La pagina bianca: Come le ali del pettirosso

di Giordano A. Ricci

Augusto D.B. è un uomo rispettabile. Affascinante cinquantenne libertino, con un divorzio alle spalle e una serie di relazioni chiuse senza troppi rimpianti con donne molto più giovani, vive la sua vita in una routine che si è accuratamente costruito nel corso degli anni. Rodica, la sua governante rumena, è l’unica figura femminile della sua vita non in soggezione in sua presenza, una donna forte che ha imparato come trattare Augusto, il suo umore ballerino, il suo modo contorto di dimostrare affetto. In una condizione apparentemente immobile quanto una spirale infinita, la stabile vita di Augusto viene improvvisamente interrotta, una domenica mattina, con una telefonata del tutto inaspettata.

Contattato direttamente dal consolato italiano, Augusto scopre di avere una figlia, frutto della sua vigliaccheria più grande, germoglio di una storia d’amore vera e ancora in boccio che l'uomo ha scelto di recidere invece di vederla fiorire, per paura di perdere le sue sicurezze. In venticinque anni di silenzio, Jelena, l’unica donna che Augusto abbia mai amato davvero, ha custodito il segreto di Mila, una promettente fotografa arrestata in Venezuela con una partita di cocaina e un’accusa di narcotraffico.

Scatta un click nel cuore e nella mente di Augusto e la sua vita, perfetta e organizzata minuziosamente, si ritrova nella stessa situazione di una scatola appena aperta di un puzzle ancora da montare. Un puzzle, tuttavia, molto diverso da quello che ci si era aspettati di trovare.

In un viaggio dall’altra parte del mondo, in una corsa contro il tempo e contro le avversità che si possono trovare in un paese straniero e ostile, Augusto e Mila, insieme alla piccola Elena, troveranno il modo di montare insieme quel puzzle complicato e imprevedibile che è la vita. Sullo sfondo la guerra civile venezuelana, il colpo di stato e la lotta intestina tra Maduro e Guaidó e una crisi economica che non ha fatto sconti a nessuno. Corruzione, violenza, narcotraffico, sparizioni di minori, bande di malviventi e favelas sono solo una parte di ciò che Augusto dovrà affrontare.

La funzione del viaggio risulta chiara: fisico e metaforico, è un modo per attraversare una fase di stallo, una scossa per creare una realtà imprevista e più complessa. In una struttura da romanzo di formazione improprio, si nota la maturazione e la crescita dei protagonisti, in particolare di Augusto, che muta e lima il proprio carattere nonostante l’età che lascerebbe pensare all’impossibilità di modificare il proprio stile di vita. Una trasformazione che lo metterà di fronte alla terribile verità dei sentimenti innati dell’essere umano, quell’istinto di protezione e quella forza adrenalinica che riesce a farci fare qualsiasi cosa, ovunque siamo, perché la famiglia e il richiamo del sangue vengono prima di tutto.

Un libro intenso, uno spaccato di vita vera e reportage in un racconto emozionante che apre gli occhi sul mondo, sul senso di famiglia e sulla certezza che bene e male sono due concetti labili quanto l’idea del “mai”.


Titolo: Come le ali del pettirosso

Autore: Giordano Alfonso Ricci

Editore: Sága Edizioni

Collana: Thalia

Anno di pubblicazione: 2021

N. di pagine: 486

In libreria dal 23 aprile


L'autore:

In una biografia che si rispetti andrebbero riportate solo le notizie che abbiano un qualche significato. Come ad esempio le origini umili e borghesi di provincia, la provenienza da una terra aspra e struggente come il Molise e poi la seconda vita da un continente all’altro con la valigia sempre pronta da “cervello in fuga” (ammesso che ne siano rimaste tracce apprezzabili almeno al microscopio). Nella terza e quarta vita si sceglie. Giordano Alfonso Ricci ha scelto la campagna romana, gli asini, i cavalli e le piante di olivo. Le regole delle cose semplici e la differenza tra forma e sostanza sono le basi con le quali inizia e conclude ogni corso dei suoi allievi. La scrittura è rimasta intrappolata tra le molte vite. Nella prima, un vecchio editore di provincia gli regalò una macchina da scrivere Olivetti lettera 22 e molti altri insegnamenti. Il resto conta poco. Numeri e algoritmi con i quali convive tra gli olivi sono assai meno significanti (per lui) del canto d’amore di un pettirosso.




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