Passeggiare di nuovo tra i libri? Non è ancora il momento.

Aggiornato il: 16 apr 2020



Le persone, durante questo periodo di lockdown, si sono divise in due categorie: i nostalgici e i proiettati verso il futuro.

Ma quando mai abbiamo visto sui social tante dichiarazioni d'amore/amicizia così appassionate e sentite? Ma quante volte abbiamo postato gli screenshot delle videochiamate di gruppo prima di adesso? E quando abbiamo mai sognato di postare un video tutorial di come fare la marmellata di fichi, mentre cantiamo una canzone (abbiamo più Hallelujah di Jeff Buckley in bacheca che cover ufficiali e non mai fatte fino a febbraio), mentre facciamo una coreografia "twerkando" insieme alla mamma, il papà o la sorella?

L'unica costante sono i nostri animali domestici, sempre presenti dal loro arrivo a casa, sbattuti in pubblico così tanto che, se avessero potuto, ci avrebbero detto le cose peggiori nei loro momenti di imbarazzo, nonostante l'indiscusso amore reciproco.

Proiettarsi verso il futuro non vuol dire solo imparare cose nuove nell'attesa, sopperendo alla mancanza di materiale umano con cui interagire dal vivo, ma anche fare dei progetti semplici per riprendere in mano una routine che, se ci pensiamo, sarà sempre la stessa?

L'appuntamento dal parrucchiere, dall'estetista, la partita settimanale a calcetto, la palestra, lo shopping. E le librerie, per chi ama la lettura.

Comprare ebook o cartacei negli e-store, nonostante i gravi ritardi di consegna pronosticati come spesso accade (ma nulli come deterrenti) non soddisfa esattamente come entrare in un negozio, sentire l'odore proibito e meraviglioso della carta ovunque, ad ogni respiro, scegliere il volume tra mille come si stesse scegliendo un partner... Poco importa se per una notte o per tutta la vita, tanto rimane sempre qualcosa nella nostra mente e stato emotivo ad ogni modo e, in ogni caso, si impara qualcosa di nuovo.

Ma diremmo che possiamo assolutamente farne ancora a meno. Nonostante il drastico calo dell'economia libraria, diremmo, che potremmo aiutare una volta liberi da questa situazione drammatica.

Dopo tutto, di buone ragioni ne abbiamo diverse e la prima, che basterebbe a tappare la bocca a qualsiasi tentativo di protesta, ovviamente è quello relativo alla nostra sicurezza. Gli organi competenti monitorano ad ampio raggio ogni sfumatura del rischio e, stando ai dati ufficiali visibili a tutti, non siamo neanche al giro di boa per tornare all'assoluta quotidianità che, fino a tre mesi fa, ci sembrava così scontata nel suo darci tutto da stancarci a morte. Dobbiamo fare i conti con l'imprevisto che pensavamo non sarebbe mai potuto accadere, guardando tutti quei film pseudo apocalittici dove la pandemia trasformava la gente in zombie. Qui, purtroppo, decima le famiglie.

La nostra parte, come detto anche in precedenza, possiamo farla stando dove dicono siamo più sicuri, e possiamo approfittarne per dare onore a quella pila di libri ormai da troppo tempo sul nostro comodino. Quella che ogni sera aspetta solo noi, come noi aspettavamo un momento per poter leggere.

Ecco, adesso abbiamo dei giorni per farlo. Non li sprechiamo.

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