Leggono... E sono tra noi!

Aggiornato il: 8 apr 2020



Quando noi eravamo bambine, nonostante i cinque anni di differenza che ci separano (potremmo affermare che Alessandra è cinque anni "diversamente giovane" rispetto a Rebecca), avevamo un mondo tanto diverso con il quale confrontarci. Non migliore, non peggiore, solo tanto diverso. Il gioco era un gioco che comprendeva gesti, sguardi, movimenti fisici, comandi vocali, tête-à-tête con sporco e successivi conti con la mamma. Non avevamo le dita incollate allo schermo, ma a oggetti oggi desueti quali, appunto, giocattoli, cose appiccicose e libri.

Da quando ci siamo incontrate il primo giorno di master in editoria ci siamo subito confrontate sull'esperienza emotiva dataci appunto dalla lettura e dal ricordo sensoriale datoci dal libro cartaceo, senza misurare il calibro delle nostre pistole nell'ambito culturale, ovviamente; parlandone volta dopo volta, abbiamo scoperto di avere gusti in comune, ma anche gusti dissonanti, ci siamo scontrate sulle ovvie differenze date dalla nostra personalità rapportate a questo e soprattutto abbiamo scoperto, allargando il cerchio di confronto con altri nostri colleghi, di quanto il tatto, la vista e l'olfatto, negli anni, ci regalino ancora quelle antiche emozioni ogni singola volta stringiamo tra le mani un volume. Quanto questo, insomma, ci regali la felicità.

Oggi un lettore si sente meravigliosamente e felicemente solo, alle volte, in mezzo a esseri umani che vanno veloci nelle loro routine lavorative, familiari, simile alla propria ma spesso senza l'oggetto libro a consolare o a semplicemente accompagnare.

In uno dei nostri incontri abbiamo parlato proprio di questo: quante anime antiche o quante anime giovani tra quelle che ci circondano si sentono come noi? Felici, cioè, di avere la lettura nella vita da sempre, da poco, da abbastanza tempo? Quante delle persone che ci circondano non sono invece d'accordo e reputano la lettura una perdita di tempo privilegiando altro?

Ci siamo così messe d'impegno per tirare su un piccolo, umile questionario che rispondesse alle domande di un lettore medio, sottoponendolo in piccola scala alle persone vicine alle nostre vite, per la maggior parte, che, a macchia d'olio, hanno saputo girarlo a persone vicine alla loro. Ne è venuto fuori che ci sono lettori come noi che vivono l'emozione quotidianamente, persone che sognano la lettura ma non ne hanno tempo, persone che la sognano ma non ne hanno voglia, scartando chi, rispettosamente, non ci pensa proprio a prendere un libro in mano, per un sacco di motivi.

Questo è ciò che ne è venuto fuori, tra risposte simili, convenzionali, fuori dalle righe, intellettuali e che ci hanno fatto morir dal ridere (a questo proposito, lanciamo un appello: che si palesi il genio che ha regalato il calendario di Frate Inodovino alla nonna!).

Di tutti quelli sottoposti al test, attivo nella settimana tra lunedì 20 gennaio 2020 e domenica 26, hanno risposto per la maggior parte persone di sesso femminile (67,6%), mentre gli individui di sesso maschile ci hanno decisamente filato di meno, con un 32,4% di risposta.

La fascia di età più interessata è stata quella degli over 35, con un'altissima percentuale di risposta (33,8%), battendo tutti gli interessati dai 20 in su.

Le domande successive sono state più specifiche, dedicate al rapporto di acquisto, al tempo di lettura, alle abitudini relative alla stessa. Con gioia abbiamo scoperto che quasi tutte le persone che ci hanno fornito delle risposte, quasi un centinaio, acquistano da 1 a 5 libri l'anno, quasi un quarto addirittura più di dieci, mentre i non lettori sono veramente pochi.

L'esatta metà, il 50%, tra tutti i generi proposti tra quelli preferiti, non si dedica ad uno solo ma preferisce variare; il 20,3% si dedica solo a narrativa e classici (e in questi Rebecca trova i suoi compagni di lettura ideali), il 17,4% si dedica a instabook, manuali e biografie, il 5,4% è un appassionato lettore di Fantasy, il 2,4% di poesia (anime gemelle di Alessandra) e l'1,4% di Horror (sempre anime sorelle di Alessandra, lettrice bipolare certificata).

Arrivando alla prossima domanda, troviamo un po' di discrepanza tra le risposte precedenti e questa: abbiamo chiesto "ogni quanto compri un libro" e il 48,6% ci ha risposto "meno di tre l'anno", il 44,6% "uno al mese", l'1,4% "uno a settimana". Abbiamo la speranza che chi legge da uno a cinque libri abbia degli amici appassionati che prestino con fiducia i loro tesori (e si sa che, chi trova un amico lettore, trova un'altra libreria in cui trovare meraviglie!).

Abbiamo poi deciso di giocare un po' con le definizioni, chiedendo cosa sia per chi risponde un lettore forte.

"Un lettore forte è colui che legge almeno 1-2 libri al mese".

Qui, non era un modo per mettere alla prova la cultura dei sottoposti ma per vedere, a istinto, quali risposte avremmo potuto ottenere. Di fatti, pur "googlando" la dicitura in cerca di una definizione, non ne vien fuori altro che una serie di articoli scritti da blogger come noi che dicono la loro su cosa voglia dire esserlo oggi. Al di qua della tastiera potremmo parlare di come oggi non dovrebbe avere più una base quantitativa questa definizione poiché, vivendo in un mondo che ci propone ogni sorta di storytelling (visiva, mediatica, scritta, orale), non facciamo più caso alla comprensione del testo perché siamo più attratti forse dalla famelica voglia di approcciarci ad una storia dopo l'altra, senza soffermarci nello "smontarla", capirla, capirla a livello metatestuale con i vari riferimenti non solo letterari ma culturali in genere. Ma questa, è un'altra storia. A parte chi ci ha risposto di non saper cosa significa, abbiamo trovato risposte di vario genere, tra chi ne da una definizione romantica come "sognatori", chi li ammira, e chi, invece:

Persone che alimentano il loro sapere con la “mentalità” altrui, e credo che sia un gesto d’amore verso se stessi.
Persone che amano leggere spassionatamente, ma che forse si preoccupano più del numero di libri da leggere che del loro contenuto e valore intrinseco (quello che dicevamo prima: uno di noi!)
Un lettore forte è colui che legge di tutto, senza snobbare un genere in particolare. Colui che per farsi un idea di quel determinato libro, testo, documento o quant'altro, lo legge fino in fondo. Un lettore forte, mette in discussione le sue letture sempre, riuscendo a discuterne con chiunque.
Sinceramente li considero come il “target” cui gli addetti ai lavori fanno riferimento, calcolato in base a determinati parametri a loro utili ma differenti per ogni casa editrice.

Ad ogni modo, dei nostri intervistati, il 75,7% si reputa un lettore forte, e questa cosa ci regala soddisfazione. Chi ha risposto di non esserlo spesso lo ha fatto con l'amaro in bocca dato dalla mancanza di tempo data dai molteplici impegni; alcuni non ne hanno la minima voglia, e va altrettanto benissimo così!

Abbiamo spostato l'attenzione poi sulla parte puramente "fisica" dell'oggetto libro, partendo dal titolo (viene privilegiato il titolo "criptico, con un riscontro di preferenza del 45,9%, piuttosto che quelli contenenti frasi ad effetto, secondi con il 31,1% o il 25% con il contenuto immediatamente illustrativo del contenuto), arrivando alla copertina (preferita per il 31,1% contenente foto e titolo, per il 25,7% ad effetto, per il 25,7% illustrata, monocromatica per il 9,5% e c'è anche chi si accontenta solo del titolo, per l'8,1%), che per il 73% non può definire il contenuto di un libro e dunque non va giudicata a tale scopo.

Abbiamo chiesto poi quanti avessero comprato un libro "al buio": avete presente quei libri avvolti nella classica carta da pacchi postale, con delle scritte che accennano in modo affascinante e misterioso al contenuto, alla trama, che si trovano di solito nelle librerie della grande distribuzione? Ecco, proprio quelli. Chi non ha mai desiderato comprarne uno? Solo il 24,3% si è tolto lo sfizio di aver provato l'emozione dello scarto, simile a un pacco natalizio.

A proposito di pacchi regalo, il 71,6% ha regalato un libro che ha amato leggere, per lo più classici della letteratura internazionale, raramente biografie; il 41,9% ha dichiarato di aver ricevuto soventemente un libro in regalo, il 51,4% raramente e il 6,8% mai. Di tutti quelli che hanno avuto la gioia di riceverlo, la stragrande maggioranza (l'85,5%) ha gradito il pensiero, perché affine con i propri gusti, per valore affettivo, perché oggetto gradito.

Siamo arrivati a una domanda dolente per tutti i possessori di libri: la questione del prestito.

Ammettiamolo: prestare ci rode. E quanto. Si può essere le persone più generose del mondo ma se teniamo a qualcosa non lo presteremmo nemmeno per tutto l'oro del mondo, e non si tratta di egoismo, ma di cura. Non presteremmo mai, del resto, il nostro cane, nostro padre/madre o nostra moglie/nostro marito. I fratelli, invece, abbiamo tutti sognato di regalarli, almeno una volta, ma non fanno testo.

Se poi pensiamo che un libro può macchiarsi, piegarsi, scollarsi e sappiamo magari di doverlo prestare a chi non ne avrebbe sicuramente cura, non ci dispiacerebbe. Ci roderebbe il fegato e basta.

In ogni caso, l'86,5% ha avuto fiducia nel prossimo prestando i propri libri e solo il 66,2% lo ha ricevuto indietro; il mio pensiero va a quelli che non li hanno rivisti: coraggio!

L'83,8% lo ha avuto in prestito e l'82,4% lo ha restituito. Qualcuno non ha avuto il coraggio di fare il reo confesso, ma lo perdoniamo!

Penultima domanda riguardante le abitudini di lettura, quella che separa l'uomo dalla bestia, per molti: segnalibro o orecchio? Il 73% dichiara di usare il segnalibro, quelle che dal lettore medio vengono considerate il demonio, come Alessandra (che piega, scrive, sottolinea con penna, disegna sulla copertina), usano piegare la pagina per ricordare a che punto sono arrivati (27%). Ma sappiamo anche che, nonostante il test sia stato totalmente anonimo, per molti è un problema ammetterlo. Vi accettiamo lo stesso! Del resto, il libro è un oggetto che va fatto proprio, che ha bisogno di avere il nostro odore e il nostro marchio di fabbrica, del nostro passaggio sulla sua "pelle".

L'ultima domanda ha diviso meno, ma mostra comunque due fazioni che si alternano come vino rosso e bianco, mare e montagna, dolce o salato: ebook o cartaceo?

Noi siamo entrambe di parte: ci piace palpeggiare letteralmente il libro. Però, abbiamo anche una libreria ebook invidiabile proprio perché possiamo portare ovunque le nostre letture preferite.

Il 95,9% degli intervistati ama la versione cartacea, mentre la rimanenza preferisce l'ebook. I primi, in merito alla loro preferenza, hanno dato diverse risposte, tutte con un minimo comun denominatore: sono tutti drogati sensorialmente dal profumo della carta, dalla sensazione al tatto, dal rilassamento visivo che dona la carta stampata:

Sono un “tradizionalista” il libro cartaceo da più sensazione di quello “elettronico”.
Il contatto con la carta sul suo odore, è qualcosa che da parte della lettura non posso farne a meno poi perché devo scriverci .
La carta ha un odore e sviluppa una memoria tattile che riporta al libro. Inoltre la versione ebook mi stanca gli occhi.
Il contatto con la carta sul suo odore, è qualcosa che da parte della lettura non posso farne a meno poi perché devo scriverci.
Vuoi mettere l’odore dei libri, la carta al tatto, l’ansia nel girare la pagina successiva per capire come va a finire? Con l’ebook ci saranno anche meno sprechi, ma è una noia.
Il libro come oggetto mi da stimoli emotivi che l'ebook non mi riesce a dare.
Adoro l'odore della carta stampata. Il senso di sfogliare le pagine, come pieghe dell'anima della storia dei personaggi del libro che sto leggendo.
Ogni libro ha un odore e mi piace sentirne "l'essenza".
Essendo un pre-antico in un mondo postmoderno preferisco la carta, la sensazione tattile, il profumo dell'inchiostro.

Siamo qui adesso a chiederci qual è il vostro confronto con le persone che avete intorno, se il nostro piccolo test vi abbia fatto riflettere e se grazie a questo, come noi, siate più consapevoli di essere dei lettori in mezzo agli altri, con la possibilità di unirvi, scambiare opinioni e punti di vista non per sfoggio di voi stessi ma per capire quanto amore per la lettura vi circondi. E, se anche solo un poco è servito a questo, ne siamo contente.

Fateci sapere cosa ne pensate!










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