Pompeu Fabra: la semplicità nella grandezza


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Tra regione catalana e stato spagnolo non corre buon sangue. Continuano ad esserci dissidi, incomprensioni, prese di potere, politiche divisorie, ma per un turista, ahimè, la Spagna è un unico grande territorio generato dalla fusione di diverse culture in perfetta armonia.

Barcellona, oltre ad essere una delle mete più gettonate, rimane anche una delle prime scelte per gli studenti che si cimentano nell’esperienza dell’Erasmus. Ricca di storia (sembra sia stata fondata da Amilcare Barca, il padre di Annibale), ma soprattutto culla dell’arte, ha creato un proprio stile urbanistico rifacendosi al cosiddetto modernismo catalano dei suoi quartieri. Autografata dalla mano dell’architetto Antoni Gaudì, Barcellona rientra in quel gruppo di città d’arte che necessariamente devono essere visitate almeno una volta nella vita.

Appare, quindi, alquanto particolare il contrasto tra la grandiosità del complesso della Sagrada Família e la facciata, decisamente più sobria, della biblioteca che vi andiamo a presentare oggi. Figlia di una recente costruzione accademica, risalente solo al 1990, l’Università Pompeu Fabra è sede di una delle biblioteche universitarie più particolari d’Europa.

Nominata Campus d’eccellenza dal governo spagnolo meno di un decennio fa, l’università si presenta come una delle sedi di maggior prestigio tra le istituzioni del territorio catalano.

La biblioteca, l’edificio che più ci interessa oggi, si fonda su una perfetta fusione tra funzionalità moderna e struttura anticheggiante, lasciando chi la visita a bocca aperta. I corridoi ricordano quelli di una cattedrale, con alti archi a sesto acuto e l’utilizzo di mattoni e pietre rossicce che contrastano con le scaffalature contenenti una modesta ma pur sempre accurata collezione di libri. Il silenzio è quasi sacro, e le grandiose sale di lettura lasciano gradualmente il posto a vere e proprie colonne divisorie che definiscono i confini di ogni “navata”. Il ricordo dei grandi studi degli amanuensi medievali è immediato e la semplicità generale dell’architettura, sia interna che esterna, concede al visitatore l’immersione totale nella lettura o nella consultazione.

Nonostante la collezione non sia particolarmente imponente, la biblioteca possiede una prestigiosa collezione di manoscritti originali di Picasso, a testimonianza del legame tra antico e moderno.

Il nome, infine, si deve all’omaggio dell’Università verso il linguista e grammatico catalano Pompeu Fabra i Poch, autore dell’omonimo dizionario catalano e scomparso mezzo secolo prima della fondazione dell’Università stessa.

Situata geograficamente a soli 15 minuti dalla cattedrale incompiuta di Gaudì, la biblioteca e l’edificio accademico restano un peculiare polo di attrattiva per il turismo, a simboleggiare la molteplice natura della città di Barcellona e a dimostrazione che le grandi cose, spesso, non sono grandi solo per le dimensioni o l’eccentricità.



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