Letteratura contemporanea horror: le donne da brivido che ci piacciono tanto

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Ma voi lo sapete cosa sono le final girls?

Le final girls sono quelle donne che, nel mondo cinematografico, categoria horror, di solito sottogenere slasher (quello in cui un assassino mascherato cerca di far fuori la qualunque con una lama, che sia un machete, una mannaia, una sega elettrica, anche un coltello da burro, se ci riesce, perché no?) sopravvivono sempre alla strage. Sono quelle ragazze o donne (chi è amante del genere è invecchiato con la Laurie Straude di Halloween) che, per fortuna o per intelligenza, riescono a scampare alla morte in tutti i sacrosanti episodi congeniati sempre in modo che, alla fine, tutta quella mattanza sia servita a qualcosa: a creare un sequel, di solito, dove sopravvive di nuovo.

Le final girls sono estremamente potenti nei loro jeans e Converse, nelle loro giacche di pelle e canotte a costine anni Ottanta o Novanta, nel loro essere perfettamente anonime in una società media che le etichetta come tale e dove solo per una persona, oltre la propria mamma, hanno un valore immenso: il killer. Il killer brama la loro vita per un sacco di motivi ma si ritrova sempre a tenere l'anima con i denti perché la ragazza di turno gli fa un culo così. A volte, ritorna nell'inferno da cui è arrivato (per tornare ancora perché neanche Satana lo vuole), altre cede il posto a un parente, un amico, un super fan. E tra tutti i grandi titoli, scusate, c'è il mio grandissimo amore: Scream. Nella saga in questione, composta da un fortunatissimo primo episodio uscito nel 1996 e tre sequel, troviamo la mia final girl preferita (a parte la citata Laurie Straude, interpretata da Jamie Lee Curtis, una delle mie attrici preferite in assoluto): Sidney Prescott. Sidney aveva la mamma un po' allegra e per questo, nel corso degli anni, è stata tormentata dalla stessa maschera, quella bianca che troviamo in tutti gli store anche adesso, quella di Ghostface, dal liceo alle soglie della pensione. Ma lei non perde un colpo: "sono una combattente", dichiara nel secondo episodio, ed è una grandiosa combattente; non solo nel senso fisico (perché mena come un fabbro), ma anche nel senso più intrinseco. Sidney si scontra con i fantasmi del passato e va avanti abbattendo qualsiasi cosa cerchi di ostacolarle il futuro.

Ed è esattamente quello che ognuno di noi cerca di fare ogni giorno in ogni ambito. Ma tutto questo ciarlare che sembra fuori luogo ha uno scopo, signori della giuria: quando ho fatto delle ricerche sulle donne che calcano la scena dell'horror letterario contemporaneo sono incappata in una zona molto familiare a quella descritta. Del resto, i grandi nomi sono quasi sempre tutti al maschile: solo la settimana scorsa, il nostro blog ha citato un sacco di uomini dell'horror e, nel corso di questo mese a tema, lo ha fatto regolarmente. Questa settimana io e Rebecca ci siamo dedicate alla visione femminile del panorama dell'orrore, dividendo il nostro lavoro in autrici classiche e contemporanee, scoprendo che alcune di loro sono delle vere e proprie final girls, che calcano o hanno calcato la scena sgomitando con i colleghi uomini, prendendo a colpi d'ascia i pregiudizi, illuminando a giorno il mondo del tetro con la loro intelligenza.

Stiamo parlando di donne come Chelsea Quinn Yarbro, scrittrice statunitense che ha partorito dalla penna la figura del Count Saint- Germain, non la solita figura del vampiro assetato di sangue ma di una figura quasi mitologica che, in quattromila anni di vita, ha la capacità di trasformare in metalli e pietre preziose i metalli meno nobili, personaggio atipico in un universo vampiresco ben nutrito che ha conquistato, grazie alla tenacia di decenni di lavoro, una sua autorità. O la scrittrice Angela Carter, britannica dedita alla lotta femminista e al genere horror fantasy, fuso con la commedia erotica. O, ancora, la nostrana Alda Teodorani, giovane e talentuosa scrittrice di gialli e horror, arricchiti dalla sua tendenza splatter alla vera trasgressione; Nancy Collins, scrittrice statunitense che ripropone in tema horrorifica miti e leggende, convertendo gli esseri umani in creature mostruose o travestendo tali creature da persone normali; Nancy Holder, meritevole di quattro premi "Bram Stroker" per le sue saghe fantascientifiche e horror; infine, Poppy Z. Brite, regina della moderna gothic novel americana e della dark comedy dagli anni Novanta.

Il mio consiglio è quello di cercarle, leggerle, dare voce nel nostro Paese a queste meravigliose scrittrici: nell'universo della letteratura dell'orrore sono dei veri capi. Sono delle vere final girls.

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