Intervista con la mamma

Quando l’editoria aiuta a crescere.

Quando ci siamo imbattute nel progetto di un service editoriale, noi ragazze di trentapagine abbiamo dovuto fare i conti con molte difficoltà, molte verità e, per forza di cosa, molte lacune. Giovani, brillanti e piene di ottimismo abbiamo una grave carenza che non si può colmare, purtroppo, con una continua formazione: quella di non vivere la maternità in prima persona. Non è una questione di età, di casi o di situazioni che non ci hanno permesso di diventare madri, e non è il triste racconto di un “fallimento”. Questo articolo, infatti, non ha nessuna pretesa di inserirsi nelle varie crociate a favore della procreazione: l’unica nascita che ci interessa è quella dei nuovi fenomeni editoriali.

Tuttavia, visto che si parla spesso di editoria a tutto tondo, abbiamo pensato di concentrare questo articolo su una categoria specifica: quella della produzione libraria con target 0-6 anni, approfittando del filone della scorsa settimana dedicato alla produzione per ragazzi e alla mancata fiera di Bologna. Siccome non abbiamo figli, al massimo qualche cuginetto o nipotino, abbiamo pensato di intervistare una nostra cara amica che, oltre ad essere versata nel prolifico mondo dell’editoria, è anche una mamma. Le domande che abbiamo pensato di rivolgerle hanno come scopo quello di capire come sta vivendo questa particolare situazione di quarantena e come sta sopperendo alla mancanza della scuola con due bimbe piccole. In questo caso, la lettura, l’aiuto di testi per bambini, collane apposite per incoraggiare i più piccoli a intraprendere la tortuosa e stupenda via dell’amore per i libri, potrebbe essere un grosso aiuto per far occupare il tempo ai tesorini costretti a casa evitando di bloccarli davanti ad uno schermo, che sia una tv o un cellulare.

Ecco quindi l’elenco di 20 domande che abbiamo sottoposto a Livia per capire lei, da mamma, lettrice e lavoratrice, come sta sfruttando questo tempo a casa con le pargole. Approfittiamo anche per ringraziarla di aver partecipato a questo strano mini-sondaggio e di aver impiegato un po' di tempo per darci una mano.

1. Nome, età, professione.

Livia, 38 anni, impiegata.

2. Quanti figli hai?

Due bambine.

3. Differenza di età?

Erica 3 anni e mezzo, Flavia 8 mesi.

4. Essendo piccine non vanno ancora a scuola, ma almeno la prima frequenta l’asilo. Come puoi descrivere l’intrattenimento che avviene nella materna per i bambini delle nuove generazioni?

Paradossalmente non trovo molta differenza tra l’educazione prescolare di 40 anni fa e quella di adesso. Oggi, gli insegnanti più illuminati si servono dei supporti più all'avanguardia, ma comunque il libro la fa sempre da padrone. Le attività sono sempre le stesse, lavoretti con la pasta e esperienze in fattoria… facciamo il formaggio piuttosto che la pasta di sale.

5. Quando è casa, non in una situazione di emergenza come quella in cui ci troviamo ora, ma normalmente durante l’anno, come passa il tempo la tua bambina?

A casa gioca molto, la tv viene accesa dopo le 19.00. Fin quando il tempo lo permette si gioca all'aperto. Poi ci sono i libri, i puzzle, le bambole, gli album delle figurine…

6. Cosa ne pensi dei programmi di intrattenimento per l’infanzia che trasmettono in tv?

Ritengo che i programmi televisivi per bambini, per lo meno quelli fruibili da mia figlia, abbiano una differenziazione troppo netta per fasce d’età così ci ritroviamo a vedere programmi o troppo infantili o al contrario troppo da signorine. Alcuni programmi, poi, hanno chiari riferimenti alla vita degli adulti, ma questo accadeva anche ai miei tempi. Insomma, è necessaria la supervisione dei genitori anche di fronte ai canali per bambini. Fortunatamente nella programmazione ci sono ancora i “classici" come Heidi, Topolino, e un cartone che da piccola seguivo molto e che, con grande orgoglio, piace anche a mia figlia: mi riferisco a quel cartone che parla del corpo umano e che in Italia è intitolato Siamo fatti così.

7. Come valuteresti le proposte editoriali per i bambini dell’età prescolare?

per quel che riguarda le proposte editoriali, invece, riscontro un bel passo avanti rispetto ai miei tempi: tralasciando i classici, oggi c’è una vasta scelta di pubblicazioni che si avvalgono dell'utilizzo di mezzi molto affascinanti per i bambini (mi riferisco ai libri pop up, quelli ben fatti) e che hanno basi solide di scrittura creativa e originale

8. Hai trovato elementi simili o discordanti tra i programmi televisivi e i libri per bambini?

Onestamente non saprei rispondere. Ritengo che lo stare di fronte alla tv e di fronte a un libro siano due esperienze talmente differenti che non posso fare un paragone.

9. Pensi che i personaggi utilizzati come protagonisti per l’intrattenimento dei bambini siano funzionali alla loro educazione?

Sì, certo. Ovviamente dipende dai personaggi e dall'“uso" che noi genitori ne facciamo.

10. Sei una madre da “favola della buonanotte”?

Decisamente sì, anche se avendo una bambina piccola che ora necessita di molte attenzioni, il ruolo della “narratrice” si è spostato a orari differenti (praticamente ogni momento è buono). Per ora, quindi, alla favola della buonanotte ci pensa il papà.

11. Preferiresti inventarne una al momento o leggere qualcosa?

Dipende dalla richiesta: a volte Erica si presenta con un libro e altre volte vuole una storia “istantanea”.

12. In caso di letture, reputi che sia più utile leggere un libro adatto alla loro età, quindi con fiabe classiche, magari colorati, o provare a leggere loro qualche romanzo più strutturato ma di facile comprensione?

A questa età i bambini, anche i più curiosi, perdono molto velocemente la concentrazione, quindi reputo che impegnarli con letture più strutturate sia una perdita di tempo (almeno nel mio caso). Ne ho esperienza diretta grazie alle favole di Esopo che cercavo di propinare la sera come favola della buonanotte, ma non avendo nulla da farle vedere mia figlia si stancava presto. Così ho deciso di comprare un libro illustrato e di guardarlo insieme a lei: il risultato è che ora alcune favole, le sue preferite, le ricorda a memoria anche grazie all'aiuto delle illustrazioni.

13. Se dovessi scegliere un titolo che ha segnato la tua infanzia quale leggeresti alle tue figlie?

Sicuramente Pinocchio, ma ancora non è il momento.

14. Quali libri, secondo te, potrebbero aiutare i bambini ad approcciarsi alla lettura in modo autonomo, una volta raggiunta l’età adatta? Quali esempi faresti?

Oggi ci sono molti libri che potrebbero avvicinare i bambini alla lettura: penso a Geronimo Stilton per i bambini di 7-9 anni, per poi procedere con Diario di una schiappa in età pre adolescenziale.

15. Hai notato un cambio di direzione dirompente nell’editoria per l’infanzia rispetto a quando eri più piccola tu stessa?

Assolutamente sì, e per fortuna! Prima i titoli e gli autori erano sempre gli stessi (i Grimm, Andersen, ecc.). Oggi, grazie forse anche alla globalizzazione, c’è una scelta ben più ampia e anche le traduzioni sono di un ottimo livello. Inoltre, alcune case editrici di avvalgono di illustratori davvero sensazionali e non solo. È facile che circolino libri musicali molto piacevoli che insegnano la musica classica o a riconoscere gli strumenti, libri sulle emozioni o libri con i quali si interagisce. Diciamo che il libro per bambini non è più “piatto” come ai miei tempi, prima bisognava usare tutta la fantasia a nostra disposizione. Oggi i bambini sono molto più agevolati ma anche molto più stimolati.

16. Secondo te, rispetto a quando Erica è nata, l’editoria per l’infanzia si è modificata ulteriormente? Se sì, di quanto?

Non saprei. Te lo saprò dire quando la mia secondogenita inizierà a mostrare interesse per i libri, ma per adesso è ancora presto.

17. Credi, conoscendo anche i tuoi gusti personali, che le tue figlie saranno propense alla lettura autonomamente una volta raggiunta l’età utile?

Erica assolutamente sì, Flavia staremo a vedere. Comunque ho intenzione di procedere con lo stesso modello educativo quindi credo che anche la piccolina amerà la lettura.

18. Adesso che siamo costretti alla clausura, come stai affrontando la quarantena con due bimbe piccole? Quali metodi di intrattenimento stai utilizzando per tenere occupata soprattutto la più grande?

Questo è un periodo veramente articolato. Erica inizia a mostrare segni di cedimento dovuti alla mancata interazione con gli altri bambini. Dal canto mio, ho esaurito la scorta di lavoretti, disegni e costruzioni da fare. Fortunatamente abbiamo un bel giardino, le giornate si stanno allungando e arriva finalmente il bel tempo quindi speriamo bene.

19. Pensi che questo rintanamento forzato potrà avere un impatto “traumatico” al momento del ritorno a scuola?

Non credo. Fino ad ora Erica non vede l'ora di tornare a scuola: interagisce spesso con amichetti e maestra attraverso videoconferenze e la maestra stessa invia spesso dei video dove racconta favole o fa vedere loro libri illustrati così, per qualche minuto, si sente ancora parte della classe.

20. Un consiglio che daresti alle persone che stanno vivendo questi giorni in compagnia di bimbi piccoli che non possono avere lo sfogo della compagnia di altri bambini della loro età.

Di consigli non mi sento di darne, veramente ne sarei in cerca io stessa! Fare la mamma in questo periodo è davvero difficile, io invidio chi si annoia durante il giorno. Questo stravolgimento della routine ha conseguenze su tutto e su tutti, fortunatamente i bambini si adattano facilmente. Il problema rimane per noi che non possiamo fare altro che sorridere e sperare che passi presto.

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