Il fascino madrileno del Monastero de El Escorial

#travelinlibrary


Chissà perché, quando si pensa alla Spagna, la prima città che viene in mente, come meta vacanziera, sia Barcellona. Senza nulla togliere alla città di Gaudì e alla moltitudine di tesori artistici che la perla castigliana possiede, anche Madrid ha le sue meraviglie e continua a essere una delle capitali con più fascino in cui ci si possa imbattere. Peculiare per la sua mancanza “d’acqua”, ovvero senza laghi o fiumi che interrompono l’organizzazione urbanistica della città, la capitale spagnola continua ad affascinare per i suoi musei (Prado, Reina Sofía e il Thyssen-Bornemisza, solo per citarne alcuni), i suoi parchi, i suoi scorci, il Palazzo Reale e persino con le stazioni della metro. Ma, in quanto paese da sempre fortemente cattolico, la Spagna è anche disseminata di chiese, abbazie, cattedrali e monasteri, luoghi di altissimo prestigio culturale oltre che strettamente religioso.

In questo viaggio tra le biblioteche del mondo, questa settimana vi portiamo proprio in uno di questi edifici religiosi, e precisamente nel Monastero di San Lorenzo de El Escorial, a poco meno di 60 km dal centro esatto della capitale, all’interno del quale sorge la biblioteca de L’Escorial, un edificio risalente nientemeno che al 1563, per volere del re Filippo II. Inizialmente pensata come residenza reale e pantheon per i sovrani spagnoli, la struttura era una delle preferite della famiglia di Filippo, e proprio il Re scelse di trascorrere qui i suoi ultimi anni.

Gli architetti a cui venne commissionato il progetto della biblioteca furono istruiti affinché nel futuro edificio potesse essere raccolto tutto lo scibile umano in un solo luogo, sottoforma di una cospicua collezione di libri di valore, fra cui grandi raccolte di manoscritti latini, greci, ebraici e arabi, alcune edizioni del Corano miniate del X-XI secolo, manoscritti medievali, incunaboli e cinquecentine, senza dimenticare i rarissimi testi appartenenti alla biblioteca di Carlo V e alcuni manoscritti autografi di santa Teresa d’Ávila.

Entrata a far parte del Patrimonio UNESCO a partire dal 1984, la Biblioteca si compone di quattro torri angolari e un’imponente facciata monumentale, le cui dimensioni raggiungono una lunghezza di 208m e una larghezza di circa 162m. Ci si trova di fronte a quello che ha tutto l’aspetto di un vero e proprio palazzo reale fuori le mura della capitale, una suggestiva costruzione che, anche per la peculiare copertura esterna in granito grigio e ardesia blu, rientra a far parte degli edifici simbolo di Madrid, oltre che uno dei luoghi più visitati di Spagna.

La grandiosità dell’edificio, tuttavia, non si limita alla magnificenza esterna, anzi. Le sale che compongono il polo bibliotecario sono rifinite con dipinti, affreschi, e una volta a botte che rappresenta il pezzo forte del cosiddetto Salone Principale, o Salone degli Affreschi. Lungo 54m per 9 di larghezza, si erge fino a 10m di altezza, lasciando lo spettatore completamente accecato dalla magnificenza della volta che ricopre interamente la sala. Le sette zone in cui si compone il Salone Principale si differenziano per gli affreschi che le compongono dedicati, ovviamente, alle sette arti liberali del Trivium (Grammatica, Retorica e Dialettica) e del Quadrivium (Aritmetica, Musica, Geometria e Astrologia) rappresentate allegoricamente dalle figure che incarnano quella disciplina, oltre che due storie tratte dalla mitologia, dalla storia classica, dalla Bibbia o dalla storia sacra. Il simbolismo dei dipinti che decorano il salone riprende i principi decorativi delle strutture religiose cinque-seicentesche in stile rinascimentale e manierista, e infatti anche nella Biblioteca ecco comparire i due pilastri su cui si fondava, secondo tradizione, il percorso di conoscenza dell’uomo: la Filosofia (sul frontespizio nord) che rappresenta la conoscenza acquisita, e la Teologia, a sud, che sta a indicare la conoscenza rivelata.

Ritratti a olio, busti e statue ritraenti i grandi protagonisti della monarchia spagnola, almeno quelli sopravvissuti ai numerosi saccheggi, il più dannoso dei quali fu quello ad opera di Napoleone, ornano l’intero perimetro delle sale.

Il Salone Principale, comunque, non è l’unica sala adibita alla collezione dei testi. Ad esso si affiancano altre stanze minori, tra cui il Cenacolo, il Salone estivo, la Sala dei Manoscritti, il Salone del Padre Alaejos e, infine, la Biblioteca del Coro.

Tra incunaboli, manoscritti, copie e volumi acquistati e accumulati nel corso dei secoli, sopravvissuti a incursioni, cambi di residenze, domini e, soprattutto, incendi (il più devastante dei quali risale al 1671), il patrimonio librario attuale della Biblioteca de El Escorial ammonta a circa 40mila volumi, una cifra molto inferiore a quella di gran parte delle biblioteche che abbiamo visitato in questi mesi, ma una delle più rare collezioni di libri al mondo in cui convivono esempi di culture e religioni differenti, in cui testi introvabili, manoscritti in copia unica e autografi vengono custoditi gelosamente in una vera e propria perla culturale europea.

4 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

© 2023 by The Artifact. Proudly created with Wix.com

  • trentapagine service
  • trentapagineservice