Respiriamo. E leggiamo.

Aggiornato il: 8 apr 2020


Siamo completamente bombardati. Non sentiamo nessun aereo passare sulla nostra testa, non sentiamo nessun fragore e non ci devasta nessuna onda d'urto. Non vediamo eserciti marciare, le strade non sono piene di gente che non sa dove andare, nessuno piange invocando santi che (forse) non esistono. Ma le sirene, quelle sì, le sentiamo suonare in continuazione, ogni volta che accendiamo la televisione, il nostro pc, apriamo i social sul nostro smartphone, vediamo la fila alla cassa.

È come se facessimo le prove generali per l'Apocalisse. Come se fosse un'esercitazione antincendio a sorpresa spacciata per vera, dove con finta compostezza richiesta per obbligo ci rechiamo alle uscite di emergenza col cuore in gola ed il culo stretto.

Questo Coronavirus è un rivelatore di coscienze: c'è chi ce l'ha e chi no. C'è chi lotta per stare a casa e chi lotta per stare in cassa, c'è chi lotta per non farsi contagiare e chi per pagare l'aperitivo. C'è chi evade da una zona rossa come stesse evadendo da un lager, non da un bunker durante un tornado. C'è chi pensa che, se non prenderà un bancale d'acqua minerale oggi, domani morirà di sete. C'è chi mosso a compassione divide pane, guadagno e pizza con il personale sanitario che ha scoperto di avere un paio di gambe in più, un nuovo cuore che pompa più sangue, nuove aree del cervello da dove attingere energia, un'utilità che ha la stessa forza di un maremoto. C'è chi in un momento di trambusto evade dal carcere e cerca in un'auto presa in strada una seconda possibilità, che sia di rubare, di vedere i propri cari o di cambiare la propria vita, senza tornare mai più, e bye bye sbarre, e bye bye patria.

C'è chi nel mondo ci prende in giro e poi il virus se lo prende, e prendiamo in giro loro e, se il Padreterno esiste, ci starà prendendo in giro alla grande anche Lui.

Siamo rifiutati da un sacco di realtà come fossimo lebbrosi di ultima generazione, guardati in modo torvo dalla signora che mette il disinfettante sulle mani ma ha la mascherina abbassata sotto il naso se noi non prendiamo queste preziose precauzioni, siamo bombardati dagli amici in ogni gruppo di messaggistica istantanea, non esiste più una frase, una battuta, una dichiarazione pubblica senza il nome di questa malattia che, per chi non è coinvolto, è come gli ufo: tutti sanno che esistono ma nessuno ne ha mai visto uno.

Ricordiamoci però una cosa: tutti abbiamo chiesto almeno una volta nella vita un giorno di ferie. Anche quelli a partita IVA. Anche chi non sta guadagnando altro che un'ansia maggiorata nel suo carico.

La vita raramente ci concede quello che chiediamo e adesso, di fronte ad interminabili giornate dentro casa, molti di noi si sentono persi. A tratti, inutili. Certo, perché la routine lavorativa, sportiva, sociale ci impedisce di focalizzarci su noi stessi e ci colma la vita di quell'Altro che ora tanto ci manca. Del resto, noi siamo i nostri migliori amici e peggiori nemici; è qui che lo specchio comincia a distorcere la nostra figura. Non siamo più capaci, qualora lo fossimo mai stati, di essere introspettivi quanto serve da passare del prezioso tempo con la nostra solitudine, impegni familiari esclusi. Non siamo più capaci di respirare e focalizzarci sul nostro respiro. Non siamo più capaci di inseguire i nostri desideri.

Oggi noi di trentapagine, in mezzo a tutte queste bombe mediatiche, vogliamo regalarvi l'augurio di riprendere a respirare come si deve.

E in mezzo a questo calo del mercato, che ha colpito l'editoria, che ha portato alla cancellazione di eventi preziosi per il mondo degli editori e lettori (noi ne sappiamo qualcosa, in quanto abbiamo dovuto cancellare le nostre prenotazioni per quelle in programma questo mese), che grida all'emergenza ma che combatte con tutta la forza, vi auguriamo di riscoprirvi lettori, di diventarlo, di trasmettere la passione. Di prendere le dovute precauzioni e uscire di casa per regalarvi un prezioso volume da stringere davanti lo specchio, che diventi parte di voi, che non allieti solo i momenti con voi stessi ma diventi parte del vostro scheletro.



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