Quarantena editoriale

Aggiornamento: 8 apr 2020



Questo virus è ormai parte della nostra quotidianità da circa un mese, in modo più o meno ufficiale. Ha infettato le persone, certo, ma è stato capace, come pochi altri eventi sconvolgenti prima di esso, di intossicare quella che è la vera e propria essenza del nostro essere “animali sociali”. E non è tanto la clausura forzata, il sapere di non poter uscire non per pigrizia ma per imposizione che ci fanno più paura. Forse, a parte casi eccezionali di irresponsabili egocentrici, quello che ci fa più paura è il non sapere come affronteremo quello che sarà rimasto una volta passata l’emergenza. E parliamo di emergenza e non di malattia perché quella che sta bloccando l’Italia, e la Cina prima di noi, e tutta l’Europa e il resto del mondo dopo di noi, sono l’agonia e l’angoscia di non sapere come ne usciremo.

Il Covid-19 sta mietendo vittime inesorabilmente, lento e troppo rapido allo stesso tempo, ma non sono solo le persone quelle che stanno perdendo, purtroppo, la vita. Una delle prime e più gravi vittime sembra essere il collasso del sistema sanitario nazionale, la controprova che anni e anni di tagli, riduzioni, incompetenza hanno portato gli operatori del settore a lavorare con pochi e inadeguati mezzi. Queste persone sono state lasciate sole, nonostante ogni anno le università brulichino di iscritti in facoltà scientifiche, di ogni genere, sapendo perfettamente che quei laureati che a noi tanto pesano nel migliore dei casi adesso stanno aiutando altri Paesi stranieri a venire fuori dall’emergenza in cui ci troviamo, e nel peggiore sono a casa sul divano, insieme a noi, a guardare Netflix o a leggere un libro. Completamente inermi.

Altra vittima, però, è l’economia. Non meno importante, anzi, decisamente non trascurabile. Una crisi economica che va di pari passo con quella sanitaria, la cui risonanza globale genera inevitabilmente l’incubo dell’insolvenza dei debiti di stato, delle tasse che prima o poi andranno comunque pagate, delle bollette che dovranno per forza di cosa essere saldate, stipendi da retribuire in qualche modo. Almeno per quanto appare vedendo i tg, in Italia il virus è stato così bravo da infettare ogni cosa, ci ha lasciati fermi e impotenti, ci ha reclusi, ci ha messo in standby. La natura, lentamente, si sta riprendendo il suo spazio: l’aria che torna più pulita, i delfini che si avvicinano ai porti temporaneamente dismessi, le acque dei fiumi che appaiono più limpide. È questo ciò che vuol dire vivere senza di noi? È questo quello che ci si trova di fronte in un mondo in cui l’essere umano è costretto a fare un passo indietro? Una delle poche certezze che abbiamo è che, nel bene o nel male, da questa situazione ne usciremo, con lividi e ossa rotte ma ne usciremo, e nel frattempo non possiamo fare altro che guardare ciò che accade, sperando di poter recuperare.

L’infezione, come abbiamo detto, ha toccato l’economia in molti settori. Molteplici eventi sono stati annullati, altri rimandati a data da destinarsi. Restiamo fedeli alla nostra natura: vediamo il futuro senza prestare davvero attenzione al presente e non guardando mai al passato per imparare.


Senza ulteriori prediche moralizzanti, il nostro post di oggi è per fare il punto su quello che sta accadendo nel mondo editoriale in queste settimane. Con il dpcm degli scorsi giorni anche le librerie sono state chiuse al pubblico, considerate come negozi di prodotti non indispensabili. Ci sarebbe da ridire in proposito, ma occorre fare i conti con il fatto che una libreria, in qualche modo, è luogo di aggregazione, ergo un potenziale covo di contaminazione, quindi ok, le chiudiamo. Ma il settore editoriale non è solo quello delle librerie. C’è un intero sistema economico che gira intorno al mercato del libro e la prima grande conseguenza è stata la sospensione delle fiere.

Ha iniziato Parigi, poi Lipsia. In Italia è toccato alla neonata Firenze Testo (che si sarebbe svolta tra il 20 e il 22 marzo), e alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna che ha deciso di annullare definitivamente l’evento e rimandare tutto alla prossima edizione, in programma dal 12 al 15 aprile 2021. Altre fiere annullate sono state Libri Come (in programma a marzo a Roma) e BookPride (in programma ad aprile a Milano). Rinviata anche Feminism 3, la fiera dell’editoria delle donne in programma alla Casa internazionale delle donne, sempre a Roma, organizzata a cavallo dell’8 marzo. Ennesima sconfitta, quella che speravamo di non dover subire anche per questioni di tempo, è stata la decisione di ieri del sindaco di Torino e della commissione che si occupa della gestione degli eventi in Piemonte di rimandare il tanto atteso Salone Internazionale del Libro, in programma dal 14 al 18 maggio. Si tratta del più grande evento editoriale a livello nazionale e doverci rinunciare, ve lo diciamo da aspiranti partecipanti, è un trauma. Non solo per la risonanza a livello internazionale che l’editoria acquista in questi giorni, in particolare l’editoria italiana, quanto per la consapevolezza che maggio, un mese che al momento ci sembra ancora distante, non è invece lontano abbastanza da permettere l’organizzazione di un evento del genere dopo un periodo come quello che stiamo vivendo.

Le ricadute a livello logistico e finanziario saranno enormi. Spostare avvenimenti di tale portata costerebbe ancor più che la loro totale cancellazione. Inoltre, la scelta del sindaco Appendino di posticipare il Salone, probabilmente a settembre, potrebbe scatenare una serie di problematiche anche per il fatto che proprio a partire da settembre inizia un nuovo ciclo di fiere e festival editoriali, il primo dei quali è il Festivaletteratura di Mantova.

Grazie all’aiuto di siti web come Biblit, un canale online di comunicazione che nasce con lo scopo di mettere a disposizione degli utenti informazioni su eventi e comunicazioni del mondo editoriale, noi di trentapagine abbiamo la possibilità di riferirvi anche le reazioni degli editori per quel che concerne le decisioni prese dal governo a proposito della gestione del settore editoriale. Sul modo di affrontare le possibili ricadute dell’epidemia sul settore, le associazioni degli editori si schierano in opposizione l’una con l’altra:

AIE, a nome di 86 case editrici, in rappresentanza di 230 marchi editoriali, ha lanciato un appello al Governo per posticipare l’entrata in vigore delle nuove norme della Legge per il libro per consentire a tutta la filiera del libro di affrontare criticità inedite. ADEI, a nome di 245 marchi editoriali, ritiene ingiustificato il rinvio di una legge fin troppo attesa e giudica le esigenze tecniche ampiamente gestibili nel corso dei prossimi due mesi.

Cosa succederà entro la fine del 2020 e come l’industria libraria cercherà di rialzarsi dopo una batosta simile non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che, nonostante non sia stato considerato un settore fondamentale e quindi rientrante nella classe degli esercizi pubblici passabili di chiusura, l’editoria sta facendo del suo meglio per aiutare gli italiani ad attraversare questa paradossale e traumatica fase della loro esistenza nel modo meno triste possibile. E se è vero che con i libri si riesca a viaggiare anche stando in casa sul divano, questo è il momento della nostra storia più adatto per testare tale massima. La Mondadori ha messo a disposizione una collezione di ebook scaricabili sul reader Kobo per affrontare le lunghe giornate di apatia. Ma il colosso di Segrate non è stato l’unico:

  • Amazon Kindle ha messo a disposizione una lunga lista di ebook che è possibile scaricare anche gratuitamente sul vostro dispositivo;

  • LiberLiber è una piattaforma che si occupa per lo più di brani musicali e ha rimpinguato la sua collezione con una serie di audiolibri disponibili e fruibili grazie anche solo a donazioni;

  • Progetto Gutenberg è visitabile ed è possibile scaricare testi gratuitamente in quanto contiene titoli i cui diritti d’autore sono ormai scaduti;

  • Ebook Gratis fa per voi se siete appassionati di racconti e curiosi di leggere produzioni di autori emergenti;

  • BookRepublic, infine, è una delle maggiori piattaforme relative alla distribuzione di libri in formato digitale a livello mondiale. Qui è possibile scaricare, previa registrazione gratuita, diverse opere, classiche o contemporanee, che sono state caricate sulla piattaforma stessa.

Insomma, lo capiamo che la quarantena è lunga, che i giorni sembrano tutti uguali, una serie infinita di domeniche che non vedono mai un lunedì o, peggio ancora, un sabato, ma “la felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda... di accendere la luce” e leggere un buon libro.

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