Le 7 fasi della clausura

Aggiornato il: 8 apr 2020



Covid-19. Non si parla d’altro. Un macigno piombato sulle nostre vite che, come ogni evento inaspettato, genera comportamenti mutevoli per essere affrontato.

Il periodo è tragico e di lutti se ne continuano a contare sempre più ogni giorno.

Per strappare un sorriso (e non per ridere del dolore, attenzione) trentapagine vuole proporvi un percorso di recupero, una sorta di viaggio emozionale (ed editoriale) per fronteggiare questa ormai confermata quarantena.

Riapplichiamo qui, in questo breve post, le 7 fasi dell’elaborazione del dolore al momento di clausura tanto odiata eppure tanto necessaria perché, come sempre avviene in occasione di eventi funesti, il Coronavirus ci ha portato via qualcosa: ha tolto a tutti noi la libertà di vivere come abbiamo sempre fatto.

Onde evitare ulteriori crolli emotivi, crisi isteriche, potenziali divorzi o apatia incontrollata, vi esponiamo le 7 fasi sopra menzionate attraverso 7 libri (o qualcuno in più) che possono aiutare a controllarle, superarle e arrivare lentamente fino all’ultima. Date uno sguardo e fateci sapere a che fase siete arrivati lasciandoci un feed e suggerendoci anche qualche titolo diverso!

Iniziamo.


Fase 1: Shock

Il genere che porta in mano con orgoglio lo scettro del vincitore dei colpi apoplettici al lettore è senza esitazione l’horror/thriller. Abbiamo pensato di iniziare, a questo proposito, con un titoletto leggero leggero, tanto per non farvi desistere troppo presto dalle letture: L’isola della paura, di Dennis Lehane. Pubblicato nel 2003, è reso immortale dal film di Scorsese, Shutter Island, che vanta non solo un cast eccezionale ma soprattutto una trama da panico che vi terrà incollati al libro, o al film, senza farvi rendere conto che siete ancora in piena quarantena.

Fase 2: Negazione

Questa è la fase più acuta, quando non si vuole affrontare la realtà dei fatti. Abbiamo pensato di consigliarvi Mille splendidi soli, di Khaled Hosseini. È uno dei romanzi più toccanti che possa capitare di leggere, crudo e sognatore al tempo stesso. Perché inserirlo tra le letture sulla negazione? Perché il periodo storico, lo sfondo socio-culturale, i riferimenti politici presenti nel libro sono molto vicini ma abbastanza lontani da non farci percepire che a qualche migliaio di chilometri da noi succedono cose terribili. Mille splendidi soli è un romanzo che va letto, per imparare a non negare più la realtà che esiste al di fuori della nostra egoistica società.

Fase 3: Rabbia

Qui la scelta è stata un po’ più ardua. Per amor di coerenza abbiamo scelto testi che includessero tale fase nel titolo e il podio se lo contendono in due. Castelli di rabbia, di Baricco, che non è esattamente un testo utile per la gestione del sentimento in questione, ma per leggere Baricco ci vuole costanza e un sacco di pazienza per non scadere nell’ira più nera, appunto. È uno di quegli autori che o piace da pazzi o difficilmente si riesce a leggere con serenità per via del suo stile molto riconoscibile e poco fluido a volte. Nel caso non siate tipi, potete puntare su un altro romanzo, Un bicchiere di rabbia, di Raduan Nassar. In circolazione dal 1978 è un libretto simpatico sull’incomunicabilità e sulla rabbia repressa ed esplosa che fa spesso parte dei rapporti di coppia. Azzeccato direi!

Fase 4: Negoziazione

Fase centrale, siamo in via di guarigione. Qui ci siamo sbizzarriti con due titoli che non hanno nulla in comune l’uno con l’altro, testi che, a modo loro, ci danno qualcosa su cui riflettere. Mangia, prega, ama, di Elizabeth Gilbert, un romanzo contemporaneo sulla ricerca di sé stessi. Leggete il libro e lasciate stare il film che non rende giustizia né alla trama né al cast. Più che un romanzo è una “guida spirituale” per la ricerca della felicità. Il secondo è Persuasione. Consigliato da Rebecca, perché Jane Austen sta bene su tutto, è un romanzo non troppo moderno ma utile per chi non ha la forza di prendere in mano la propria vita. Grazie ad Anne iniziamo a scegliere cosa assecondare e cosa no, quali compromessi accettare e quali invece non possono essere tollerati. Più negoziazione di così!

Fase 5: Depressione

Sbizzarritevi! Cercare su Google titoli di libri deprimenti apre molte porte verso l’autoflagellazione. Nella fase più critica, che sembra quasi definitiva e difficile da superare, vi consigliamo il libro “colpo di grazia”. Cime tempestose è tanto stupendo quanto demoralizzante: dopo aver letto questo tutta la vostra esistenza vi sembrerà uno scherzo. Emily Brontë ha la capacità di rendere triste qualsiasi cosa, ma con una poesia tale che il libro scorre via veloce e denso, intriso di significati celati e sogni infranti. Leggetelo con una barretta di cioccolata fondente o una scatoletta di Xanax.

Fase 6: Accettazione

Ci siamo quasi. Se siete arrivati fin qui ce l’avete quasi fatta, anzi: ce l’abbiamo quasi fatta. Il titolo consigliato per questa fase, secondo noi, è Il quadro mai dipinto, di Massimo Bisotti. Un po’ retorico, un po’ filosofeggiante, molto scorrevole comunque, Bisotti ha un seguito non da poco. Se non l’avete mai letto potete cominciare con questo. Accettare e accettarsi si fondono in una trama molto dolce, su un uomo che cerca sé stesso e affronta i propri limiti e demoni interiori, il passato e il presente, in una Venezia magica che, in rapporto a come appare ora deserta e limpida, appare più caotica e piena di vita.

Fase 7: Speranza

Sappiamo che non sarà il 3 aprile, ma arriverà il giorno in cui ci verrà comunicato che potremo riprendere davvero a vivere. In attesa che tale evento accada un consiglio di lettura per voi. Il lato positivo, di Matthew Quick, un vero e proprio libro sull’ottimismo. Un romanzo ben scritto, commovente q.b., ma adatto a questa fase finale perché intriso di buon umore e progettualità.


Più comunemente le fasi sono 5. Tuttavia, visto che la clausura andrà avanti ancora per un po’ e che davvero non ci saremmo mai aspettati di vivere una situazione del genere, abbiamo pensato di utilizzare la più completa classificazione della dottoressa Elisabeth Kübler-Ross. In questa sono comprese anche le fasi normalmente poco considerate di "shock" e "speranza", difficili da analizzare durante l’elaborazione della perdita e del dolore, ma molto utili per affrontare questa epidemia: lo stupore di essere giunti a questo punto, l'attesa che tutto ciò finisca il prima possibile.

Nel frattempo, prima che ciò accada, state a casa, fate buona lettura e consigliateci qualche titolo diverso.

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