Il tesoro di Adelaide: la State Library of South Australia

Aggiornato il: 8 apr 2020

#travelinlibrary


In queste lunghe, interminabili e terribilmente simili giornate di clausura, ripensare a quanto era bello viaggiare, vedere il mondo, attraversare la porta di casa e scoprire posti nuovi crea un po’ di nostalgia. Verrà il momento in cui potremo rifarlo ma, come direbbe Aragorn, “non è questo il giorno!”. Per adesso restiamo sul divano e viaggiamo con la mente, magari con qualche documentario su National Geographic, quale programma di divulgazione, un buon libro di avventure o, semplicemente, con uno dei nostri post giramondo.

Per la rubrica dedicata alle biblioteche, a voi tutti bloccati a casa dedichiamo un viaggio verso l’emisfero opposto, a circa 10 ore di differenza di fuso orario rispetto al nostro: andiamo ad Adelaide, Australia del Sud.

Situata a 700km da Melbourne e a un tiro di schioppo dalla celebre Isola dei Canguri, Adelaide è la sede della più celebre e suggestiva biblioteca di tutta l’area meridionale della nazione. Qui sono raccolti documenti che testimoniano la presenza degli abitanti autoctoni prima che l’Australia diventasse una colonia europea, più precisamente britannica, nel 1836, anche se entrerà a far parte del Commonwealth dell’Australia solo nel 1901, benché fosse stata esplorata dai rappresentanti del Vecchio Continente già nel 1627.

Per quanto riguarda la biblioteca vera e propria, così come è avvenuto per quella di Parigi di cui abbiamo parlato le scorse settimane, anche la State Library of South Australia è composta da più parti: una costruzione più moderna collega le aree più antiche. Dopo varie peripezie susseguitesi per circa due secoli, l’edificio viene ridefinito con il nome con cui la conosciamo oggi, assumendo le sembianze e le funzioni di una vera e propria biblioteca pubblica.

Oltre a conservare i testi antecedenti la colonizzazione, la quantità di contenuti si espande man mano che giungono testi direttamente dalla Gran Bretagna, rendendo la State Library una delle più fornite in quanto a volumi, riviste e, ad oggi, anche materiale fotografico, filmico, microfiche e possibilità di consultare l’intera collezione online.


L’ala che, tuttavia, ha reso davvero celebre questo edificio è senza dubbio la Mortlock. Inaugurata nel dicembre del 1884, circa trent’anni dopo la nascita della prima sede, resta celebre dal suo soffitto di vetro che lascia filtrare la seducente luce australiana, viene presentata come Biblioteca pubblica, Museo e Galleria d'arte per la colonia dell'Australia meridionale, contiene 23.000 libri ed è inizialmente gestita da uno staff di tre persone. Dopo 18 anni dalla prima pietra (posata nel 1866), l’edificio che vede la luce resta uno dei più suggestivi già appena costruita ed è stato recentemente sottoposto ad alcune opere di restauro proprio per preservarne l’originale splendore. Lo stile è rinascimentale francese, il tetto è mansardato, le pareti sono in mattoni rivestiti in pietra di Sydney e decorati con i toni più scuri della pietra Manoora. Le due gallerie interne, la prima sostenuta da colonne in muratura e la seconda da staffe in ghisa lasciano il posto a eleganti balconate con balaustre in ferro battuto ornate d'oro. Due delle lampade a gas originali sunburner sopravvivono nello spazio degli uffici situati al secondo piano all'estremità meridionale. Tuttavia, l’elemento che la rende unica nel suo genere è il tetto: una cupola in vetro che consente al sole di filtrare e illuminare la camera sottostante con luce naturale.



Il restauro è avvenuto abbastanza recentemente, nel 1985, ed è costato la modica cifra di 1,5 milioni di $ australiani, finanziati congiuntamente dal governo e dalla comunità. In onore di un generoso lascito di John Andrew Tennant Mortlock, il Libraries Board del South Australia ha deciso che una percentuale delle Collezioni del South Australiana sarebbe stata ospitata nell'ala e nominata Mortlock Library of South Australiana nel 1986. Dopo una sostanziale riqualificazione della Biblioteca di Stato, iniziata nel 2001 e completata nel 2004, la camera principale dell'ala Mortlock è diventata uno spazio espositivo che offre uno sguardo alla storia e alla cultura del Sud Australia ed è stata inserita, nel 2014, in un elenco delle 20 biblioteche più belle del mondo secondo la rivista americana Travel + Leisure.

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