Il Dizionario della maturità


Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana, prima che il mondo fosse sospeso in una disastrosa crisi sanitaria, giugno era il mese che ogni studente amava e odiava. Un mese ambiguo, incerto, crudele, eppure preludio dell’estate imminente, del caldo, dei primi bagni e del relax meritato dopo nove mesi di scuola, peggiore dell’infinito maggio che, come tutti sanno, è il mese che per uno studente sembra non passare più.

Quest’anno, tuttavia, la scuola possiamo dire che sia finita già a marzo, mandando al manicomio i genitori e distruggendo quel residuo di sanità mentale che ancora teneva in piedi i professori. Ma per quanto gli equilibri si siano rovesciati, per quanto abbiamo vissuto due mesi e mezzo fatti di infinite e continue domeniche, la tappa principale che sosta nella metà di giugno non si è riusciti a saltarla: l’esame di maturità.

Molte sono state le critiche espresse per le decisioni prese dai ministri in merito a come si dovesse svolgere la prova d’esame e dopo tormentati cambi di programma, ipotesi, suggerimenti e discutibili idee si è giunti a una conclusione: i maturandi avranno il piacere di discutere solo l’orale.

Ora, visto che in questa settimana noi di trentapagine, per un fortuito caso del destino per nulla programmato, ci troviamo ad affrontare una serie di temi che hanno come filo conduttore quello della nostalgia, ci pareva doveroso ricordare in questo #safari i tempi andati, quelli del nostro esame. Anzi meglio, quello di tutte le generazioni che hanno affrontato giugno in modo canonico, con la chiusura del percorso superiore in quattro prove, una peggiore dell’altra.

In queste settimane di incertezza che hanno anticipato la decisione finale ci siamo trovati a ricordare, con qualche lacrimuccia magari, qualche sospiro (anche di sollievo), quella che è stata la nostra maturità. Già solo se pensiamo a quanta differenza ci fosse tra coloro i quali hanno dovuto maturarsi nell’era pre-internet e i successivi, con Google alla mano e siti su siti, blog su blog, di preparazione all’esame stesso. La tecnologia, però, non li avrebbe aiutati davvero in classe, la prima mattina, in quelle interminabili sei ore. Ed è stato lì che si è visto il genio, la capacità di adattamento, il Darwin che aveva ragione: solo il più forte sopravvive, se vuoi andare avanti devi modificarti per rientrare in quello che il sistema intorno a te vuole che tu diventi. Eravamo dei geni incompresi, in bilico su un confine veramente molto labile tra l’ingegnosità e la truffa. Noi, che prima che arrivassero i siti preposti alle traduzioni già fatte dal latino e dal greco avevamo trovato Splash.it. Noi, che avevamo i temari nell’astuccio e copiavamo i temi anche per i compiti in classe, tanto per tenerci in allenamento, perché sapevamo che sarebbe arrivato il giorno, quando tutta quella preparazione avrebbe dovuto dare i suoi frutti. Ma all’esame non potevi portare il temario, se ti beccavano erano finiti i giochi. Però, con la stessa utilità della bacchetta di Harry Potter contro l’Ungaro Spinato noi avevamo lui: il dizionario.

Adesso c’è la Treccani online, lo Zanichelli di dieci chili scritto con caratteri microscopici forse a scuola non l’avete nemmeno mai portato. Ma il dizionario era la breccia nascosta nelle mura del Fosso di Helm, era la famosa goccia che poteva far traboccare il vaso, era il nostro Cavallo di Troia. Che fosse di greco, che si trattasse dell’intramontabile IL, che traducesse dall’inglese, dallo spagnolo o dal francese e, soprattutto, che fosse quello tanto sottovalutato dei Sinonimi e Contrari, il dizionario era il perfetto nascondiglio per qualsiasi cosa. Grosso e ingombrante, da tenere necessariamente sul banco, consultabile in tutta tranquillità e visto come fonte di applicazione, intelligenza, interesse e studio approfondito, si presenta come un librone a colonne, con caratteri talmente piccoli che per capire che c’è scritto puoi solo avvicinarti. Il temario, per chi non lo sapesse, era anch’esso a colonne, della dimensione di un libretto degli assegni in verticale, con le pagine strette e lunghe che potevano all’occorrenza essere tagliate e incollate, in perfetto stile Art Attack, proprio in corrispondenza delle colonne dei vocaboli sul dizionario.

Il dado era tratto, l’inganno praticamente perfetto. Potevamo aggirare quel sistema che credeva veramente che solo sequestrando il cellulare prima di entrare in classe avesse tolto a noi, noi, i maghi della truffa, tutte le armi a disposizione per copiare. Poveri illusi!

Quest’anno, però, il dizionario sarà uno dei grandi assenti. Le prove scritte sono state abolite per cause di forza maggiore, annientando la possibilità di un’ultima volta alle prese con un compito in classe, negando a migliaia di studenti il piacere del complotto, del sentirsi classe, di cercare di essere uniti ancora una volta per affrontare quella tappa fondamentale che è l’esame di maturità. Ognuno di noi lo ricorda con sentimenti diversi, ma per quanto l’esame in sé sia terrificante, immaginando sempre il peggio visto che si tratta di una condizione del tutto nuova per uno studente, quello che più dispiace è il non vedere realizzarsi quel clima cospiratorio che si viene inevitabilmente a creare prima dell’esame stesso. Gruppi di studio mai visti in cinque anni, eliminazione degli argomenti superflui da ripassare, il toto commissario esterno, il conteggio degli anni alterni per capire chi sarà in commissione chi no. Per non parlare della grande estrazione: la lettera che uscirà designerà il primo interrogato all’orale, il capro espiatorio, colui il quale si immolerà per la classe per valutare il comportamento dei professori. L’unico vero esame orale che tutti vanno a sentire.

Noi, oggi, abbiamo deciso di puntare sul divertimento, di far sorridere chi deve ancora affrontare l’esame e chi, come noi, se lo è lasciato alle spalle da anni. L’in bocca al lupo, nonostante tutto, è d’obbligo, e confidiamo che verranno tempi migliori in cui si potrà tornare a barare anche il giorno della maturità, giorni in cui il dizionario sarà di nuovo il nostro alleato. Per il momento lo ricorderemo come un eroe mai celebrato, il fautore di tante vittorie in un mondo che credeva di poter sconfiggere gli studenti, quel gruppo di persone che davvero ne sanno una più del diavolo!

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