Focus on: Tu non c'entri

Aggiornamento: 8 dic 2020


Autore: Letizia Murator

Anno di pubblicazione: 2005

Edizione italiana di riferimento: Einaudi

Collana: Einaudi Stile Libero

N. di pagine: 177


Oggi diamo spazio a un libro trovato per caso e subito amato. Diamo spago a un'autrice italiana molto valida, giornalista ricercata, dalla penna abituata a trattare con i fatti esattamente per quello che sono e, in questo libro, sa donare al lettore l'impressione di saperla veramente lunga su una parte dell'essere umano che viene portata nel cuore tutta la vita: il "dramma" del periodo adolescenziale.

In una Roma quasi sempre al crepuscolo, in spazi inghiottiti da palazzi imponenti somiglianti a grandi navi, che danno un senso claustrofobico e di perdita dell'orientamento, fatta di "kamponi" dove andare con lo skate, licei che somigliano in maniera impressionante a quello da noi frequentato, che ospita case caotiche dove l'acqua corrente manca a causa dei lavori pubblici o dove la solitudine genere caos domestico, Elena è cresciuta insieme alle cicatrici delle sue grandi ustioni. Ma non solo quelle. Con i vestiti sdruciti, il futuro ancora da definire e mai calcolato, la strafottenza tipica dei quindicenni che decidono di vivere al limite, profumata dello shampoo della madre mescolato all'aroma del tabacco, trascina la sua esistenza in un'apatia completa, in balìa degli eventi pericolosi che crea, inghiottita da casuali routine sessuali con gente a caso, come volesse riempire il suo corpo vuoto dopo una tragedia di cui si sente responsabile da quando era piccola. Il titolo non è a caso: è il grido di chi vuole sfoltire dalla sua vita l'armadio degli scheletri per fare pulizia. E di pulizia, nella vita di Elena, ce n'è poca, in tutti i sensi. Le pagine si tingono del colore della sua cicatrice a forma di piovra che le copre il petto fino al collo, motivo per cui non rimane mai completamente nuda di fronte ai suoi tanti amanti (e amici), ma che le servirà per salvarle la vita nel momento in cui è in serio pericolo. Perché Elena passa un periodo in cui attende di sapere se è incinta, dopo innumerevoli rapporti non protetti, e parte una vera e propria caccia alla strega, una spedizione operata dai partner dei suoi rapporti occasionali e dalle loro fidanzate. Antonio, Marco, Oscar, Saverio (l'unico adulto) e gli altri adolescenti tali e quali a lei: arrabbiati, all'occorrenza violenti fisicamente, abitualmente abituati all'essere violenti verbalmente e vendicativi, sono costantemente il fiato sul suo collo, mentre lei passa da uno stato di totale assenza di responsabilità alla preoccupazione per lei, mai per un bambino che considera unicamente un peso, data la giovane età. Figlia di una madre che non riesce ad occuparsi di sé stessa, in preda al desiderio di rifarsi una vita con diversi partner, anche sposati, e a quello di andare in vacanza, la ragazza viene abbandonata nel momento del bisogno, e il genitore fa quello che può. Di adulti di cui tenere conto non ce ne sono, a parte forse il professor Scauri, quarantenne outsider e solitario, che ribattezza lei e i suoi compagni con dei soprannomi, come lei, che viene detta "lucciola" perché gli ricorda la campagna, il fresco, l'umidità. Data l'inaffidabilità del mondo dei più grandi, Elena parte già rassegnata e con lo schifo per la realtà, più esasperata rispetto a tanti ragazzi della sua età. I suoi coetanei e non le danno baci fugaci, senza chiederle il permesso, lei stessa chiede rapporti in pieno giorno all'aperto, perché il sesso per lei non ha il minimo valore ma, in tutto questo, c'è l'amicizia vera di Marco, un progetto lavorativo con Silvia, la doppia faccia degli stessi che un po' la amano un po' amano tradirla: in un mondo dove nessuno sembra essere vero, Elena "frega" tutti e dimostra che essere coraggiosa è l'unica via per riscattare una vita che non ha pieno piacere di vivere, almeno agli occhi degli altri.

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