Intervista doppia (parte 2): la Libreria


In principio era il nulla.

Poi, d’un tratto, le forze dell’universo si unirono e nel caos più totale vennero fuori loro: le “paginette” di trentapagine. Al netto delle maledizioni che Alessandra mi lancerà addosso per via di questo soprannome da prima elementare, l’idea di base era quella di portare un po’ di ordine in tutto questo caos. E come lo facciamo? Semplice: con un pacifico e illuminante confronto su come scegliere, dividere, organizzare e sistemare i nostri piccoli tesori di carta e inchiostro.

Bibliofile compulsive, compratrici seriali, ricercatrici nei mercatini e osservatrici dei reparti novità, nel corso degli anni Ale ed io abbiamo accumulato giusto qualche libro. Arrivate a un punto di non ritorno occorreva ragionare su cosa farne, come metterli e, soprattutto, dove.

Mentre lei si rilassava con le sue litrate di tisanine e tè freddi (abbiamo cambiato la temperatura vista la stagione) e io modificavo la composizione del mio gruppo sanguigno alternando diversi generi di caffeina, ci siamo ritrovate a parlare di quanti libri avessimo e di come, nel corso degli anni, avessimo provato a sistemarli, quanto meno per renderci conto dei titoli che effettivamente continuavano a restare in nostro possesso e quali malauguratamente ci eravamo perse per strada.

L’idea del porre ordine al caos, quindi, è venuta da sé, per esigenze logistiche, come da sé è venuta l’idea di un confronto tanto per sottolineare ancora una volta le innumerevoli differenze che ci accomunano pur dividendoci (qual poesia in tale frase semi incoerente!).

Senza ulteriori indugi, diamoci sotto.


1. Quanti libri pensi di avere, a grandi linee, in casa?

R.: Proprio ultimamente ho fatto un conteggio provvisorio, sono arrivata a circa 700 titoli, con qualche doppione.

A.: Stesso numero, più o meno, contando anche gli ebook, di cui faccio largo uso (nonostante l'intramontabile fascino del cartaceo)

2. Cartacei o elettronici?

R.: Decisamente cartacei, con qualche eccezione in ebook per questioni di maneggevolezza visto che sono per lo più testi per lavoro o studio.

A.: L'amore per il cartaceo è indiscutibile, ma la comodità dell'elettronico non ha prezzo.

3. La percentuale maggiore di presenze dell’uno o dell’altro formato cosa pensi che dica di te?

R.: Oh be’, tenendo conto che il mio secondo nome è “vecchiaia”, direi che il mio essere una tradizionalista nostalgica non mi permette di comprare un ebook senza piangere. Mi piace vedere i miei libri, circondarmi con la loro presenza. È una copertina di Linus per me, è per quello che preferisco i cartacei.

A.: Ho sicuramente più libri cartacei, comprati "a spicci" in mercatini dell'usato. Profumano di antico, alcuni hanno macchie di acqua rovesciata, alcuni sono ingialliti. La maggior parte hanno mie annotazioni ai margini e le "orecchie". Come potrei fare questo con un ebook? Sono decisamente vintage.

4. Ultimamente hai comprato libri nuovi?

R.: Sì, pochi giorni fa.

A.: Anche questo mese mi sono rovinata.

5. Titolo, prego.

R.: La tragica storia del Dottor Faust, di Marlowe, grave assenza che andava colmata, e Caino, di Saramago.

A.: Vari titoli e autori come Faulkner, Miller, Kafka, Bukowski e altri.

6. Letto/i subito o relegato/i in fondo alla lista delle prossime vittime?

R.: Il Faust l’ho letto subito, un po’ ero curiosa, un po’ mi serviva per il lavoro; l'altro è in lista d'attesa.

A.: Subito i nuovi Miller, Faulkner è il prossimo, ma in lista ci sono quelli dei nuovi articoli.

7. Tenendo presente i libri che possiedi, puoi stimare una preferenza su quale genere si è guadagnato il primato in termini di quantità?

R.: Noir, thriller, gialli. Tutto quello che genera mistero. Ho una parete stracolma.

A.: Romanzi contemporanei appartenenti soprattutto alla letteratura americana.

8. C’è un genere che compri più di altri in modo impulsivo ultimamente?

R.: Qualche anno fa avrei risposto “fantasy” senza battere ciglio. Adesso vado dove mi porta il titolo.

A.: Contemporanei, come detto in precedenza. Non compro mai libri troppo nuovi o inflazionati.

9. Passiamo alla domanda clou: come hai diviso la tua libreria?

R.: Oddio, qui la cosa è complicata. Ho svuotato tutto su letto e pavimento, ho diviso i titoli in pile diverse per genere, gruppi di autori simili o collane, e ho ulteriormente separato quelli letti da quelli ancora da leggere. I letti li ho sistemati in una fila e quelli ancora da leggere li ho sistemati nella fila avanti. Ogni scaffale o gruppo di scaffali è diviso per genere e sul comodino ho i libri che ho iniziato e sto leggendo o su cui mi sono bloccata. E ancora a parte ho i preferiti, la mia triade (Shakespeare, Austen, Dante). Sì, lo so, sono malata.

A.: Ho diviso gli scomparti per provenienza e genere. Ad esempio, poesia italiana, anglofona, francofona e altri paesi. Così ho fatto con i romanzi. I saggi sono divisi per argomento: cinema, fotografia, storia, attualità ecc. Sul lato dello scomparto c'è un post-it giallo che ne indica la categoria.

10. Ogni quanto la sistemi?

R.: Dipende. Se mi capitano sotto mano molti libri nuovi, o recuperati, allora devo necessariamente risistemare tutto per metterli al proprio posto, tra i loro simili. Di solito la riorganizzazione grossa la faccio tre volte l’anno, più o meno.

A.: Ogni volta che devo spolverarla.

11. Pensi che ci sia un metodo vincente e universale per mettere tutti d’accordo sull’argomento?

R.: No. Cioè, se sei una libreria, un negozio intendo, e devi vendere, allora il metodo è in un certo senso standardizzato in base alla richiesta del mercato. Ma la casa è territorio privato, ognuno è libero di scegliere come crede, anche in base all’umore, alle esigenze, agli spazi soprattutto.

A.: Ma assolutamente no, ognuno ha le sue manie!

12. Sei soddisfatta del tuo metodo?

R.: Abbastanza, lo sto affinando ogni volta ma prima o poi arriverò alla perfezione, me lo sento.

A.: Ho molta memoria visiva, questo mi aiuta più di qualunque metodo. So dove cercare ogni singolo libro.

13. Commenta quello della tua “avversaria”.

R.: Be', devo ammettere che la divisione per provenienza non l'avevo mai considerata, ma avendo visto di persona la libreria di ale devo confermare che è una spada, li ritrova a botta secca. Il che rende la sistemazione molto più pratica della mia, ma considerando che mi piace variare anche la posizione dei miei stessi mobili e non avendo molta memoria fotografica per essere così veloce nella ricerca avrei bisogno di segnali acustici tipo i sensori per il parcheggio.

A.: Ammiro il disturbo ossessivo-compulsivo di Rebecca perché rassicura anche me. Sapere che la sua libreria la rispecchia, mentre la mia, nonostante la divisione, sembra sempre il caos fatto mensole, mi fa apprezzare ancora di più il suo alto livello organizzativo nella vita.

14. Pensi che questa esposizione delle vostre metodologie di organizzazione possa essere utile a qualcun altro?

R.: Il mio non credo, penso che sia da folli! Ma se non si è mai pensato a come ottimizzare i propri libri magari si può prendere parziale spunto da entrambe, anche se forse il metodo migliore resta uno solo: il proprio.

A.: Credo che, se una persona è disordinata o troppo precisa, continuerà per la sua strada, e va benissimo così... Siate quello che siete!

E voi, come la sistemate la vostra libreria? Condividete il vostro metodo nei commenti e aiutiamoci a vicenda in questa jungla di carta in continua espansione.

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