Salone Internazionale del Libro di Torino

Edizione 2020, versione 2.0

Si è chiusa domenica la 33esima edizione del Salone Internazionale del Libro, in realtà la prima in modalità digitale.

Pietra miliare tra le fiere del libro nostrane, godimento allo stato puro per bibliofili, addetti ai lavori, turisti e cittadini torinesi, il Salone è, tra i vari e numerosissimi eventi legati al settore editoriale, quello che davvero riunisce per cinque giorni non solo il nostro Paese ma tutti gli esponenti dell’industria libraria internazionale. A causa del lockdown dovuto al Coronavirus molti eventi hanno dovuto dare forfait e aspettare tempi migliori per riorganizzarsi, ma annullare il Salone avrebbe potuto significare disastro su numerosi fronti. Quindi, a differenza di quanto deciso per la Bologna Bookfair (rinviata al 2021), Torino ha pensato bene di raddoppiare l’evento invece che azzerarlo. Una mossa azzardata ma che a conti fatti ha dato decisamente buoni frutti. La fiera inizialmente programmata per i giorni dal 14 al 18 maggio è stata posticipata all’autunno, benché con data ancora da definire, in modo da permettere a visitatori e lavoratori del mondo editoriale di non rinunciarvi del tutto. Molti interventi programmati per la scorsa settimana comunque hanno visto risoluzione nella nuova e seguitissima edizione online: il SalTo Extra. Il virus è forte ma internet lo è di più e le nuove tecnologie di streaming, collegamenti in tempo reale, dirette social e disponibilità assoluta degli ospiti hanno dato modo di fruire di un’esperienza piacevole e interessante nonostante la mancata presenza fisica. Andando con ordine vi raccontiamo in punti chiavi i segreti del successo del Salone del Libro di Torino in versione web.

Tematica:

Altre forme di vita è stato il tema scelto per questa edizione, e portato on vita anche nella soluzione 2.0. la fragilità dell’esistenza, il dubbio sul futuro, la responsabilità della nostra specie sono stati i punti cardine degli interventi susseguitisi nei quattro giorni di fiera.

Extra:

La versione digitale è stata una scelta dovuta alla richiesta da parte del pubblico di non rinunciare all’esperienza unica che si respira partecipando al Salone. Gli organizzatori, e in particolare in direttore artistico Nicola Lagioia hanno espresso la volontà di modificare le strategie comunicative normalmente messe in atto durante i giorni a Lingotto fiere per portare l’esperienza culturale dell’evento direttamente nelle case di tutti. Internet e i social sono stati fondamentali per l’organizzazione, permettendo di creare un rapporto ancora più intimo tra ospiti e pubblico e aiutando anche una maggior quantità di persone a fruire dei vari interventi.

Inaugurazione:

Alessandro Barbero ha aperto la fiera giovedì 14 in diretta social e sul sito del Salone. Un inizio col botto se si pensa che solo per la prima sera la lectio inaugurale sulle “Conseguenze inattese” del professore di storia più amato d’Italia ha ottenuto ben 58.278 visualizzazioni su YouTube e 107.062 su Facebook. Un preziosissimo primo intervento che definito con accuratezza quanto questa edizione straordinaria del Salone avrebbe lasciato un segno in questo disastroso 2020.

Organizzazione:

Quattro giornate (14-17 maggio) e oltre 140 ospiti. Tra i vari interventi hanno partecipato autori, traduttori, editori e personalità del mondo dello spettacolo, della comunicazione, della musica per rendere omaggio al tema scelto per questa edizione. I più seguiti sono stati senza dubbio Samantha Cristoforetti e Valeria Parrella che riprendendo le Città invisibili di Calvino hanno affrontato il tema del vedere le cose da diverse prospettive. Dacia Maraini che ha presentato il suo nuovo romanzo in uscita; Anita Raja che ha trattato il tema della voce dell’autore nelle traduzioni; l’omaggio a Camus da parte di Paolo Flores D’Arcais e Catherine Camus. Ancora Jovanotti, Saviano, Maurizio De Giovanni, Ezio Mauro, Stefania Auci e molti altri.

Eventi clou:

per quanto la lectio inaugurale di Barbero abbia aperto la strada ai partecipanti seppur lontani di questa edizione 2.0, il momento più emozionante è arrivato sabato. Un omaggio a un grande autore a quasi un anno dalla sua scomparsa. L’incipit della sua ultima creazione. La fine di un’era. Antonio Manzini legge in diretta il primo capitolo di Riccardino, ultimo romanzo di Andrea Camilleri, l’ultimo Montalbano di prossima pubblicazione da Sellerio. 56.163 visualizzazioni. Pubblico in delirio. Una suspense e, diciamolo, una mossa di doppio marketing degna di un Oscar. Camilleri è diventato il re del Salone senza nemmeno poter presenziare personalmente.

Tirando le somme, nonostante il cambio in corsa e la trasformazione in digitale, il Salone del Libro è stato l’evento più seguito della scorsa settimana. Secondo i numeri rilasciati dal team organizzativo, circa 5 milioni di utenti hanno partecipato virtualmente alla fiera. Stiamo parlando di potenziali partecipanti fisici che hanno voluto essere presenti nonostante le difficoltà e hanno accettato questa nuova modalità di fruizione. Non sappiamo se si ripeterà e se diventerà una consuetudine la versione web della fiera ma una cosa è certa: mai come stavolta è possibile godere dell'esperienza recuperando i video dalla pagina Facebook.


Trentapagine avrebbe dovuto essere presente, per condividere con tutti voi la fantastica esperienza di Torino, ma ancora non è detta l'ultima parola. Intanto vi abbiamo raccontato cosa è successo nell'edizione straordinaria, chissà che non riusciamo a raccontarvi anche quella dal vivo.

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