta con i vizi dietro la porta di ingresso di quelle ville prefabbricate spesso bianche, spesso finto coloniali, spesso con lo steccato candido e il prato all'inglese. Le rose American Beauty, maneggiate da Carolyn Burnham, moglie di Lester, fin da subito, hanno la peculiarità di essere di una bellezza vellutata incantevole ma di marcire praticamente subito nelle radici, al loro interno, così che, al momento della loro coltura, i gambi risultino putridi mentre la bellezza del fiore rimane intatta. Un ritratto perfetto dell'America secondo grandi scrittori e grandi registi porta un minimo comune denominatore: la contraddizione. L'ipocrisia.

Leggere Roth è come camminare senza sorprese sulla via dello smascheramento di tale condizione. Tutti i romanzi dell'autore recano in sé un connubio perfetto tra ritratti vari di condizioni umane singole, sole e insicure e critica al sistema che le trascina nella condizione di privato svantaggio emotivo. La falsità dei decenni del Boom economico e della corsa alla "rispettabilità" del continente d'oltreoceano sono il leitmotiv dei romanzi rothiani e, questo, non fa di certo eccezione.

Quando le era buona è la ricostruzione di tanta tacita rabbia in diverse vite silenziose e anonime. La famiglia è il macroinsieme in cui viene inserita e poi, una dopo l'altra, dalla foto di gruppo una diapositiva alla volta inserita nel proiettore mostra nelle pagine l'oscuro ritratto delle coscienze. La famiglia Nelson ha come unico principio la civiltà, l'inserimento, come voluto dal narratore, il protagonista e capofamiglia Willard, cresciuto in una comunità rurale in cui il padre, un conciatore, minatore e poco altro, era poco più che un uomo primitivo. Crescendo e trovando un posto nel mondo lontanissimo dalla casa in cui ha visto diventare mentalmente insufficiente sua sorella Ginny per mancanza di cure mediche, espressamente disapprovate dal padre che ripudiava sua figlia sperandone la morte, l'ossessione di Willard è la rispettabilità, a qualunque costo; costo che comincia a divenire eccessivamente elevato quando, dopo il matrimonio di sua figlia Myra con l'alcolista Duane "Withney" e la nascita di sua figlia Lucy, protagonista del romanzo, li ospita per ben quindici anni nella sua casa. Abusi e soprusi del genero sulla figlia vengono taciuti e tollerati finché non è Lucy a ribellarsi, chiamando la polizia una notte, la stessa notte in cui gli aspri rimproveri dei nonni la portano a rinunciare alla fede cristiana, alla speranza, al piegarsi alle regole in nome del senso di giustizia.

Ma la vita è una catena: invece di divenire una ribelle, un'outsider, la scontrosa e polemica ragazza (che a noi piace moltissimo per la sua determinazione e la schiettezza, a costo di sembrare sgradevole o maleducata) si ritroverà sposata a sua volta appena uscita dall'adolescenza e in preda alle stesse ossessioni di rispettabilità sociale dei nonni e dei genitori, cercando di correggere un marito infantile per quei pochi anni che passeranno insieme.

Ritratto dopo ritratto, Roth punta l'obiettivo sul grande senso di inadeguatezza dietro le tendine ricamate della propria coscienza, in un'America che appartiene ormai quasi a un secolo fa, dove la facciata, delle case e della gente, era tutto ciò che contava. Lucy lo sa bene, è cresciuta con il dito delle famiglie delle sue amiche puntato, divisa tra conoscenze ricche e famiglie popolari estremamente gentili ma ai confini della realtà. Della ragazza, la precarietà di ogni tipo di rapporto è mostrata come fosse l'unica, vera cosa che conta e, su questo, Roth insiste moltissimo, come a dire di non fidarsi perché ognuno agisce secondo propria convenienza. E, così, è: a Myra conviene tenersi un marito violento per evitare scandali. A Lucy conviene tenere Roy, ragazzino che l'ha messa incinta giovanissima, piuttosto che arrendersi e dimostrare che il suo orgoglio vale meno.

In un romanzo in cui l'apparenza conta moltissimo, i veri protagonisti sono gli stati d'animo e i percorsi di vita, nel modo unico, struggente e umano che Roth ha porto al mondo per decenni.

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