Focus on: Tu, mio


Autore: Erri De Luca

Anno di pubblicazione: 1999

Edizione italiana di riferimento: Feltrinelli, 1999

Collana: I narratori n. 533

N. di pagine: 116


Scegliendo tra i vari libri ci si è posto davanti questo scricciolo edito da Feltrinelli, segnato dall'acqua. Si tratta di un libro regalato dopo il trasloco di una ragazza, un libro che, prima ancora, apparteneva a qualche bookcrosser. Chissà se da qualche parte si fa ancora il bookcrossing. Per chi non lo sapesse, si tratta di una pratica che qualche anno fa ebbe abbastanza successo: si lasciava un libro su una panchina, o comunque in un luogo pubblico (in alcuni c'erano delle apposite cassette che servivano a contenere diversi volumi), si leggeva e si riportava lì o in un altro luogo dove si poteva stare tranquilli che qualcuno l'avrebbe momentaneamente adottato. Libri di tutti, libri randagi. Questo volumetto di 116 pagine con i segni di un'acquazzone meritava una menzione nelle nostre rubriche perché, dai segni, vediamo che di strada ne ha fatta, prima di essere portato a casa ed essere stato asciugato.

Erri De Luca, ultrasettantenne oggi, lo scrisse un ventennio fa: ha il sapore dell'Isola di Arturo di elsa Morante e di tutti quei romanzi che sanno di salsedine, pescherecci, tramonti alle nove di sera; ne conosciamo parecchi così. Se ci aggiungiamo che siamo su un'isola del Tirreno, nel dopoguerra, non ci è difficile radunare delle scene dell'immaginario collettivo, doppiarle in dialetto, dar loro i colori della stagione e gli odori tipici.

Il protagonista, innominato, racconta il primissima persona la sua estate, collocata dopo la fine della seconda guerra mondiale, in uno spazio non bene definito, se non da degli indizi: il dialetto è campano, sappiamo che è un'isola del Tirreno. E lui, sedicenne, orfano di padre, se ne sta su di una barca appartenente allo zio a imparare tutti i segreti della pesca. A cambiare la sua vita, a farlo crescere, saranno due i personaggio: Nicola e Caia.

Nicola è un pescatore a cui si affida, un eroe per lui, che sostituisce la funzione del padre, morto in guerra; di quel conflitto mondiale che ha portato via la serenità a tutta la famiglia, in particolare a lui e alla madre, Nicola ha molti ricordi e li elargisce come fossero pillole, pasticche di vita vissuta che assomigliano più ad ammonimenti, a parabole, che il protagonista assimila, formando delle opinioni sulla vita dal confronto con quell'adulto che ne aveva passate molte in quel periodo. Del resto, lui della guerra ha solo i racconti di quando venivano sfollati durante i bombardamenti. Oltre a Nicola, incontra Caia, ragazza ebrea di origine romena, amica del cugino Daniele. Mentre lui viene trattato da ultimo del gruppo per età e selezione naturale, al contrario del cugino che appare come un indiscusso leader, fa la conoscenza di quella ragazza più grande, di cui si innamora, tappa fondamentale per la sua crescita.

Insomma, il protagonista sperimenta e impara, ascolta consigli e impara, va per prove ed errori e impara. I romanzi di formazione, a noi, piacciono proprio molto. E questo, con il linguaggio delicato e ricco di immagini dedicate al mare, alla pesca, alle barche e al sale, è quasi un romanzo quadridimensionale. Qui le sensazioni si sentono tutte e le emozioni vengono vissute appieno. Possiamo dire che è un romanzo dove il silenzio non esiste davvero: le onde e le chiacchiere da barca insegnano sulla vita molto più della scuola.

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