Focus on: Ragazze mancine


Autore: Stefania Bertola

Anno di pubblicazione: 2013

Edizione italiana di riferimento: Einaudi, 2013

Collana: I coralli

N. di pagine: 281


Un libro riletto. Letto appena uscito, perso (diciamo così, perché i libri, si sa, non devono essere prestati) e ritrovato in uno dei nostri amati mercatini. Macchie di muffa, nessuna dedica all'inizio: probabilmente, un libro rinchiuso in cantina insieme ad altri.

Il bottino della settimana lo ha fatto arrivare a noi con i suoi fratelli di prigionia: nella stessa condizione, altri sei libri a poco prezzo e tanta soddisfazione. A volte l'ingombro di qualcuno può diventare davvero la felicità di altri.

Questo romanzo, della torinese Stefania Bertola, conosciuta e apprezzatissima, è veramente uno spasso ed è leggero, tanto da riuscire a leggerlo in qualche ora. Di solito ci perdiamo in classici che adoriamo o venerabili pipponi provenienti da tempi storici in cui pesantezza e raffinatezza erano molto più che una rima ma oggi, in modo decisamente squilibrato dato che questo libro esce molto fuori dai nostri schemi, vi proponiamo un racconto la cui bellezza risiede unicamente nella leggerezza e nella scorrevolezza. Ambientato in tempi odierni, niente cappa e spada o costumi, niente ante, durante o dopo guerra, niente charleston, niente caccia alla volpe. E niente campagne inglese, campi di cotone, Roma antica, Africa nera. La semplicità del Paese che ci appartiene e ben conosciamo, i nostri scenari, la nostra lingua.

Ragazze mancine è l'avventura tragicomica di chi, lasciato in mutande dalla vita fin dall'inizio, o qualche decennio dopo, deve vedersela con la sete di riscatto.

Adele è una trentenne che ha sposato Franco per non dover lavorare e vivere il suo privato piacere per la cultura in santa pace, finché non viene sbattuta, di colpo, una mattina, fuori dalla villa non più sua: il marito non solo l'ha lasciata per Sveta, una bielorussa, sventola bionda con le gambe chilometriche, ma è scappato all'estero dopo aver fatto fallire la sua ditta per evitare l'arresto. Così, con un trolley da cabina e Zarina, il cane dell'amante del marito, una vecchia panda e pochi vestiti, si rende conto di essere sola al mondo e senza una casa. Lei, i suoi oggetti e l'odiatissima Zarina sono fuori dai cancelli con un sacco da venticinque chili di crocchette e nessuna meta: così inizia l'avventura della ragazza.

Ma Adele non è l'unica protagonista del romanzo. C'è un altro inizio con cui il lettore deve fare i conti: quello di una ragazza di nome Eva all'autogrill che deve fuggire all'improvviso, con sua figlia piccolissima, Jezebel, da una donna che riconosce la collana che porta al collo e la vuole indietro. Così, i destini delle due donne si incrociano, quando Eva, per scappare, sale sulla macchina di Adele e le intima di andare via velocemente. Da qui, una convivenza quasi impossibile: Adele odia cani e bambini, Eva è una sregolata musicista hardcore dai lavori saltuari, ma le due sfortunate vite riescono, tra alti e bassi, a creare una sinergia tale da formare un'unica vita decente. In tutto questo, la legittima proprietaria della collana di Eva non la molla, aiutata dai figli, i cognati di Adele tramano alle sue spalle, i destini di più o meno tutti si intrecciano e danno vita a un episodio dietro l'altro, con un ritmo scorrevolissimo e una ritrovata voglia di divorare ogni pagina.

Un romanzo dal girl power impressionante che con ironia tratta argomenti complicati come l'abbandono, l'assenza, l'essere ragazze madri, la difficoltà dell'accettazione in famiglia, la caduta in rovina, le differenze sociali. Ve lo consigliamo con il cuore!

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