• Alessandra Libertini

La favola di "Amore e Psiche": perché ci piace ancora così tanto?

Aggiornato il: 8 apr 2020


Uno dei regali per i miei trent'anni è stato il libro Favola di Amore e Psiche di Apuleio.

Supercult, è come La Mecca che va visitata almeno una volta nella vita; questo breve romanzo, infatti, almeno una volta nella vita va letto. In effetti, io lo lessi con interesse migliaia di anni fa ma, libro dopo libro, lo avevo dimenticato. Rispolverato in una serata, le successive lettura non hanno più intaccato quella parte di memoria che adesso lo conserva.

Per farvela breve e non rovinarvi la sorpresa, posso raccontarvi in modo elementare la trama: la giovanissima Psiche, terza figlia di un re, è talmente bella da essere paragonata alla dea Venere la quale, gelosa proprio della sua bellezza, incarica il figlio Amore (Cupido, dai), di farla innamorare di un uomo vile. Nel frattempo, interrogato l'oracolo di Mileto dal padre di lei per toglierla dalla sua situazione di infelicità (la ragazza è triste poiché nessuno osa chiederla in sposa), viene suggerito che la si porti su di una rupe per darla in sposa a un mostro temuto anche da Giove in persona. Zefiro, il vento, ne ha pietà e la porta dalla cima a valle con il suo alito. Lì Psiche arriverà in un palazzo dove verrà amata da Amore senza che egli, inizialmente, si riveli a lei. Ma da qui cominceranno i guai, dettati dalla gelosia di Venere, suocera di lei (e i luoghi comuni sulla suocera qui si sprecheranno), dalla curiosità e dalle pulci nell'orecchio messe dalle invidiose sorelle, fino ad affrontare delle peripezie che (ATTENZIONE: SPOILER!) la porteranno al matrimonio con il dio.

Questa, in breve, è ciò che rende la trama interessante e ci fornisce un perfetto esempio di un amore trionfante che, ormai, non fabbricano più.


Se dovessimo fornire qualche dettaglio per far capire quanto fosse in voga all'epoca il genere e quali innovazioni potesse comportare, potremmo cominciare con il dire che la narrazione della storia avviene all'interno di un'altra storia; in effetti, la favola è contenuta nella Metamorfosi o l'asino d'oro di Apuleio, che narra in undici libri la storia di Lucio e di come sia divenuto un asino a causa di un unguento magico, pur mantenendo le facoltà di raziocinio umane. Per ritornare alla sua forma originaria dovrà mangiare delle rose, cosa fattibile unicamente dopo molte peripezie, che non staremo qui a narrare per non tirarla per le lunghe.

Amore e Psiche è un metaracconto, contenuto in una delle avventure di Lucio; è, per essere precisi, una storia narrata da una serva a una sposa rapita al suo promesso da dei malfattori come parabola promettente di un amore che trionfa su tutto, così da tranquillizzare la povera giovane. In effetti, il racconto si svolge in più di un centinaio di pagine, rappresentando un testo nel testo stesso e donandoci un altro interessante spunto di lettura.

La funzione parabolica è quasi ovvia: l'Amore, incarnato da Cupido, ha bisogno della Psiche, l'anima impalpabile e intangibile, per sopravvivere unendosi con la stessa. Oltre questo, anche il concetto di metamorfosi stessa al suo interno cela una lezione per il lettore, ovvero che nulla si ottiene se non tramite la trasfigurazione del proprio essere. Nella religione e letteratura antica questo termine aveva la valenza di un evento eccezionale e strabiliante, che sia stato esso animale, vegetale o di oggetto inanimato, così la magia, la forza divina e il consequenziale "miracolo" erano i canali più potenti, ovvi e immediati dell'evoluzione. Essa può manifestarsi in modo temporaneo o definitivo, in base a quale monito si voglia dare a chi avrà il pensiero di ascoltare o leggere la storia. Di solito, come per Lucio e per Psiche (ma in genere per tantissime altre leggende e miti) è la curiosità (curiositas) il motore della metamorfosi e spesso della storia stessa; nel caso delle Metamorfosi ha un ruolo veramente cruciale, poiché è l'unico, vero motivo per cui Lucio muta la sua forma, ed è il tarlo che costringe dopo un esplicito divieto Psiche a guardare il suo sposo di notte, sotto consiglio delle malfidate e invidiose sorelle. Dunque, la riuscita di molte opere si deve a questo sentimento umano che spinge il limite sempre oltre, nel bene e nel male.

Lo schema narrativo del romanzo (di cui non troviamo un corrispettivo nel mondo antico come in Grecia, dove veniva identificato come dièghema e mythos o a Roma come fabula) è il classico schema fiabesco dove l'eroe si allontana dalla sua comfort zone e deve affrontare diversi pericoli per giungere all'obiettivo, aiutata da diversi contribuenti e ostacolata da nemici immaginari o concreti, fino a raggiungere una condizione nella quale la sua maturazione porterà l'eroe o l'eroina a cambiare il proprio status, grazie anche alla sophia, la passione del conoscere e di essere motore del percorso di cambiamento appena intrapreso.


Che cosa ha in comune con ciò che vediamo oggi? Psiche non è una Cenerentola e nemmeno una Pretty Woman ma, in un racconto ricco di girl power e di villains donne (la temibile Venere, le sorelle più velenose dei black mamba e in due per giunta), risulta di avere gran classe. E gran culo.

È proprio lei, l'anima, la vera protagonista e non poteva essere diversamente: è l'incarnazione di quella parte umana così bella che è destinata per brillare ad un vagabondaggio verso la redenzione dai propri errori. Del resto, dal mondo celtico (la favola di Melusina), all'India antica (la favola di Urvaci e Pururava, dove lo sposo non poteva mostrarsi nudo alla sua consorte), alla Cina (la favola del contadino e della tessitrice che, a causa della trascuratezza del loro lavoro, vengono condannati alla divisione tramite il Fiuma D'argento), al Giappone (con la favola del dio del mare Toyotamabime) questo tipo di eroine risultano essere quasi dei cloni, in modo da offrire una lezione a tutti i popoli, per poi evolversi nel Medioevo nella tradizione colta, da Boccaccio al Boiardo, al Marino ecc.

Ma se l'anima è la parte bella, l'Amore è l'ago della bilancia delle azioni, colui che decide le sorti di ognuno e tiene tutti sotto scacco. Come Psiche, viene rappresentato bello, oltre ogni possibilità umana e immaginazione. L'incontro tra i due risulta essere fatale, poiché il dio del desiderio e della sfera sensuale entra in contatto con la rappresentazione umana della sfera ultraumana dell'anima, dando concretezza al riscatto da ogni concupiscenza terrena, tornando ad essere altamente divina dopo esser caduta.

Ma gli elementi umani che accomunano il lettore ai personaggi della favola sono il fulcro della vita quotidiana: dall'invidia delle sorelle, che tramano alle spalle di Psiche per far sì che essa perda tutto quello che ha (e chi non è mai stato invidiato o ha desiderato che cadessero tutti i denti alla collega d'ufficio quando si vanta della Louis Vuitton o al collega che ha ereditato la casa al mare?), riempendole la testa di insicurezze e negatività, al matrimonio tra classi diverse (in questo caso sarebbe corretto parlare di nature diverse, la divina e l'umana), tema più che mai attuale se parliamo di mescolanza di genere e provenienza, e poi dell'intramontabile tema amoroso che regge tutto il gioco e vincit omnia.

Insomma, ci piace perché è attuale e ci mette davanti alle nostre debolezze, dandoci la speranza di poter rimediare.

Ok, però, adesso non andate a richiamare la vostra ex con cui avete combinato un pasticcio anni fa perché non si risolverà con il matrimonio. Mica siamo in una favola. Mica siamo dei!

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