• Alessandra Libertini

Lina poletti, la penna e il coraggio


Lunedì ho recensito il libro della vita di ogni donna che vuole riprendere contatto con la propria parte selvaggia, ovvero Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés (se lo avete perso cliccate qui). Mentre lo leggevo per l'ennesima volta mi sono concentrata sulle figure veramente selvagge e ribelli che hanno lasciato un'orma su questa Terra e quali, altrettanto valide, siano coperte di ombra oppure quasi dimenticate. Nella ricerca che ne è conseguita mi è capitato sotto gli occhi un nome che non sentivo da anni: Lina Poletti. Una donna che ha corso con i lupi ed oggi è veramente poco nominata, poco acclarata, nonostante sia stata un'indomita donna dalla penna sorprendente.

Coetanea della mia bisnonna, nata nell'ultimo ventennio dell'Ottocento, era in realtà già all'epoca una donna dei nostri giorni: bellissima e audace, vestita sempre da uomo, femminista e omosessuale dichiarata, senza il minimo senso del pudore imposto dalle convenzioni che l'avrebbero voluta nei rispettabili canoni femminili della sua epoca.

E, invece, no: Lina Poletti si è, prima di tutto, laureata, con una bellissima tesi su Carducci che ancora oggi viene conservata nella fondazione che porta il suo nome, diventando nel primo decennio del Novecento una donna di grande sapienza, entrando per diritto in un sistema prevalentemente maschile, quello della nostra cultura nazionale, spaventando con il suo ululato gli uomini dell'epoca.

Il suo segreto? Un grande fascino derivante non solo da una fisicità che poteva sembrare effimera per quanto fosse invece innegabile ma, soprattutto, da un'intelligenza e una strafottenza plateali. Lina Poletti è stata l'emblema della libertà e del femminismo del secolo scorso e, purtroppo, se ne parla sempre veramente poco.

Perché figure come Frida Kahlo sono sempre in auge e personaggi come lei non riescono ad ottenere la luce che meriterebbero? Perché cerchiamo sempre quello che è lontano mentre una gloria così vicina (e contemporanea alla Modotti, alla Kahlo stessa, la Woolf, la De Beauvoir ecc.) non viene citata spesso?

Eppure, Lina Poletti non aveva nulla da invidiare assolutamente a nessuna. Scrittrice e saggista di un acume veramente fuori dalla norma, nel panorama della letteratura risulta essere veramente utile per dar ulteriore credito ai contemporanei di cui si interessò nelle sue opere, come Pascoli, il già citato Carducci, addirittura Dante.

Dal punto di vista umano, fece la cosa più difficile del mondo in un momento storico in cui essere incline alle relazioni con lo stesso sesso era considerata una deviazione: non rinnegarsi. Si sposò con un intellettuale, Santi Muratori, bibliotecario con cui aveva un rapporto viscerale fin da bambina, molto tollerante nei confronti della sua situazione e incoraggiante nel farle vivere la sua vita. Che visse, non senza poesia e difficoltà, con due grandissimi nomi dell'epoca: Sibilla Aleramo e Eleonora Duse.

Del rapporto con l'Aleramo abbiamo un'appassionato carteggio in cui si spiega non solo la loro passione ma anche le dinamiche della relazione: Sibilla non riusciva ad abbandonare Giovanni Cena e, alla richiesta di accettare questo ulteriore legame, Lina la lasciò, non senza difficoltà. Con Eleonora Duse fu un colpo di fulmine e una storia in giro per le principali città italiane, aiutando l'attrice a superare un blocco creativo che la portò ad un periodo veramente cupo, scrivendo dei manoscritti per lei, per renderla libera di ricominciare.

Alla chiusura di questo rapporto estremamente tormentato, Lina Poletti trovò finalmente l'amore della sua vita, la nobildonna Eugenia Rasponi, con cui visse quarant'anni, finché la contessa non morì nel 1958, segnando indelebilmente la sua vita, rendendola ancora più consapevole della sua missione di femminista, del suo ruolo nella battaglia per il diritto della donna di amare chi desidera ed essere considerata alla pari del sesso opposto. Fino alla fine dei suoi giorni scrisse, concentrandosi su saggi, scritti propri ispirati fortemente dalle autorevoli personalità letterarie dell'epoca come D'annunzio, rendendo la sua attività un faro per tutte le donne desiderose di emanciparsi, nel contesto personale e artistico.

Spero di avervi convinto ad andare a scoprire questa straordinaria figura della letteratura italiana e a poterla valorizzare ricordandola come merita.

2 visualizzazioni0 commenti

Post recenti

Mostra tutti

© 2023 by The Artifact. Proudly created with Wix.com

  • trentapagine service
  • trentapagineservice