• Alessandra Libertini

Ottobre, è tempo di horror!


A settembre non siamo migrati come i pastori di D'Annunzio, anzi, siamo tutti rientrati dalle ferie e abbiamo passato un mese a chiederci, come sempre, perché l'estate debba essere un bene di lusso più che un benefit per noi comuni mortali che non viviamo in vacanza. Rispetto agli altri anni, in meno di trenta giorni ci siamo ritrovati dal costume da bagno intriso di cloro o sabbia al giubotto tirato su fin sotto il naso, utilizzando le giacche di pelle, tanto amate, una manciata di ore. Personalmente, avendo più pelle che anima nel guardaroba, 'orca vacca se mi rodo il fegato.

In uno sbadiglio di noia tra il rientro, le varie scartoffie, il 730 e i buoni propositi (il principale è la palestra, vero?) ci siamo ritrovate nel decimo mese dell'anno, ottobre. Trenta giorni alla festa importata più gradita di sempre ci portano oggi ad inaugurare il nostro mese a tema horror. SPOILER: nei nostri articoli abuseremo delle seguenti parole: horror, mistero, brivido in tutte le sue varianti e sinonimi, paura, orrore, terrore ma non della parola ansia. Quella l'abbiamo di default.

Per celebrare questo percorso che ci porterà alla notte di Halloween, notte di streghe con gonna corta e mezzo chilo di trucco (ci piace tantissimo che sia così) che faranno dolcetto o scherzetto con una cannuccia nel cocktail, alcolico o analcolico che sia, o che se ne staranno spaparanzate sul divano a godersi un relax e un menefreghismo verso i festeggiamenti ammirevole, noi di trentapagine vi regaliamo una serie di articoli che toccheranno il mondo dell'orrore e del mistero non solo dal punto di vista letterario, ma dedicandoci anche alla trasposizione del genere sul piccolo e grande schermo, oltre che sul web, presentandovi blog e siti a tema. Anche se non siete amanti del genere, cercheremo, per quanto possiamo, di farvi appassionare a volti che mai avreste pensato potessero piacervi, a pagine che mai vi avrebbero interessato e vi daremo l'opportunità, se lo vorrete, di far capolino da dietro la porta nel mondo della paura, cercando di esorcizzarla.

Se parliamo del genere horror, lo ammetto, sono totalmente di parte: sono una maniaca dello stesso. Appassionata dei film di Dario Argento fin dai cinque anni, lettrice di Piccoli brividi reperiti dai compagni di classe, non c'è giorno in cui non mi rilassi sul divano senza un film, un video, un libro appartenente al mondo del terrore. Più è truculento, più le scene, sulla carta e sullo schermo, donano una crescente ansia, più mi piace. La mia saga cinematografica preferita del genere? Scream. Perché visto con le amiche nel 1997 al buio, a casa, a undici anni, non lo dimentichi. Soprattutto, non dimentichi i timpani perforati a causa loro. Il libro preferito? Il castello di Otranto di Walpole. Indimenticabile. Letto durante l'università, in un tempo dove consideravo solo King come maestro del genere (aaaah, gli errori di gioventù!), è rimasto nella mia mente come un racconto così bello da conservarlo in un posto d'onore sui miei scaffali. Per ricordarmi che il detto old but gold, nella letteratura, soprattutto per un'amante dei contemporanei come me, deve servirmi da monito per non precludermi nulla e tenere la mente aperta.

E se di antico, di passato, vogliamo parlare, la domanda sorge spontanea: ma com'è nato il genere horror?

In principio, vi era il romanzo gotico, nato alla fine del Settecento, come romanzo di intrattenimento per la società industrializzata, portata improvvisamente ad un benessere modesto. La crescita dell'alfabetizzazione portò a far si che anche il libro divenisse un bene di consumo e non più un privilegio delle classi più alte; così, tra i generi che si andarono a formare, il gotico era incentrato sulla creazione nel lettore di un senso di curiosità verso gli spazi cupi e angusti, l'epoca medioevale alle volte, la notte, il mistero, lo sviluppo di situazioni che potessero creare una benevola o malevola angoscia al solo scopo di intrattenere tramite l'emozione. Nutrito da sempre più scrittori, diversi nello stile, il gotico ha partorito diverse categorie, tra cui il genere horror, volto unicamente a generare paura e angoscia nel lettore, inchiodando lo stesso alle pagine per cercare sollievo nella fine delle stesse, con l'adrenalina inconscia data dal proibito, la sovversione, l'innaturale materializzato nella mente. Il primo romanzo horror risulta essere proprio Il castello di Otranto di Horace Walpole, del 1764: inizialmente spacciato come un manoscritto del 1500 e poi rivendicata la paternità in seguito, Walpole si ispirò al maestro dell'incisione gotica Giovanni Battista Piranesi, primo grande visionario del genere. Il resto lo vedremo nel corso del mese.

Adattandosi al mutamento della tecnologia, il genere dell'orrore trovò un terreno molto fertile nel cinema, partendo con il cortometraggio Le manoir du diable di Méliès, dell'ultimo decennio dell'Ottocento, ed evolvendosi fino ai generi e sottogeneri conosciuti oggi.

Detto questo, vi lasceremo scoprire con curiosità i nostri articoli giorno per giorno.

Stay scared, stay tuned.

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