"Il potere non è un mezzo, è un fine". Il romanzo fantapolitico e la distopia in letteratura. (p.2)


Siamo giunti all'ultima parte di questa parentesi sul romanzo distopico. Questo genere non ha di certo bisogno di presentazioni ma, ad ogni modo, una breve parentesi su quali siano le sue caratteristiche generali è stata fatta nell'articolo precedente, e possiamo riassumerle in pochissime parole: i racconti di questo tipo prevedono al loro interno una realtà alternativa, per lo più futuristica, in cui la tecnologia e la dittatura alienano l'individuo rendendolo privo della sua umanità.

Sono stati scelti quattro romanzi: nella prima parte si è parlato di Arancia meccanica di Burgees e di Fahrenheit 451 di Bradbury, romanzi relativamente giovani del ceppo fantapolitico di questa vastissima categoria. Oggi, si parlerà di altri due romanzi, quali Il mondo nuovo di Huxley e 1984 di Orwell, spendendo anche due parole sul saggio che segue il primo, cioè Ritorno al mondo nuovo, saggio interessante sulla visione delle problematiche dell'umanità al tempo dell'autore.

La scelta di questi romanzi non è stata casuale, in mezzo al "mucchio" di interessantissimi volumi sul genere: sicuramente, ce ne sono di più attuali e altrettanto degni di nota. Ma questi quattro (cinque in realtà), scritti nell'arco di un trentennio, hanno il grandissimo privilegio di essere conosciuti anche ai lettori che meno si dedicano al genere, grazie non solo alla frequenza con cui vengono riproposti nei canali della vendita letteraria, ma anche ai loro famigerati adattamenti cinematografici più o meno attuali, fedeli o ispirati dagli stessi. Per quanto, quindi, la scelta fosse ampia e difficile, questi titoli sono spesso un "campanello" che suona nella testa di un gran numero di persone, indipendentemente dalle età e dalla cultura.

Nei libri presentati oggi la vita degli esseri umani viene ridotta ad una "catena di montaggio" dove ogni singolo ingranaggio viene sottoposto ad un trattamento di eliminazione momentanea, dove l'essere umano diventa "inumano" e crimini terribili come i sentimenti e tutto ciò che definiamo "terreno", se non sublimato agli stessi fini dei governanti, viene severamente punito.


1984 (1984, George Orwell)

Celeberrimo del genere, uno dei re indiscussi della categoria. Orwell lo scrisse nel 1949, nel dopoguerra, quando lo scenario bellico aveva lasciato in ognuno dei suoi contemporanei un forte senso di smarrimento ma anche di ispirazione e gli albori della ripresa economica presentavano al mondo i primi sentori di un progresso che già all'epoca si intuiva inarrestabile. L'autore proietta la realtà avanti di trentacinque anni, in un mondo dove una giustizia inesorabile punisce ogni singolo residuo di individualità.

Winston Smith vive in una Terra divisa ormai in Oceania, Eurasia ed Estasia (precisamente, abita a Londra, nella prima potenza regione citata). È il prototipo dell'operaio, veste con la classica tuta che lo rende tale, pur essendo un impiegato in uno dei Ministeri che governano la realtà in cui si svolge l'intero racconto, quali: quello della Verità, in Novalingua, la lingua adottata che cancella ogni termine sovversivo, sempre soggetta a cambiamento, ramo di cui specificatamente si occupa, Miniver, sovraintendente all'informazione e alla propaganda; quello dell'Amore, il Minamor, il principale, che si occupa di "recuperare" i soggetti ostili e deviati; quello della Pace, il Minipax", sovraintendente alle operazioni belliche, quello dell'Abbondanza, il Miniabbon, che si occupa della gestione economica e della spartizione dei beni imposti per ciascuno.

In questo mondo perfettamente inquadrato, gestito dal Partito che "tutto vede e tutto sa" (emblematica la dicitura: The big brother is watching you, "il grande fratello ti guarda", per enfatizzare l'onnipresenza del controllo individuale, incarnato in un uomo di mezza età dai baffi neri che osserva lo spettatore con sguardo gelido ed inquisitorio), le persone non sono altro che pedine del sistema, ingranaggi, come già detto, dediti all'adorazione dello stesso. Ogni cosa, dalla correzione delle informazioni passate all'abolizione di oggetti (quali i quaderni, per esempio) che avrebbero potuto far nascere nell'individuo un barlume di pensiero autonomo, è finalizzato a creare una realtà dove si è soggetti senza speranza alla "protezione" dei quattro ministeri. Le mansioni, dalla creazione del dizionario in Novalingua al reclutamento delle spie (da parte della Lega della gioventù e delle spie) al controllo della sessualità, all'abolizione delle singole espressioni facciali per non farsi sorprendere a concepire autonomamente un'opinione, rendono gli abitanti alienati e privati di ogni parvenza umana: l'amore, il sesso, il libero pensiero vengono puniti con la "vaporizzazione", una sorta di cancellazione fisica ed oltre dei sovversivi. Winston, che ha visto morire la madre e la sorella minore tramite questo sistema, cova un odio profondo verso il Partito e, nel corso della storia, fa della trasgressione la sua regola: tiene un diario, si mischia ai Prolet (il popolo governato dal Partito, costituente l'85% della società), compra oggetti al mercato nero considerati proibiti, si innamora di Julia, "talpa" del partito che in realtà cova lo stesso rancore del protagonista verso di esso. L'unico scopo di Winston è conoscere il perché delle azioni compiute, dell'assurdità di alcuni slogan ("la guerra è pace"), della cancellazione della storia tramite "buchi della memoria", della sparizione dei suoi colleghi, e scoprire se i sovversivi più famosi, per i quali si è istituita la "settimana dell'Odio" (una manifestazione contro di essi ricca di propaganda sul glorioso Partito, fomentata ogni giorno dai "due minuti dell'Odio", ridotta a due minuti al giorno di sproloqui e urla verso filmati in cui la violenza si abbatte contro i comportamenti più umani considerati disdicevoli) sono veramente nemici o, piuttosto, volessero solo riportare la pace, sinonimo di schiavitù e morte per il sistema intero.

Profeticamente, Orwell voleva mostrare come la tecnologia avrebbe avuto impatto sul futuro e come questa avrebbe fatto arricchire pochi e affamato molti: con i teleschermi in ogni angolo del mondo, una guerra costante e inutile, bombe continue sganciate sugli innocenti, il futuro descritto dall'autore è apocalittico solo per noi lettori, mentre per gli abitanti del libro, tranne Winston e pochi altri, rappresenta una rassicurante certezza.


Il mondo nuovo (Brave new world, Aldous Huxley)

Lo scrittore britannico lo scrisse qualche anno prima della Seconda Guerra Mondiale, nel 1932. Quello che veramente è bello di questo libro, oltre alle citazioni colte, è il perfetto connubio tra presente e passato. Del resto, il titolo è un omaggio alla Tempesta di Shakespeare (per i più pignoli, Atto V, Scena I, vv. 203–206):

«O wonder! How beauteous mankind is! O brave new world that has such people in't!»

(«Oh meraviglia! Com'è bello il genere umano! Oh mirabile e ignoto mondo che possiedi abitanti così piacevoli!»)

In realtà, il Bardo utilizzava il termine brave per indicare qualcosa di eccellente, ma nell'adattamento italiano non poteva essere tale, indicando un mondo distopico dove i mezzi di sottomissione dell'individuo principali sono il controllo mentale, l'eugenetica e la disumanizzazione dell'individuo (quasi alla pari dl libro precedente, con la differenza che in Orwell la procreazione è accettata tra gli individui ai fini di servire il sistema. Quando si doveva concepire, infatti, una delle frasi più utilizzate per annunciare l'atto sessuale è "Andiamo a fare il nostro dovere verso il Partito").

In questo mondo dove la selezione dei feti e la clonazione in fabbrica degli stessi (programmando gravidanze in vitro anche da cellule neonatali), aprono la spaventosa parentesi priva di ogni presupposto umano. Gli abitanti della Terra sono divisi in caste: la alfa, destinata al comando; la beta, che si occupa dell'amministrazione pratica, comandata dagli alfa; infine, gamma, delta e epsilon, in ordine decrescente di sviluppo mentale, costituita dagli inferiori. I gruppi sono ulteriormente divisi in plus e minus, a stabilire il grado di successo nella società. La felicità è l'unico stato mentale concesso, facendo riferimento al rassicurante slogan che regge l'intera comunità: "comunità, identità, stabilità". Per arrivare a questo modello di società perfetta, senza preoccupazioni di sorta che non siano il vivere nella propria comunità al proprio posto, nell'anno Ford 632 (circa il 2540; Ford per omaggiare la produzione in serie), l'umanità ha dovuto patire una guerra durata un decennio in cui, per assicurare il restauro della comunità, il mondo viene diviso in diversi stati tutti sotto il controllo di dieci G (o Coordinatori), che hanno ordinato la distruzione, come in 1984, della storia passata, rinomatamente colma di barbarie di ogni genere. La violenza del controllo mentale non è contemplata, poiché si viene indottrinati durante il sonno. Per fare in modo che la felicità sia uno stato mentale, vengono incoraggiati gli istinti, come la sfrenata sessualità, che porta gli individui ad essere poligami, e il consumo di droghe, come il Soma, che rende euforici. Ambientato anche questo in una Londra parallela, dove si muovono Lenina Crowne, donna beta e Bernardo Marx, uomo alfa, i protagonisti della trama che, pur servendo il sistema, conservano in loro tratti individualistici riguardo la sessualità e il consumo delle droghe. Una visita ad una riserva del New Mexico cambierà il loro modo di concepire le cose: gli indigeni di questo "mondo nuovo", dove vengono addirittura conservate opere di Shakespeare, sono il motore propulsivo dell'azione. Due individui vengono portati a Londra e diventano il fenomeno mediatico del momento. Inoltre, la tensione sessuale tra Lenina e il "selvaggio John" diviene altalenante dati i diversi modi di intendere la vita degli stessi. John diventa vittima del sistema a cui si ribella fino alla fine dei suoi giorni, ma a cui per certi versi e per determinati scopi deve abbassarsi, concludendo questa difficile lotta con la morte, colpevole di essere una persona ancora umana in un mondo che di umanità non ne possiede più.


Ritorno al mondo nuovo (Brave New World Revisited, Aldous Huxley)

In questa sorta di "bonus" viene proposto un raggio, non un romanzo, che di solito si trova accodato alle varie edizioni di Brave new world. La differenza di anni dalla pubblicazione del romanzo del '32 è sostanziale, perché Huxley scrisse questo volume nel 1958, quasi trent'anni dopo. L'intento, dopo aver passato il Secondo conflitto mondiale e i vari cambiamenti politici ed economici che ne conseguirono, era quello di stendere alcune riflessioni sul cambiamento della società delle grandi potenze mondiali, impregnando tutto del pessimismo latente del romanzo, esplicitandolo, poiché secondo lui, l'umanità si stava avviando irreversibilmente verso ciò che lui aveva descritto nel 1932. I temi trattati sono diversi: la sovrappopolazione, le maggiori prospettive di vita per persone affette da malattie genetiche, la genetica in generale, l'accentramento del potere economico nella filiera industriale e nelle grandi potenze del settore, la difficoltà dell'organizzazione sociale e del lavoro di pari passo con la tecnologia, l'abuso della propaganda e delle tecniche di marketing pubblicitario per ottenere consensi, l'abuso di consumo di droghe o psicofarmaci e infine l'ipnosi come tecnica di manipolazione psicologica sull'individuo dormiente.

Negli ultimi due capitoli, Huxley parla dell'educazione alla libertà e nell'ultimo in particolare, intitolato "che fare?" suggerisce come ottenerla ed inculcarla.

A seguito, la lista dei capitoli, con la speranza che possa incuriosirvi:

  1. Sovrappopolazione

  2. Quantità, qualità, moralità

  3. Superorganizzazione

  4. La propaganda in una società democratica

  5. La propaganda sotto la dittatura

  6. L'arte di vendere

  7. Il lavaggio dei cervelli

  8. La persuasione chimica

  9. La persuasione subconscia

  10. Ipnopedia

  11. Educazione alla libertà

  12. Che fare?

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