Quando il libro è la "tetta sotto l'albero" che vorremmo


Voi ve lo ricordate quando tanti anni fa esplose il boom della chirurgia estetica come regalo di Natale? Fece quasi scandalo il numero vertiginoso delle molte donne, ma soprattutto adolescenti, che chiedevano come regalo un intervento che correggesse delle imperfezioni, vere o presunte. Stando alle statistiche, la mastoplastica era al primo posto, la rinoplastica la seguiva con il fiato sul collo. Cosa ci sarebbe di male, alla fine, nel desiderare un corpo diverso? Se questo non limita il benessere mentale, nulla, anzi, è un dovere rendersi felici, perché la natura si può cambiare. Fortunatamente.

Invece di scartare un gioiello, i gioielli vengono fatti impiantare, oppure ci si regala un viso nuovo. Ci si toglie un cruccio. Finché il difetto estetico non limita la felicità va benissimo. Altrimenti, l'unica figura altamente qualificata da regalare è uno psicologo, che fa benissimo alla vita di ognuno perché mostra una via d'uscita. Non cura i matti.

Molte persona sono attratte da cose molto più materiali di un desiderio di cambiamento e, tra queste, il lettore sogna magari di tuffarsi nei libri, di "rifarsi" la libreria, sempre troppo piena, come un bel paio di tette nuove da guardare allo specchio per sentirsi felice. Del resto, la felicità ognuno la insegue come vuole!

Il libro regalato rappresenta sempre un'arma a doppio taglio, ad eccezione di quando si conoscono alla perfezione i gusti della persona a cui lo si regala. E questo, chi vende, lo sa. Dunque, si cerca sempre di preparare la vendita in modo da rendere tutto stuzzicante e, questo, non rappresenta un'operazione di marketing così facile e scontata. Del resto, dietro gli addobbi, gli scaffali rimangono scaffali, la scelta rimane ampia e indirizzare un compratore deve essere un compito preso seriamente.

Voi le avete girate le librerie in questo periodo? Non si parte nemmeno dai libri, spesso, ma dall'oggettistica, dal merchandising più vario. Infatti, tutto ciò che è collaterale ai libri, per chi non legge, rappresenta qualcosa di molto appetibile: la tazza a sfondo letterario, il poker di segnalibri, la cancelleria, le agende super belle e funzionali, gli oggetti inutili ma geniali, le cassette più o meno accessoriate contenenti colori, la penna con il calamaio per i sofisticati in kit finto preziosi, sono così venduti sotto le feste che, se giriamo per casa, anche noi ne troviamo almeno tre: siamo circondati!

I titoli più venduti sono quelli più attesi, e non si parla solo dei successi istantanei. A Natale puoi chiedere tutto e, se chiedi un libro, spesso chiedi una nuova uscita e questo gli editori lo sanno e puntano moltissimo, oltre che al periodo estivo, al periodo natalizio. Alcune case editrici impreziosiscono i classici con una nuova edizione, a volte ispirata all'antico, in modo che risulti più affine che mai al periodo. I libri inerenti a questo periodo, poi, sono sempre molto apprezzati, che si tratti di un classico Dickens con il suo Canto di Natale ("instagrammatissimo" spesso vicino ad albero, camino e cioccolata calda) o titoli che ironizzano sulla festa decembrina con un black humor che piace moltissimo.

Viene organizzato tutto in modo che, tra tutti i desideri, il posto in cui si vende un libro sembra che venda la magia stessa del Natale. E qui, gli addobbi, c'entrano ben poco. Si facilita la scelta, si offre qualcosa che a livello istintivo porti a sbrigarsi e a vincere la scommessa con se stessi del far piacere a chi riceve, il personale è pronto all'assedio. Tutto questo, nella grande o piccola distribuzione, si presenta allo stesso modo, con le ovvie differenze del caso.

Avremmo forse dovuto allegare un link o direttamente una lista di consigliati, ma oggi vi lasciamo semplicemente con la voglia di farvi un giro e farvi guidare dall'istinto. E vi consigliamo unicamente una cosa: regalate un libro, che serve a rifarsi gli occhi.

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